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Bergamo, nuovo ospedale Lunedì presidio dei creditori con gru e macchinari

Pazienza al capolinea per i creditori affiliati alla Lia, che lunedì mattina faranno sentire la loro voce: "Non vogliamo bloccare l'ospedale ma solo portare attenzione al nostro problema".

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La pazienza è al capolinea. Talmente tanto che ora i creditori del nuovo ospedale affiliati alla Lia, l’associazione dei Liberi Imprenditori Associati, hanno deciso di far sentire la loro voce con un presidio davanti al nuovo ospedale di Bergamo. L’appuntamento è per la mattinata di lunedì 5 novembre, a partire dalle 8.30, anche se i vertici della Lia assicurano che “non si tratta di un’iniziativa pensata per impedire l’apertura dell’ospedale – spiega il presidente Marco Amigoni -. Sarebbe una mossa stupida dal momento che siamo stati noi stessi a costruirlo. Vogliamo solo portare l’attenzione al nostro problema”.

Alla protesta di lunedì ci saranno 70 mezzi e 140 persone delle 24 aziende che si sono rivolte al sindacato. Tutte, però, con un unico intento: “Cercare quei soldi che ci siamo guadagnati ma che ancora non abbiamo visto – spiegano ancora -. Sono state pagate in toto le aziende appaltatrici, senza pensare alla piccole medie imprese. E c’è chi sta ancora lavorando, altri hanno finito da tempo e qualcuno è pure fallito”.

La Lia ce l’ha con l’azienda ospedaliera contro cui è stato presentato un esposto alla Guardia di Finanza per denunciare l’incertezza del credito e il mancato rispetto della legge che regola gli appalti. Secondo il sindacato infatti i Riuniti hanno pagato in toto gli appaltatori senza avere la certezza che quest’ultimi avessero saldati i conti con i subappaltatori così come impone la legge. Il risultato è che decine di piccole aziende si ritrovano sull’orlo del fallimento per non aver riscosso i soldi dalla Dec, a cui però l’ospedale ha pagato tutto il dovuto. Proprio per questo motivo è stato vanificato lo spiraglio della cessione del credito, ipotesi prima percorsa da imprenditori e ospedale, poi abbandonata “perché si sono resi conto di aver pagato interamente Dec. Ad oggi le imprese fallite sono 19, le aziende creditrici danno lavoro a più di tremila operai”. Una delle conseguenze di questa situazione sono i problemi relativi alle certificazioni. “Molte imprese non possono certificare un lavoro fatto perché un terzo ci ha messo le mani – continua Amigoni -. Come ci si può prendere la responsabilità di dare un via libera a un’opera conclusa da qualcun altro?”

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Commenti

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  1. Scritto da Embè

    E ‘ l’ECCELLENZA , bellezza !

  2. Scritto da amy

    La LIA può dire quali sono le aziende pr cui propone la protesta ed i lavori che hanno svolto ? Giusto per capire se hanno o meno qualche responsabilità nel non aver subito sollevato i problemi legati alla falda.

    1. Scritto da odiug

      lunedì mattina partecipando alla protesta potrai sapere tutto

  3. Scritto da makio

    è tutto scandaloso, dall’acquisizione dell’area zona paludosa , alla realizzazione dell’opera faraonica, quante ne vedremo. ?……….sarà un continuo spreco di soldi nel futuro per i continui interventi di manutenzione, era meglio recuperare,e ristrutturare la vecchia struttura

  4. Scritto da Giustino

    da bergamasco dico solamente….e poi dicono dei terroni!!! Noi siamo peggio!

    1. Scritto da 081

      Impossibile!!!

  5. Scritto da cam

    ohh era ora !!!
    visto che anche io lavoro nell’edilizia ma sono senza stipendio da 5 mesi, lunedì, se mi vogliono, vado a dargli una mano. chi lavora deve essere pagato !!!

  6. Scritto da ugo

    Bella questa situazione.Chi ben comincia è a metà dell opera.

  7. Scritto da le bugie fan bene

    questo ospedale è arrivato alla pari alla “salerno reggio calabria”a conferma che la malavita si è pienamente insediata in regione e in provincia.all inaugurazione dovrebberto essere presenti tutti questi creditori e evidenziare lo scandalo infinito di questo ospedale.ovviamente i politici nostrani quel giorno si dimenticheranno di tutto ci daranno a bere dell eccellenza dell opera prendendosi i loro presunti meriti