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Bergamo s’è quasi scordata del 50° del Concilio del “suo” papa Giovanni

Torna a scrivere a Bergamonews il lettore che, da credente, a volte si sente tradito dalla Chiesa: stavolta si dice imbarazzato per la mancanza di eventi che riportino all'attenzione le novità del Concilio vaticano II, quello voluto dal papa buono. Buono e innovativo.

Torna a scrivere a Bergamonews il lettore che, da credente, a volte si sente tradito dalla Chiesa: stavolta si dice imbarazzato per la mancanza di eventi a Bergamo che riportino all’attenzione le novità del Concilio vaticano II, quello voluto dal papa buono. Buono e innovativo.  

 

L’11 ottobre scorso è stato ricordato il 50° anniversario dell’apertura del Concilio ecumenico Vaticano II; francamente mi aspettavo qualcosa di più, particolarmente nella nostra terra che ha avuto l’onore di dare i natali a Papa Giovanni XXIII, che ebbe la felice intuizione d’indire un Concilio dove, per la prima volta, si aprono le porte ai laici, non si esprimono dogmi ma ci si pone in ascolto dell’umanità intera.

Scopo di questo mio scritto non è tanto richiamare quello che fu il Concilio, né dare lezioni sull’importanza dello stesso: ci sono ottimi libri e articoli di persone molto più preparate di me. Non voglio neppure entrare nel merito di quanto è stato attuato del Concilio; tra accelerazioni e brusche frenate, penso che ci sia ancora molto da fare, ma è anche vero che pure quello di Trento impiegò secoli per essere attuato.

Vorrei solo esprimere le mie perplessità rispetto al ricordo di un evento in un anniversario non certamente di second’ordine, parlando di cinquantesimo.

Mi aspettavo, ma forse avevo troppe attese, qualcosa di più di una Messa a Sotto il Monte, dove peraltro in chiesa sono stati ammessi perlopiù sacerdoti e autorità, lasciando i fedeli laici (!!!) a seguirla sul maxischermo all’esterno.

Mi aspettavo magari un convegno dal respiro internazionale, un’uscita straordinaria del quotidiano locale che ha sì dedicato articoli ma più di cronaca che di approfondimento.

E’ vero che si è tenuta una mostra nella sede della Provincia, ma tutto mi è sembrato molto, troppo soft.

Scrivo questo non per polemica sterile, non per rimproverare nessuno, anzi spero di essere smentito nei fatti; magari si sta organizzando qualcosa d’eccezionale e non ne sono a conoscenza, ma speravo (e spero) che la ricorrenza non fosse una semplice, seppur importante memoria, ma una straordinaria occasione per far conoscere un evento che non è importante solo per i cattolici, ma per tutte le persone attente ai problemi che oggi permeano la società.

Forse è per questo motivo che scrivo a Bergamonews: perché nel rivendicare la giusta laicità la testata mantiene l’attenzione anche all’aspetto religioso che è parte della nostra società, da tenere quindi nella dovuta considerazione. Detto della delusione, lo ripeto, mi auguro che questo cinquantesimo sia scoperta felice o riscoperta di un grande evento che si è tentato in tutti i modi di minimizzare, ma che ogni volta riporta quel grande evento d’innovazione voluto come profezia da un Papa ottantenne ma solo nell’età.

Nei mesi scorsi si è molto parlato, a proposito del cardinal Martini, della sua richiesta di un Vaticano III; io non so se voleva questo, sicuramente chiedeva alla Chiesa maggior collegialità, maggior coraggio nell’affrontare temi difficili e spinosi quali bioetica, sessualità, famiglia, magari anche attraverso la convocazione di assise generali in continuazione e non in contrasto con il Vaticano II.

Sono certo che qualcuno obietterà che in Vaticano l’11 ottobre si sono aperti l’Anno della fede e il Sinodo dei Vescovi: mi auguro che da questi eventi derivi un nuovo slancio della Chiesa partendo proprio dal Concilio, ma l’impressione che ho è diversa.

Non ho la presunzione di provocare chissà quali mutamenti rispetto a quanto programmato (o non programmato), non mi interessa che questo mio scritto sia occasione per qualcuno di sferrare l’ennesimo attacco alla Chiesa, mi interessa dire che un po’ più d’iniziativa non guastava, soprattutto se pensiamo che i più giovani generalmente sanno poco del Concilio, che partire da quell’evento per leggere il cammino di domani può essere un valido esercizio, che non deve essere un atto dovuto ma occasione di riscoperta religiosa, ma anche storica e civica, di un evento profetico dal respiro internazionale.

Spero vivamente di essere smentito, per ora sono solamente deluso.

