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Annata agraria tra crisi e nuove prospettive Si punta su giovani e donne

Il settore agricolo continua a vivere un momento di difficoltà ma, grazie alla dinamicità degli imprenditori, si continua a crescere e ad assumere: è questo quanto è emerso dal bilancio dell’annata agraria.

Il settore agricolo continua a vivere un momento di difficoltà ma, grazie alla dinamicità degli imprenditori, si continua a crescere e ad assumere. È questo quanto è emerso dal bilancio dell’annata agraria tracciato da Alberto Brivio e Gianfranco Drigo, rispettivamente presidente e direttore della Coldiretti Bergamo.

“Non è stata certamente un’annata facile – ha commentato Alberto Brivio – Si sono fatti sentire gli effetti delle anomalie climatiche. Soprattutto della siccità, il forte aumento dei costi di produzione praticamente in tutti i settori, la scarsa remunerazione delle produzioni agricole e la contrazione dei consumi per effetto della recessione economica in cui si trova il nostro Paese”.

“Altri aspetti preoccupanti – ha aggiunto Gianfranco Drigo – sono la stretta delle banche nella concessione del credito e alcuni provvedimenti che, come la normativa sui nitrati, penalizzano il settore. Se è vero che dal punto di vista del fatturato le aziende hanno tenuto rispetto agli anni scorsi bisogna sottolineare come si sia ridotta di parecchio la marginalità perché sono aumentati i costi”.

Per contrastare le difficoltà l’agricoltura bergamasca si è affidata a progettualità e creatività. A fronte di un calo della produzione c’è stato un sensibile aumento della qualità e della diversificazione. La nota più lieta arriva forse dall’occupazione, che ha fatto segnare un aumento nel numero degli addetti del 13% e ha registrato tanti nuovi ingressi giovani che vedono nell’agricoltura un settore “nuovo” verso cui orientare i propri interessi: proprio l’ingresso di nuove leve può essere considerato il valore aggiunto del settore. Sempre più rilevante la quota “rosa”: il 23% dei titolare delle aziende bergamasche è rappresentato da donne, percentuale che sale al 25% nelle zone montane.

Le preoccupazioni più forti sono state espresse sulla progressiva cementificazione del suolo, con una perdita di superficie agricola pari al 24% in dieci anni, e, soprattutto, sulla situazione del settore lattiero caseario: manca ancora un prezzo di riferimento per il latte e la chiusura da parte del mondo industriale non fa altro che creare ulteriore incertezza.

E’ stata presentata, infine, la Giornata provinciale del Ringraziamento che si svolgerà domenica 11 novembre, momento di chiusura dell’annata agraria promosso da Coldiretti Bergamo per rendere grazie a Dio per il raccolto dei campi e chiedere la benedizione sui nuovi lavori: alle 10 il raduno delle macchine agricole e dei partecipanti presso il Piazzale della Malpensata, alle 10.30 la sfilata per le vie cittadine fino al Sentierone, alle 11.30 la Messa nella chiesa di S. Bartolomeo celebrata dal Vescovo di Bergamo monsignor Beschi e, alle 12.30, la benedizione delle macchine agricole.

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Commenti

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  1. Scritto da Cap

    Ho riscontrato che a volte il marito fa l’imprenditore o ha altra attività e la moglie diventa “coltivatore diretto”. Di fatto la conduzione dell’azienda agricola è prevalentemente maschile, stante la pesantezza dei lavori e la meccanizzazione di stalle e campi. C’è poi l’affido a terzi specializzati dei grossi lavori stagionali: aratura, mietitrebbiatura, vinificazione, caseificazione. Così si hanno i benefici e i riguardi di Legge verso i coltivatori diretti, specie per quanto riguarda i diritti di prelazione dei fondi coltivati in affitto pluriennale e i volumi di edificabilità per le necessità aziendali, i contributi Ue, agriturismo, cooperative, carburanti ecc. Poi l’edificato resta per le necessità successive, anche variate, della famiglia.

  2. Scritto da fabiolino

    Bella fotografia :)

    1. Scritto da Damiano

      È per invogliare i vegetali a crescere :-)