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Nuovo ospedale, protesta delle aziende creditrici “Così ci uccidete” fotogallery video

Circa 150 persone dall’alba di lunedì mattina hanno provato a farsi sentire all’ingresso del nuovo ospedale per chiedere quanto spetta per il lavoro svolto nel nuovo Giovanni XXIII.

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“Curate i malati, uccidete le aziende”. Circa 150 persone dall’alba di lunedì mattina hanno provato a farsi sentire all’ingresso del nuovo ospedale per chiedere quanto spetta per il lavoro svolto nel nuovo Giovanni XXIII. Sono imprenditori e operai che fanno parte delle 70 aziende creditrici di circa 20 milioni di euro per le opere subappaltate per la realizzazione della nuova struttura sanitaria, mai pagate. Il presidio è stato organizzato dalla Lia, associazione sul piede di guerra da mesi. Magliette, fischietti, cartelli slogan, una bara, un fantoccio con le sembianze di operaio impiccato a un camion. Per tutta la mattina gli operai hanno bloccato le auto in transito su via Martin Luther King distribuendo volantini: “I creditori del nuovo ospedale affiliati alla Lia, l’associaione dei Liberi imprenditori associati, hanno deciso di far sentire la loro voce – si legge -. Non si tratta di un’iniziativa pensata per impedire l’apertura dell’ospedale. Vogliamo sensibilizzare la collettività. Sono state liquidate in toto le aziende appaltatrici e, trascurando quanto dispisto dalle norme che regolano gli appalti pubblici, hanno danneggiato le piccole medie imprese del territorio che con il loro lavoro hanno contribuito alla realizzazione dell’opera. C’è chi sta ancora lavorando, altri hanno finito da tempo ne qualcuno è pure fallito”.

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Commenti

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  1. Scritto da Sergio

    Se penso alle varie donzelle in regione Lombardia a far le passerelle mentre si beccano centinaia di euro più vitalizi dalle nostre tasche mentre chi lavora si becca il nulla…Dopo vent’anni di governo lega pdl nella nostra “Padania”, altro che Roma Ladrona ci ritroviamo…

  2. Scritto da Corrado

    Ma non è l’Ospedale che deve rispondere del debito verso gli artigiani e i fornitori, ma la Ditta che ha avuto in appalto la costruzione, perchè la commessa in sub appalto è stata effettuata dalla stessa, e chi ha accettato il sub appalto, lo a fatto a proprio rischi e pericolo. Chi protesta ha sbagliato indirizzo…….

    1. Scritto da Luca

      I nostri subappalti sono regolari caro Corrado e l’ente appaltante con la direzione lavori non ha’ chiesto come prevede la legge copie delle fatture pagate ! Ecco perché protestiamo

      1. Scritto da lella

        …e fosse l’unica cosa che non hanno fatto (azienda ospedaliera e D.l.).un’altra precisazione: la Lia ha mai chiesto e verificato i sal pagati all’ ati DEC?

  3. Scritto da ellekappa

    ASPETTATE IL CELESTE CHE NATALE VI DA ANCHE IL PANETTONE !TERRENI DEL CLERO,GESTIONE CELESTIALE,E VAI IN PARADISO,PER FORTUNA REPORT HA APERTO UN MONDO ,QUELLO DELLA COMPAGNIA DELLE OPERE, OPERE A FAVORE DI QUALCUNO NATURALMENTE, A FIN DI BENE….AUGURI AI CREDITORI ,MA CONOSCENDO L’ANDAZZO,LA VEDO GRIGIA !

  4. Scritto da Marcus

    E dai, mia mal.
    Una bella pubblicità per Bergamo. Complimenti agli artefici di tutto ciò, Formigoni e Compagnia….bella.

  5. Scritto da serena

    Pare che un posto letto in questo ospedale costi alla collettività 416.000 euro: certo i creditori che hanno lavorato onestamente hanno diritto ai loro crediti, non così chi ha lavorato -nel proprio interesse- a far lievitare i costi (poi pagati dai cittadini).Ed ora è certo difficle districare il complesso intreccio e distinguere gli uni dagli altri.

  6. Scritto da Marco Paris

    Non fatevi prendere in giro. Fate bene a pretendere ciò che vi spetta, avanti così!