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Braccio di ferro Cgil-Ubi Qual è la soluzione migliore per il territorio?

Il convegno “Banche e territorio: il modello federale di Ubi Banca” è stato l’occasione per i sindacati di dibattere con il consigliere delegato Victor Massiah dei pro e dei contro di tale modello e delle questioni più calde dell’ultimo periodo.

Inserito nell’ambito dell’assemblea di costituzione degli organismi dirigenti della Fisac-Cgil del gruppo Ubi, il convegno “Banche e territorio: il modello federale di Ubi Banca” è stato l’occasione per i sindacati di dibattere con il consigliere delegato Victor Massiah della questione più calda dell’ultimo periodo: da una parte c’è la necessità aziendale di mantenere l’obiettivo dei 115 milioni di risparmio, dall’altra le proposte sindacali per far sì che lo sforzo non poggi esclusivamente sulle spalle del personale.

Massiah ha così risposto agli interrogativi e alle perplessità in merito a prospettive, opportunità e limiti del modello federale per il gruppo Ubi Banca esposte da Luigi Bresciani, segretario provinciale della Cgil, Agostino Megale, segretario generale della Fisac Cgil nazionale e Giuseppe Guerini, presidente di Imprese & Territorio e di Confcooperative.

“Bisogna necessariamente partire dallo specifico contesto – ha esordito Bresciani – L’obiettivo delle banche ormai non è più quello di crescere ma quello di ridurre il differenziale sul Roe rispetto ai paesi europei e i loro piani industriali sono improntati da un lato sulla riduzione dei costi produttivi, e principalmente del personale, mentre dall’altro assistiamo a una restrizione dei processi di affidamento e alla riduzione di affidamenti esistenti, che diventano un problema anche per le imprese”.

Entrando nello specifico è stata messa sul tavolo della discussione la situazione della Honegger di Albino, realtà con grandi potenzialità ma che “sta morendo a causa di problemi di liquidità e di mancato sostegno. Le banche del territorio devono avere un ruolo più incisivo”.

“All’apparenza sembrava che l’unico problema fosse la Banca Popolare di Bergamo – ha replicato Massiah – quando nella sostanza era l’unica disposta a dare. Nell’ambito delle nostre capacità tendiamo a sostenere le imprese sane e che hanno possibilità di sopravvivenza”.

Tornando sul modello federale, invece, il consigliere delegato ha delineato quella che è l’interpretazione del gruppo Ubi: accentrato tutto ciò che ha caratteristica di costo o investimento ( sistema informativo, centro acquisti, gestione immobili, amministrazione, finanza, formazione) e decentrata la componente dei ricavi .

“Abbiamo da un lato, come pro, indicatori oggettivi di migliori ricavi e migliore qualità del credito mentre ci sono dubbi sulla complessità di governance e sul fatto se si possa sostituire capacità decisionale attraverso processi che la sintetizzano senza avere caratteristica societaria a livello istituzionale. Banca unica consentirebbe di alleggerire i costi ma non è in programma, dove invece c’è la riduzione dei costi: dal risparmio di 115 milioni di euro passa la sopravvivenza del gruppo. La negoziazione con i sindacati non la ritengo sospesa, c’è volontà di dialogo e anche ottimismo: vogliamo ottenere quei risparmi con il minimo ‘tasso di violenza’, ovvero con il numero minimo di persone in uscita”.

La posizione dei sindacati è stata ben espressa da Agostino Megale che ha ribadito la necessità di trovare soluzioni che non carichino tutti gli oneri sui lavoratori: “Se c’è qualcuno che in questo paese sta facendo sacrifici sono i lavoratori delle banche e di tutti gli altri settori. Quando ci sono difficoltà bisogna rimboccarsi le maniche ma ognuno faccia la sua parte: bisogna avere la voglia e la pazienza di trovare un accordo. E servirebbe anche più equità: per i lavoratori gli stipendi sono cresciuti in tre anni di 1.200 euro netti, per i manager di 211mila euro”.

