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Lo zafferano biologico si coltiva a Caprino Bergamasco

Merito dell’azienda Villa Serica, dove Chiara Orlandini e il marito hanno piantato quest’anno 30 mila bulbi: “E' stato un lavoro un po' certosino, ma contiamo di raccogliere 500 grammi di oro rosso bergamasco”

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Una nuova coltivazione va ad arricchire lo scenario dell’agricoltura bergamasca: lo zafferano. Su un’estensione di quasi 2.000 metri quadrati l’azienda Villa Serica di Caprino Bergamasco ha piantato quest’anno 30.000 bulbi realizzando il primo impianto di zafferano biologico, passando dalla sperimentazione degli anni scorsi alla produzione vera e propria.

La raccolta, rigorosamente a mano, del prezioso “oro rosso bergamasco”, è iniziata proprio in questi giorni. “Dopo le prove della passata stagione – spiega Chiara Orlandini titolare con il marito Andrea Sacco Proila dell’azienda Villa Serica di Caprino Bergamasco – quest’anno abbiamo utilizzato anche i bulbi provenienti da quattro diverse aziende, sia italiane, sia estere, per poter fare degli studi sulla produzione. Da poco abbiamo iniziato la raccolta, seguendo l’andamento altalenante della fioritura. Questa operazione ci impegna alcune ore al giorno e a seconda del picco di fioritura raccogliamo mediamente dai 200 ai 20.000 fiori al giorno”.

La coltivazione dello zafferano è stata realizzata a fine agosto, mantenendo la suddivisione dei bulbi in base all’origine ed al calibro. E’ stata data questa impostazione per avere la possibilità di stabilire quali bulbi hanno prodotto più zafferano, quali si sono moltiplicati meglio sotto terra e quali hanno avuto patologie, piuttosto che attacchi di roditori “Abbiamo deciso da subito – dice Chiara – che tutto doveva essere improntato secondo criteri di assoluta qualità, a partire dalla scelta dei bulbi fino alla raccolta e all’essicazione dello zafferano. Per questo abbiamo voluto monitorare costantemente tutto il processo produttivo. Purtroppo, o per fortuna, sia io che Andrea prima di fare gli agricoltori abbiamo lavorato rispettivamente come architetto e come ingegnere e probabilmente le nostre “deformazioni professionali” hanno influito anche sulla nostra attività "in campo".

E’ stato un lavoro un po’ certosino, ma pensiamo ne valga le pena. Se tutto procede come previsto, contiamo di raccogliere 500 grammi di “oro rosso bergamasco”. L’impianto è stato fatto su un terreno vergine, completamente ricoperto da tre metri di rovi e incolto da almeno 10 anni. Questa scelta ha accelerato notevolmente le pratiche per l’ottenimento della certificazione biologica. Il terreno che ospita i bulbi è esposto a Sud Ovest e con la pendenza ottimale per scongiurare il ristagno idrico Le varie fasi della raccolta e della lavorazione si possono seguire sul sito www.villaserica.it dove nella sezione dedicata allo zafferano, viene pubblicato un diario, con foto e spiegazioni, del lavoro fatto.

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