Nuovo ospedale, protesta delle aziende creditrici “Così ci uccidete” - BergamoNews
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Nuovo ospedale, protesta delle aziende creditrici “Così ci uccidete” fotogallery video

Circa 150 persone dall’alba di lunedì mattina hanno provato a farsi sentire all’ingresso del nuovo ospedale per chiedere quanto spetta per il lavoro svolto nel nuovo Giovanni XXIII.

“Curate i malati, uccidete le aziende”. Circa 150 persone dall’alba di lunedì mattina hanno provato a farsi sentire all’ingresso del nuovo ospedale per chiedere quanto spetta per il lavoro svolto nel nuovo Giovanni XXIII. Sono imprenditori e operai che fanno parte delle 70 aziende creditrici di circa 20 milioni di euro per le opere subappaltate per la realizzazione della nuova struttura sanitaria, mai pagate. Il presidio è stato organizzato dalla Lia, associazione sul piede di guerra da mesi. Magliette, fischietti, cartelli slogan, una bara, un fantoccio con le sembianze di operaio impiccato a un camion. Per tutta la mattina gli operai hanno bloccato le auto in transito su via Martin Luther King distribuendo volantini: “I creditori del nuovo ospedale affiliati alla Lia, l’associaione dei Liberi imprenditori associati, hanno deciso di far sentire la loro voce – si legge -. Non si tratta di un’iniziativa pensata per impedire l’apertura dell’ospedale. Vogliamo sensibilizzare la collettività. Sono state liquidate in toto le aziende appaltatrici e, trascurando quanto dispisto dalle norme che regolano gli appalti pubblici, hanno danneggiato le piccole medie imprese del territorio che con il loro lavoro hanno contribuito alla realizzazione dell’opera. C’è chi sta ancora lavorando, altri hanno finito da tempo ne qualcuno è pure fallito”.

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