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L’idea della Brembo: un ampliamento dell’azienda di Curno

L’operazione è ancora alle fasi preliminari ma la Freni Brembo starebbe pensando ad un ampliamento del suo stabilimento curnese. L’assessore Conti: “Nel caso dovranno dare lavoro ad alcuni nostri disoccupati”

Il gruppo di lavoro organizzato appositamente a Curno per programmare il nuovo piano di governo del territorio sta valutando alcuni importanti punti sul futuro del paese dell’hinterland. Quello che spicca, anche se ancora alle fasi preliminari, è il possibile ampliamento dello stabilimento della Freni Brembo: “Non siamo contrari al suo possibile sviluppo -le parole dell’assessore all’urbanistica di Curno, Vito Conti-, ma ammesso che le commissioni politica e tecnica diano il loro ok, la società dovrà sottostare a parametri ben precisi”.

Tra le condizioni per il via libera all’ampliamento c’è quella che non si superi una certa superficie, che l’architettura del nuovo comparto sia in sintonia con l’ambiente e che la Brembo rimanga sul territorio. “Non è tutto, perché ammesso che venga concesso l’ampliamento –ha proseguito Conti- vorremmo che la società integri nel suo personale anche alcuni disoccupati del nostro territorio. In caso contrario, per quanto ci riguarda, non se ne farà nulla”.

Altro punto saliente degli incontri è stato la riflessione fatta sull’intero parco commerciale di via Fermi. Sarebbero diversi infatti, i commercianti che avrebbero richiesto di ampliarsi e ristrutturare i loro negozi per essere più competitivi rispetto alla concorrenza. “Non potremo sicuramente permettere a tutti di ampliarsi –ha spiegato Conti- ma dovremo razionalizzare il sistema esistente. Valuteremo quindi con estrema attenzione caso per caso”. Se verrà concesso ad alcuni commercianti di potersi ampliare o di ristrutturare i loro locali, “l’amministrazione chiederà in cambio una grossa rivalutazione del contesto urbanistico e paesaggistico, in modo da preservare l’ambiente e la mobilità”. Verrà fatto un progetto guida intermedio, che dovrà tenere conto delle aree dove si potrà cementificare, andando quindi a calibrare e rivedere la riqualificazione dell’area.

L’ultimo punto sul quale il gruppo di lavoro si è espresso confrontandosi con la commissione del Parco del Brembo riguarda la possibilità di sviluppare ulteriormente l’area della Marigolda, preservando comunque l’aspetto naturale di quella zona.

Romina Liuzza

Commenti

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  1. Scritto da Giacomo

    Vivere curno aveva uno slogan durante la campagna elettorale “vivere in un paese più bello”, in solo tre mesi hanno creato un buco in bilancio, tra passivo e nuove tasse, di 1 milione di euro, hanno tagliato servizi al sociale e alla scuola e ora procedono con il cemento.Che bel cambiamento, bravi!Questa sinistra mascherata con l’arancione è proprio un bel bidone.

  2. Scritto da Aristide

    Leggo che il gruppo di lavoro curnense riguardo al Parco del Brembo è aperto alla «possibilità di sviluppare [come?] ulteriormente l’area della Marigolda, preservando comunque l’aspetto naturale di quella zona». È il “comunque” che preoccupa: è evidente che questa parola è usata qui come avverbio. In questo caso “comunque” significa “in ogni modo”. Ma, allora, che cosa significa in questo contesto “in ogni modo”? Significa che l’aspetto naturale (o naturalistico?) deve essere assolutamente conservato, e che dunque niente deve essere fatto che possa offendere l’integrità del parco? Oppure significa che l’aspetto naturalistico deve essere conservato in un modo o nell’altro? Chiarire, prego.

    1. Scritto da Marcello

      Aristide, lei non mi è simpatico con tutte le sue pignolerie. Leggo Nusquamia ed è un giramento di balle unico, anche se c’è grande cultura, che io tante volte non riesco neanche a capire. Vuole un riassunto di quello che vogliono fare i bersaniani a Curno? Riempire di cemento, come stanno dicendo, fra ampliamenti della Brembo, del Centro commerciale e le costruzioni nuove nel verde della Marigolda. Altro che verde e parco del Brembo. Tornano alla solita storia, come Penati insegna. So che probabilmente lei voterà per Renzi alle primarie. Mi raccomando!