Commenti

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  1. Scritto da sindacalista

    io faccio sindacato per la Cgil, ho una famiglia, marito e 2 figli, lavoro normnalmente e mi assento lo stretto indispensabile per seguire le vertenze e aiutare i colleghi, per cui sono a disposizione se non 24 ore almeno 16 su 24.. E’ una vita di duplice sacrificio: invito chi riscontra comportamenti che non oso definire lassisti a denunciarli al sindacato di appartenenza e nel contempo a non fare di ogni erba un fascio. I lavoratori senza sindacato rimarrebbero senza tutele, completamente in balia di una classe imprenditoriale senza scrupoli, nè ritegno. Attenzione, quindi

  2. Scritto da superpippo

    la soluzione è una sola: azzeramento dei vertici e zanetti a casa!

  3. Scritto da Aldo

    Redazione, scusate , immagino ci sia un errore di battitura dove si dice “per i lavoratori gli stipendi sono cresciuti in tre anni di 1.200 euro netti, per i manager di 211mila euro”.

    1. Scritto da el zorro

      sicuramente c’è quanto meno uno zero di troppo 120 euro lordi in 3 anni è credibile, non so per i dgigenti che non hannno proprio vergogna dove 211.000 euro sono invece credibili. . Citate la fonte….

      1. Scritto da Claudio

        C’è. Qualcuno che vuole chiarire i 120 €? Altrimenti parliamo di cose fuori dalla realtá….

  4. Scritto da Ettore

    Disastrosi questi sindacati zerbini di soggetti incapaci di gestire la nostra banca.

  5. Scritto da berghem

    Le parole dell’AD come sempre sono contraddittorie…Ai mercati parla di numeri e performance ottime, ai dipendenti invece chiede sacrifici perché le cose non vanno…ma per chi ci prende? Io so solo che da eccellente BPB siamo passati a una buona BPU e siamo finiti per una miserrima UBI. da 20 a 3 euro per azione e 0,05 di dividendo! Come la classe politica attuale ha fallito, cosi ha fallito la dirigenza UBI, per cui si faccia da parte! Ma la cosa più vergognosa è l’atteggiamento democristiano di TUTTI i sindacati. Si schierino e per parafrasare una frase di Nanni Moretti: Sindacati, fate qualcosa da Sindacato!!!!

  6. Scritto da ilgiustiziere

    ma dove sono i giovani nel programma aziendale? via i vertici strapagati e vecchissimi, che portino al parco i nipotini.

  7. Scritto da eliana como 4ever

    ………che fine ha fatto la bravissima ELIANA della Fiom?

    1. Scritto da Date l'esempio

      Non glielo ha ordinato il dottore di fare la delegata sindacale….si puo’ dimissionare e cercarsi un lavoro, cosi’ puo tranquillamente restarsene a Bergamo a vivere!
      Io sono un lavoratore dipendente di un’azienda che in questo periodo ha grossi problemi, il delegato CGIL è sempre assente o per permessi sindacali o perchè in malattia, un’atteggiamento vergognoso e la cosa va avanti cosi’ da anni, anche la CGIL ha perso la poca credibilità che gli era rimasta, fuori i sindacati dalle aziende!

      1. Scritto da Gianni

        chi sei? …cetto qualunquemente?

        1. Scritto da Pino

          mi sembra che qualunquistiche siano le parole del rappresentante della Cgil.

          Poi mi si deve spiegare perché il sindacato parla in un modo ai dipendenti e in un altro ai dirigenti. Non è una novità visto che i sindacati sono abituati ad uscire con volantini in cui usano parole pesanti, e poi partoriscono topolini morti.
          Sindacati e politici del resto sono un unicum, passano da una parte all’altra senza produrre alcunché, anzi producono danni. Non è qualunquismo quando ci sono milioni di fatti.