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La ripresa non c’è ancora Bergamo appesa all’export Edilizia sempre più giù

L’indagine congiunturale industria, artigianato, commercio e servizi in provincia di Bergamo nel terzo trimestre del 2012 ha evidenziato una situazione stabile di recessione: tiene l'export, in calo gli addetti. Per l'edilizia situazione critica.

L’indagine congiunturale industria, artigianato, commercio e servizi in provincia di Bergamo nel terzo trimestre del 2012 ha evidenziato una situazione stabile di recessione, con l’unica consolazione di un’attenuazione della caduta della produzione industriale rispetto a quanto rilevato nel trimestre scorso. Confermati i cali delle vendite sul mercato nazionale mentre tiene ancora l’export. In calo gli addetti di industria, artigianato manifatturiero, commercio e servizi. Rimane critica la situazione dell’edilizia, con un volume d’affari in calo del 16,7%.

Nel terzo trimestre del 2012 non si sono registrati sostanziali cambiamenti nel ciclo congiunturale dell’economia bergamasca: il contesto è sempre quello di una recessione, non certo acuta come quella del 2009, ma prolungata e destinata a pesare sul mercato del lavoro. In un quadro globalmente negativo e con ancora molta incertezza sui tempi della ripresa si nota semmai un’attenuazione della caduta: la flessione nel trimestre della produzione industriale (-0,9) si ridimensiona in confronto al risultato della scorsa indagine. Il divario dai livelli di un anno fa (-6,6) resta marcato.

L’arresto della caduta produttiva sembrerebbe confermato anche dalla distribuzione delle risposte sull’entità della variazione annuale: si riduce la quota delle aziende con forti cali della produzione – pur sempre la metà del campione – e aumenta, di poco, la percentuale di chi – meno di un’azienda su quattro – è in netto recupero.

Continuano a calare le vendite sul mercato nazionale, con flessioni generalizzate in tutti i settori produttivi, ma il fatturato estero tiene, per lo meno nei termini di una stabilizzazione sui risultati dello scorso trimestre. Non ci sono ancora segni di un’inversione del ciclo: gli ordinativi sono stazionari, le scorte di magazzino non devono essere ricostituite e le aspettative delle imprese restano in prevalenza negative. In un contesto del genere l’occupazione cala nel trimestre (-0,6) e perde terreno sui livelli del passato, anche perché il turn over, la movimentazione complessiva di ingressi e uscite è in rallentamento.

L’artigianato manifatturiero non si discosta dal quadro congiunturale dell’industria. Nel trimestre la produzione è quasi stazionaria (-0,2). Anche in questo caso non emergono segni di peggioramento ma i livelli produttivi delle aziende artigiane sono e restano da lungo tempo lontani dai livelli pre-crisi.

L’occupazione non può che risentirne e gli addetti calano (-0,8). Anche nell’artigianato non mancano segnali positivi: la quota del fatturato estero, per quanto modesta se confrontata a quella dell’industria, cresce e sostiene un recupero delle aspettative sulla domanda internazionale. Se la domanda estera sostiene almeno in parte le produzioni delle aziende bergamasche, restano invece depressi i consumi finali interni con dirette conseguenze sul giro d’affari delle imprese commerciali.

Nel commercio al dettaglio il fatturato medio è in calo del 6,9 per cento su base annua. La flessione è molto netta nel settore non alimentare (-10,8); il giro d‘affari dell’alimentare è in contrazione (-6,5) e anche la grande distribuzione registra un risultato negativo (-3,1). L’occupazione nel commercio non cresce (-0,2) e le previsioni sul prossimo trimestre sono prevalentemente negative anche se in relativo recupero rispetto alle scorse indagini.

Fatturati in calo (mediamente del -9,4) e in peggioramento anche nelle imprese dei servizi. Spunti positivi affiorano nei settori dell’ICT e degli altri servizi alle imprese. Resta molto negativa la situazione dell’edilizia e dei servizi alle persone. Nel complesso dei servizi gli addetti sono in diminuzione (-0,9).

Le previsioni sul prossimo trimestre restano negative seppur in relativo miglioramento rispetto alla precedente indagine.

Commenti

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  1. Scritto da chicca

    Purtroppo la realta’ della nostra economia e’ questa,in tutta la bergamasca a partire dalle valli non c’e’ piu’ lavoro!! Forse le realta’ grosse si salvano ancora perche’esportano il lavoro e la manodopera,ma i piccoli cercano dappertutto senza risultati.MAI avremmo pensato di ridurci in questo stato pietoso!!

  2. Scritto da makio

    la verità, è che costiamo troppo, la concorrenza ci schiaccia , quindi ridimensioniamoci, altrimenti sarà sempre peggio.questo vale per tutti, la concorrenza straniera è alla porta

  3. Scritto da valter agliati

    E’ interessante notare come le notizie di politica (e soprattutto quelle relative alle beghe interne di partito) siano ricche di interventi da parte dei lettori, mentre questo tipo di articoli non ha nessun commento.

    1. Scritto da Aldo

      Il suo quale sarebbe ?

    2. Scritto da libero

      sarebbe interessante capire però anche come mai non è mai possibile commentare determinate notizie politiche riguardanti ad esempio Locatelli, Brebemi, Compagnia delle Opere, Imiberg e compagnia cantando…DA SEMPRE…vero staff?