  3. Scritto da Elfo

    Quanta miopia a Curno. Finché chi governa fa i “conti” in tasca al privato per il suo tornaconto e cerca di imporre un clima da Cina pre-sviluppo andiamo indietro invece che progredire.

  4. Scritto da Operaiaccio

    Pura propaganda per tenere calme le acque,e nel frattempo si sta muovendo per delocalizzare !
    La Brembo in realta non vuole piu’ investire in italia !

  5. Scritto da cam

    mi raccomando, che qualche illuminato fondi un comitato NO AMPLIAMENTO BREMBO. del resto siamo in itaglia………

  6. Scritto da Bella li

    Ma scusate..ci sono articoli che parlano di cassa integrazione della Brembo, di calo di ordini sempre per Brembo..e questa amplia e amplia…vedi Mapello ed ora vorrebbe Curno…ma scusa i soldi per ampliare li ha ma per pagare gli stipendi no?…furbi però sobbarcano gli esuberi alle tasche dei contribuenti mentre loro si ampliano…sagace !!!

  7. Scritto da Sterlock

    Complimenti, pongono condizioni per le aziende che creano un rapporto occupazionale 20 a 1 rispetto al terziario. Poi parliamo di ampliare un sito già “vergognosamente” abnorme, realizzato senza aver mai messo in conto aspetti quali viabilità, salute dei cittadini…. Per quanto riguarda andare all’estero Brembo lo ha già fatto, senza troppe condizioni e forse anche con qualche vantaggio economico in più. Morale: Privilegiamo siti dove far spendere alla gente e non guadagnare con del lavoro.

    1. Scritto da Brao

      Meglio chiuderla così gli Sterlock ritornano a lavorare nei campi, o emigrano per trovare lavoro. Così la viabilità e la salute dei cittadini ne guadagnano

    2. Scritto da Alberto

      Nomen omen…

  8. Scritto da Alberto

    Premesso che in generale sarebbe buona cosa utilizzare qualcosa di già costruito, ecco l’ennesimo esempio del perchè (parlo da lavoratore dipendente, sia chiaro) un imprenditore alzi giustamente i tacchi e se ne vada all’estero ad aprire una fabbrica.

  9. Scritto da Emidio B.

    Estremamente positivo che Brembo “stia pensando” di ampliare lo stabilimento di Curno. Stanno ancora pensando “se”, che gia l’assessore all’urbanistica pone condizioni e vincoli, concludendo con: “In caso contrario, per quanto ci riguarda, non se ne farà nulla”, che sa anche velatamente di maldestro ricatto.
    Se fossi in Bombassei mi sarebbero gia girati i marroni.
    Provare invece a lasciarli prima ragionare e valutare poi le eventuali richieste e proposte che potrebbero fare, allora si che sarebbe il momento di ragionare seriamente …

    1. Scritto da gigi

      arriviamo sempre qui, alla politica ( quella italiana ) che vuol avere il suo tornaconto personale, i politici sono geneticamente disonesti, se poi vogliono fare gli imprenditori siamo rovinati e gli imprenditori farebero bene a fuggire dall’italia.

    2. Scritto da bob

      assolutamente d’accordo …. saranno poi liberi di assumere chi valutano in linea con i profili ricercati anzichè sottostare a ricatti più o meno evidenti e assumere profili inadeguati solo perchè abitanti di Curno disoccupati…. ragionamento all’italiana che negli anni ha prodotto solo poca qualità …..

  10. Scritto da makio

    perchè non occupare capannoni abbandonati o falliti

    1. Scritto da poeraITALIA

      Quando il cane scodinzola o abbaia ci sarà un perchè??

      inutile farsi certe domande si dia una risposta

      comunque chieda a patron BREMBO BOMBASSEI