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Foppa, che impresa Schiantate le campionesse di Busto Arsizio

Le ragazze di coach Lavarini stendono davanti ad un PalaNorda tutto esaurito le campionesse d'Italia della Yamamay. La partita, bella e avvincente, viene decisa solo al tie-break: 3-2 per le bergamasche.

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di Alberto Caprini

Avviso ai naviganti: la Foppa c’è. Con una partita autorevole e una vittoria al tie-break, al cospetto delle campionesse d’Italia della Yamamay, le ragazze di Lavarini hanno messo in chiaro che a Bergamo sarà dura per tutti. Non sempre arriverà il successo ma chi vorrà ottenerlo dovrà sudarselo. L’”anno zero” per le rossoblù è iniziato così con tre punti nelle prime due giornate, nonostante un calendario difficile e le ovvie difficoltà di assemblaggio di una squadra che ha cambiato nove dodicesimi dell’organico rispetto alla passata stagione. Non ci sono più Piccinini, Arrighetti, Vasileva, Nucu, Quaranta solo per citare le titolarissime. Ma se Di Iulio è quella vista ieri sera e Diouf continuerà nel processo di crescita intrapreso siamo certi che Bergamo non se ne accorgerà. Ma vediamo in dettaglio gli aspetti emersi nel match di ieri sera.

RICEZIONE – A memoria del sottoscritto non si ricordano negli ultimi anni partite chiuse a Bergamo con percentuali attorno al 75% di ricezione positiva e 60% di perfezione. Il reparto rossoblù si è equamente spartito la fatica (34 palle per Blagojevic, 32 per Di Iulio e 30 per Merlo) e tutte le ragazze si sono espresse su livelli eccellenti, a testimonianza di un reparto compatto e di qualità. La casa si costruisce dalle fondamenta e una ricezione così può certamente far dormire sonni tranquilli a mister Lavarini.

MURO – Demolire Busto Arsizio, cioè gente come Bauer, Arrighetti e Kozuch, con questo fondamentale (16 vs 9) è a dir poco sorprendente ed esaltante. Per una Foppa che fatica ancora a mettere a terra i palloni in contrattacco, un muro che funziona è la medicina migliore per risolvere il problema.

WEISS – Qualsiasi orchestra suona bene se viene messa nelle condizioni di farlo da una direzione adeguata. La nuova regista Kathleen Weiss ha impressionato per continuità e lucidità nelle scelte, con una distribuzione efficace e un’apprezzabile precisione, evidenziando un’ottima intesa soprattutto con Chiara Di Iulio e mostrando progressi anche nell’intesa con le centrali. E Bergamo, che ha ancora Lo Bianco negli occhi, aspetta fiduciosa un’erede quantomeno credibile…

DI IULIO – Le scaramucce con gli arbitri all’inizio del terzo set la caricano e lei risponde con un parziale da record (dieci punti) e una presenza adrenalinica che coinvolge tutte le compagne. Al suo cospetto anche Arrighetti, non proprio l’ultima arrivata, sembra un mite agnellino. Chiude con 23 punti e un ottimo 43% in attacco, con il muro ospite spesso ben disposto ma beffato dalle sue stoccate.

BLAGOJEVIC – Parte forte con un primo set da urlo (83% in attacco), chiude in debito d’ossigeno. Mostra qualità e colpi, garantisce sostanza ed esperienza (è giovane ma da tempo mastica i campi che contano) ma la condizione fisica deve ancora crescere.

LE CENTRALI – Devetag, arrivata a Bergamo in punta di piedi, si mette subito in mostra con una buona partita in attacco e sei muri punto, dando un contributo essenziale per il successo. Al suo fianco deve invece crescere molto Zambelli, tenuta fuori dalle trame d’attacco per buona parte del match e poco incisiva a muro. Fondamentale per la Foppapedretti avere due bocche di fuoco anche al centro, per rendere meno prevedibili le trame d’attacco ed evitare il muro a due costante in posto due-quattro.

MERLO – Non può mancare una nota d’elogio per il nuovo capitano della Foppa, impegnato a raccogliere palloni in difesa praticamente ovunque. Al punto che viene da chiedersi quante Enrica Merlo ci siano in campo. Valorosa e spettacolare nei suoi interventi, è diventata una garanzia assoluta anche in ricezione. E senza le tossine di un’estate in Nazionale (che avrebbe meritato) è già al top della forma.

TIFOSI ROSSOBLU’ – Tutto esaurito ed entusiasmo alle stelle. Se la Foppa vince in campo, i bergamaschi vincono “fuori” anche se in campo con il loro incitamento di fatto c’erano 2500 persone. E questa è la risposta che merita la società dopo un’estate oltremodo difficile. Avanti così, tutti insieme.

PALANORDA – Foppa nuova, palazzetto vecchio. Ed è proprio in occasioni di partite di cartello come questa che emerge la difficoltà a gestire un afflusso così massiccio di tifosi, con lunghe code agli ingressi per una biglietteria di dimensioni inadeguate Chiedere ai tifosi in coda per 40-50 minuti anche se in possesso del biglietto prenotato… Meno male che poi ci ha pensato la squadra a far dimenticare, per l’ennesima volta…

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