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Zambelli resta in carcere Lo ha deciso il Tribunale del Riesame

Il tribunale del riesame di Milano nella giornata di venerdì 26 ottobre ha rigettato la richiesta di scarcerazione per Dario Zambelli, imprenditore ed ex funzionario della Cisl di Bergamo.

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Il tribunale del riesame di Milano nella giornata di venerdì 26 ottobre ha rigettato la richiesta di scarcerazione per Dario Zambelli, imprenditore ed ex funzionario della Cisl di Bergamo. Zambelli è stato arrestato lo scorso 8 ottobre nell’ambito dell’inchiesta milanese con al centro i presunti appalti truccati sulle “case vacanza” e finanziamenti sospetti. “Non sono ancora state depositate le motivazioni – afferma l’avvocato Roberto Bruni che difende Zambelli – e questo rende più difficile capire quali siano le motivazioni che possano trattenerlo in carcere”. Il dirigente della Cisl Bergamasca è finito in carcere assieme al segretario generale dell’Istituto dei Ciechi di Milano, Antonio Picheca, e all’ex funzionario comunale milanese, Patrizio Mercadante. Secondo i pubblici ministeri Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, l’inchiesta (che ha portato agli arresti domiciliari anche Giulia Pezzoli) avrebbe invece accertato l’esistenza di una “cerchia”, di cui farebbero parte anche l’ex assessore milanese Mariolina Moioli e il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi. Questi ultimi due non indagati. Una cerchia che, secondo gli inquirenti, “appare intrisa” da “una logica di scambi e di favori” usati per ottenere “vantaggi”. Gli avvocati difensori di Zambelli, davanti al Riesame che ha negato la scarcerazione, anche di una misura meno pesante come i domiciliari, nei prossimi giorni), aveva evidenziato come l’imprenditore, già dimesso da tutte le cariche societarie, aveva “ammesso l’addebito” relativo all’imputazione sull’ultima gara d’appalto che sarebbe stata “truccata”. Zambelli però non avendo più ruoli nelle società e in Cisl non sussistono, non poteva – secondo la difesa – né reiterazione né inquinare le prove in possesso dell’accusa.

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