Saffioti: “Vitalizio, Sola meglio del mago Otelma Altro che atto eroico”
Ultimo giorno da consigliere regionale per Gabriele Sola: le sue dimissioni sono state ratificate dal resto dell’assemblea. Qualche collega non ha mancato di dire la sua sulla campagna anti vitalizio portata avanti dall’esponente dell’Italia dei Valori.
Ultimo giorno da consigliere regionale per Gabriele Sola: le sue dimissioni sono state ratificate dal resto dell’assemblea. Qualche collega non ha mancato di dire la sua sulla campagna anti vitalizio portata avanti dall’esponente dell’Italia dei Valori. Il bergamasco Carlo Saffioti, vice presidente del Consiglio regionale, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: “Ho apprezzato la sua straordinaria capacità di Sola di fare meglio del Mago Otelma – spiega Saffioti -. E’ riuscito a trasformare il ferro in oro. Ha fatto quello che tanti altri hanno fatto, lo ha fatto al termine di questa legislatura ed è riuscito a farne uno straordinario spunto di affermazione mediatica con la complicità di tanti giornalisti che non sapendo le cose l’hanno osannato. Secondo il nuovo decreto del governo Sola non ha diritto al vitalizio. Quando anche non passasse il decreto, per prendere il vitalizio avrebbe dovuto versare 70 e più mila euro cash. Ha preferito fare come altri, riscuoterne 70 mila di contributi versati. Tutto questo presentato come atto eroico di chi peraltro in questi anni non ha rinunciato ai fondi che i gruppi hanno per la comunicazione e per l’attività”.
“Con la ratifica delle mie dimissioni trova pieno compimento una scelta che avrei auspicato condivisa da altri consiglieri – dichiara l’esponente IdV Gabriele Sola poco dopo il voto favorevole, in aula consiliare, delle sue dimissioni -. Gli interventi astiosi di alcuni esponenti del Consiglio dimostrano che questa scelta individuale ha colto il segno. Sapevo bene che uscire dal ‘branco’, mettendone in discussione le regole, mi sarebbe costato molto, ma continuo a rivendicare il dovere di dissociarmi dalla curiosa tempistica che fa coincidere il probabile scioglimento del Consiglio regionale con il millimetrico superamento dei due anni e mezzo utili a conseguire il diritto a percepire il vitalizio”. “Il ‘capolavoro di comunicazione’ che mi è stato attribuito è servito non tanto a conferirmi una visibilità personale, quanto ad accendere i riflettori su un odioso privilegio che il decreto del governo Monti potrebbe cancellare. Quel provvedimento, però, come dimostrato dallo stop di ieri in Commissione bicamerale affronterà una strada in salita. E non sarà mai al riparo da possibili ricorsi. Ben venga, dunque, una legge del Consiglio regionale che, seppur approvata in extremis, recepisca le nuove norme entro il termine di questa legislatura. Sarebbe forse la sola ragione che giustificherebbe il percepimento, da parte di tutti i consiglieri, dei compensi mensili sino al subentro dei prossimi eletti. Un altro privilegio a cui, dimettendomi in anticipo, ho rinunciato”.





