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L’apprendistato professionalizzante: opportunità per le imprese

Il punto durante un incontro organizzato da Confindustria Bergamo. Nella provincia orobica è in corso una sperimentazione che punta a raddoppiare i contratti di apprendistato portandoli a circa il 10% del totale delle nuove assunzioni.

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Diceva Spinoza, filosofo e tornitore di lenti, che “ogni uomo dotto che non sappia anche un mestiere diventa un furfante”. Una massima che, secondo Claudio Gentili, direttore education di Confindustria, ben riassume l’importanza che l’imprenditoria attribuisce al sapere non disgiunto dal “saper fare”.

Di qui l’impegno per diffondere tutti gli strumenti che facilitino una maggiore integrazione fra mondo della formazione e mondo delle imprese, primo fra tutti l’apprendistato professionalizzante, che in Italia stenta ad affermarsi, al contrario di nazioni guida come la Germania, nonostante la recente riforma Fornero, lo individui come la strada principale per l’ingresso dei giovani in azienda.

Delia Rinaldi, responsabile settore istruzione formazione, formazione e lavoro della Provincia, ha evidenziato in un incontro organizzato da Confindustria Bergamo sulla formazione in apprendistato professionalizzante un’evidente tendenza al calo, complice anche la pesante crisi, tanto che siamo passati dai 12.700 nuovi apprendisti nel 2007 ai meno di 4000 nei primi dieci mesi del 2012, inseriti in maggioranza nel settore metalmeccanico sia industriale che artigianale.

A Bergamo è però in corso una sperimentazione che si pone l’obiettivo di raddoppiare i contratti di apprendistato portandoli a circa il 10% del totale delle nuove assunzioni. Il protocollo firmato da Confindustria Bergamo e dai sindacati Cgil, Cisl e Uil coinvolge alcune grandi aziende del territorio e segue quello firmato a gennaio con l’Università, Confindustria Bergamo e le organizzazioni sindacali per favorire l’inserimento dei giovani con contratto di apprendistato di alta formazione.

“In Italia la scuola esclude il lavoro – ha sottolineato Claudio Gentili – e qualsiasi tentativo di integrazione avanza faticosamente. In Germania l’apprendistato rappresenta un segmento del sistema educativo, in Italia è un contratto. Anche le aziende devono però fare passi avanti. Esempi virtuosi ci sono, per esempio la Dalmine, che sta puntando molto anche sul segmento dell’apprendistato di alta formazione”.

Contraddizioni emergono ancora a livello legislativo, perché se da un lato la recente legge Fornero, come ha sottolineato Michele Tiraboschi, professore di diritto del lavoro all’Università di Modena Reggio Emilia, rende tale contratto dominante, dall’altro occorre che venga recepito nei vari contratti. Aspetto critico, inoltre, quello della certificazione delle competenze, che ribalta quanto stabilito dal testo unico sull’apprendistato.

All’incontro è intervenuto anche l’assessore regionale all’istruzione, formazione e cultura, occupazione e politiche del lavoro, Valentina Aprea, che ha citato l’accordo con Tenaris (approvato in Giunta regionale la scorsa settimana), per favorire le diverse forme di alternanza fra periodi formativi e lavorativi.

“A breve – ha annunciato – sottoscriveremo una convenzione con il Ministero del lavoro che ci permetterà di sostenere, in 50 scuole lombarde, l’organizzazione di servizi di orientamento e di placement e la realizzazione di tirocini extra-curriculari rivolti a 6600 diplomati o diplomandi”.

Annunciati anche un intervento del valore di 6 milioni, con una dote fino a mille euro per apprendista, finalizzato ad affiancare le aziende. Altri 6 milioni sono destinati alle conversioni dei tirocini in contratti di lavoro, con il rimborso del 50% del costo aziendale del primo anno di contratto fino ad un massimo di 8 mila euro.

ROSSANA PECCHI

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Commenti

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  1. Scritto da stagista

    I contratti di apprendistato stanno diminuendo? ci credo per colpa degli stage che gli fanno concorrenza sleale!!! zero contributi versati da parte delle aziende, rimborsi spese spesso ridicoli, zero diritti per i lavoratori (tutti neolaureati)! Le aziende hanno trovato l’eldorado con questo pseudo contratto di lavoro!