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San Paolo d’Argon lancia la proposta degli orti comunali

Entro lunedì 5 novembre si possono consegnare le domande per ottenere un appezzamento di terreno da coltivare. La concessione dura tre anni ed è rinnovabile.

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L’obiettivo che si prefigge il Comune di San Paolo d’Argon è chiaro: favorire, stimolare e agevolare la socializzazione e l’impiego del tempo libero dei cittadini in attività di pratiche sociali per la coltivazione dei prodotti della natura.

È per questo motivo che l’amministrazione comunale ha pubblicato il bando per l’assegnazione gratuita di piccoli appezzamenti di terreno di proprietà comunale. Gli orti pubblici saranno ricavati da un appezzamento di terreno in via Aldo Moro, nelle vicinanze del Rio Seniga.

L’appezzamento di terreno comunale è stato suddiviso in tante unità di misura variabile, il più piccolo è di 35 metri quadrati, ed è messo a disposizione di pensionati che abbiano superato i 60 anni di età e i disoccupati con più di 50 anni.

“La suddivisione, il numero, l’organizzazione le dotazioni dell’area adibita ad orti comunali è proposta dagli uffici comunali competenti, tenendo contro delle richieste presentate per le assegnazioni – spiega Sergio Assi, responsabile del settore tecnico del Comune di San Paolo d’Argon –. L’orto non può essere ceduto o trasmesso a terzi a nessun titolo. Gli orti assegnati devono essere coltivati direttamente dai concessionari e dai loro familiari”.

La concessione dell’unità adibita a orto è temporanea con una durata triennale e può essere rinnovata per altri tre anni. Chi fosse interessato a partecipare deve presentare domanda – utilizzando un modello pubblicato sul sito del Comune di San Paolo d’Argon – all’ufficio protocollo del municipio entro le ore 12 di lunedì 5 novembre.

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Commenti

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  1. Scritto da marina zanelli

    Non male come idea. Visto che il terreno di coltivazione si trova presso la siniga, il comune di San Paolo dovrebbe anche attivarsi nel caso arrivino impianti alla Montello Spa per la produzione di energia che possano nuocere alla salute dei cittadini e delle loro coltivazioni. Quand’ero piccola quasi tutti avevano un orto e tanti avevano anche un pollaio. Questa microeconomia è andata distrutta per la troppa urbanizzazione del territorio. Un peccato.