BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Imu, niente proroghe Caos tra Comuni e Caf Hai problemi con il saldo?

Il ministro dell’Economia Grilli conferma la scadenza per il saldo dell’Imu al 17 dicembre ma ai Caf mancano ancora moltissime delibere sulle aliquote definitive: i tempi stretti e la poca chiarezza rischiano di creare caos e lunghe code agli sportelli.

La Consulta dei Caf ha lanciato l’allarme sottolineando come, a ridosso del termine del 31 ottobre, poco meno di 1.500 comuni (il 18% del totale) abbia deliberato le aliquote sulle quali ricalcolare l’Imposta sugli immobili: considerando che in seguito all’approvazione in Consiglio Comunale gli enti locali hanno altri 30 giorni di tempo per pubblicare le delibere, il rischio grosso è quello di arrivare vicinissimi al 17 dicembre, termine ultimo per versare il saldo dell’Imu.

Da qui la richiesta di proroga almeno fino a fine dicembre, prontamente “rimbalzata” dal ministro dell’Economia Vittorio Grilli: "Abbiamo delle scadenze fiscali che vanno rispettate. Altrimenti si mettono a rischio gli obiettivi di indebitamento".

Il lavoro dei Caf, a questo punto, diventa frenetico tra le verifiche sulle aliquote Imu definitive sulle quali calcolare il saldo da versare e la preparazione dei modelli F24: precise richieste sono state inoltrate ai Comuni per ottenere le delibere e anticipare i tempi che più si rinvia l’invio e più diventano stretti.

Un ulteriore complicazione potrebbe derivare dalle modifiche che i Comuni possono apportare alle aliquote, un cambiamento che, se non comunicato in maniera opportuna ai cittadini, potrebbero diventare spiazzante e si ripercuoterebbe inevitabilmente sugli uffici dei Caf. Il rischio è dunque quello di avere le pubblicazioni delle delibere a fine novembre e di avere, nelle due settimane che precederebbero poi la scadenza, lunghe code agli sportelli.

Tra i Comuni che hanno alzato le aliquote troviamo ad esempio Ponte San Pietro, che ha mantenuto invariata al 4 per mille quella sulla prima abitazione ma ha portato dal 7,6 al 10,6 per mille quelle sugli altri immobili, Terno d’Isola, aliquota sugli altri immobili passata dal 7,9 al 9,5 per mille e Castelli Calepio, dal 7,6 all’8,9 per mille. Bergamo è invece tra i Comuni che hanno deciso di lasciare tutto invariato, confermando un’aliquota al 4 per mille sulla prima abitazione e il 10,6 per mille sugli altri immobili, così come Stezzano, rispettivamente 4 e 7,6 per mille. Tra i cittadini fortunati ci sono quelli di Bottanuco che si sono visti abbassare l’aliquota sulla prima casa, passata dal 5,7 al 4,9 per mille in seguito a stanziamenti da parte dello Stato maggiori rispetto alle previsioni.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da La verità fa male

    Esempio classico italiota in cui il vero problema non è tanto l’introduzione della tassa, ma rendere assurde le modalità di calcolo e di pagamento. Sono anni che il sistema va avanti con questo teatrino: prima si introduce l’obbligo, poi le modalità di assolvimento dell’obbligo sono sempre contorte e le “circolari” arrivano sempre in ritardo, poi a un certo punto i CAF e i commercialisti chiedono la proroga, il ministro nega la proroga, quindi qualcuno fa finalmente notare al ministro che non è colpa dei CAF e dei commercialisti se i funzionari non hanno predisposto i programmi di calcolo e le istruzioni, e a quel punto (a pochi giorni dalla scadenza) arriva la proroga

    1. Scritto da Luca

      Informarsi no eh? Che colpa ha il ministro se i comuni non hanno deciso ancora l’aliquota. Sai fanno un consiglio comunale ogni sei mesi e sono troppo impegnati.

      1. Scritto da La verità fa male

        Il Ministero (ovviamente non il ministro in persona, ma i dirigenti) c’entra eccome. Alcuni Comuni hanno deliberato ma i siti internet tardano ad essere aggiornati. Per quanto riguarda la presentazione della dichiarazione IMU la scadenza originaria è già stata prorogata al 30 novembre ma non sono ancora definitivi i moduli di dichiarazione. Lo stesso Stato, nella versione originaria dell’IMU, aveva dato tempo ai Comuni di deliberare entro il 30 settembre e si era riservato a sua volta la possibilità di deliberare a dicembre, poi ha prorogato la prima scadenza. Creda a me (che me ne intendo), di “incidenti” come questi ne ho visti a centinaia, non solo in merito all’IMU

        1. Scritto da nino cortesi

          E, come per la politica, sapientemente organizzati dalla Chiesa. Pagare l’Imu è bello, facilissimo. Insopportabile che non la paghi la Chiesa, caro don! Ecco perchè abbiamo anche altre mille tasse.

          1. Scritto da La verità fa male

            Oltre alle complicazioni burocratiche c’è anche l’esenzione dall’IMU per la Chiesa e per le “fondazioni” dietro le quali spesso si nascondono gli immobili posseduti da banche e partiti, non certo a scopo benefico o culturale. L’IMU concepita da Monti è stata dall’inizio alla fine una vicenda sciagurata piena di iniquità, quella che ha citato lei è una delle tante ingiustizie

  2. Scritto da poeraITALIA

    assurdo metterci una vita a pagare il mutuo per poi pagare ancora
    allora il propietario è lo STATO ITALIANO.
    CHIEDO ma per la manutenzione devo pagare io o mi rivolgo
    allo stato???

    1. Scritto da Avantisavoia

      Rivolgiti a berlusconi e bossi

  3. Scritto da cip

    dalmine, la trasparente, ha mantenuto invariata l’aliquota sulle seconde case (?????????) alzando quella sulla prima casa e non ha aggiornato il software di calcolo