In fede

Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    Il concilio vaticano II è stato seppellitto sotto 4 metri di terra dai comportamenti reali della Chiesa, dai comportamenti reali della casta fascista che domina nel retroterra vaticano. La Chiesa è nelle stesse condizioni dello Stato italiano: dominata da forze integraliste del tutto indegne e con la stragrande massa resa inoffensiva. Sveglia gente, sveglia preti. Woitjla però è stato una gemma preziosa nel proseguire la via tracciata da Roncalli.

  2. Scritto da GIANNI

    per quanto mi risulta non mancano iniziative x ricordare i 50 anni dall’apertura del concilio, forse e’ stata trascurata l’informazione al riguardo, forse l’autore della lettera, da impegnato come dichiara la redazione del giornale si aspettava qualcosa di piu’. dal punto di vista mediatico fa piu’ notizia parlare degli scandali che travolgono anche esponenti politici della nostra provincia;da un punto di vista piu’ “religioso” le iniziative non catturano piu’ di tanto l’attenzione delle persone, perche’ oggi si avvertono altre priorita’(la crisi occupa la mente di moltissimi che sono in difficolta’, e lo dico da impegnato in attivita’ di volontariato in parrocchia)saremmo sempre i soliti.

  3. Scritto da gigi

    Hns Kung, uno dei massimi teologi conciliari, ha scritto un bellissimo libro dal titolo “Salviamo la Chiesa” dove dimostra chiaramente che lo spirito e le forme conciliari sono ormai ampiamente seppellite dagli ultimi due Papi.
    Per fare qualche piccolissimo esempio sul ritorno all’integralismo basta ricordare la santificazione dell’Opus Dei. lo strapotere della Compagnia delle Opere nella gestione delle curie vescovili, la rigida chiusura ai “segni dei tempi” in materia di diritti civili, procreazione, celibato ecc. ecc.
    Molti autorevoli ecclesiasti confermano questa tesi che li ha visti messi da parte a favore di quelli “allineati” al volere delle gerarchie…
    Speriamo nello Spirito Santo

    1. Scritto da enrico

      Oltre che nello Spirito Santo, spero molto nelle persone di buona volontà. Le celebrazioni sono importanti solo se richiamano a vivere quanto si celebra. So che diversi vicariati stanno facendo incontri di approfondimento su ciò che è stato e su ciò che è il Concilio Vaticano II. E’ cosa certa che: non è lo Spirito Santo ma ogni persona, credente e non, è chiamata a “viverlo”.

  4. Scritto da roberta rota

    A me pare che a Bergamo celebri già abbastanza Papa Giovanni XXIII ( detto “il buono” forse per distinguerlo da tutti gli altri…?) Non c’è opera pubblica (statale) che non sia intitolata a lui: scuole di ogni ordine e grado, strade, ospedali..oltre a ovviamente oratori, sale congressi, ecc..di proprietà della Chiesa. Anche i sassi bergamaschi sanno cosa ha detto o fatto Papa Roncalli. Se invece di celebrare solo lui cercassimo di conoscere anche altri personaggi importanti che hanno dato contributi e insegnamenti alla città?

  5. Scritto da Enrico

    Lei è male informato. Vivo a Sotto il Monte, e per un intero anno a partire dall’11 ottobre scorso sono previste iniziative, convegni e mostre in tutta la provincia per tenere viva la memoria del Concilio. In paese sono in corso di realizzazione grandi progetti per valorizzare il “turismo religioso”, o sarebbe meglio dire pellegrinaggio.

    1. Scritto da Damiano

      Sarebbe meglio dire business. Nulla di male, per carità, nessuno obbliga i pellegrini a fare turismo religioso e spendere i loro soldi così. Sono un po’ scettico invece, sul che cosa servano poi tutte queste iniziative: anche quando saranno stati fatti a fettine e radiografati tutti gli scritti e i lasciti del Papa, cosa sarà la conclusione? A cosa servirà? A che scopo, tutto ciò? Non è un po’ perdere tempo? Oppure sono pretesti per promuovere il business?

  6. Scritto da F. Rampinelli

    Aggiungo: la Chiesa non va esortata ad un maggiore “coraggio” nell’affrontare temi “difficili e spinosi”. E’ il lettore che, da cattolico, deve accettare umilmente le posizioni della Chiesa e sostenerle con coraggio. Se invece lui preferisce prostrarsi ai dettami del mondo e del suo principe, liberissimo: ma gliene sarà chiesto conto e ne pagherà le conseguenze.

    1. Scritto da omar

      tornera’ la Santa Inquisizione, e’ questo che leggo fra le righe del Rampinelli ? Aiuto, ma io comunque ho gia’ pronti il ricorso al Tar.
      Amen

  7. Scritto da F. Rampinelli

    La lettera è efficace espressione di quel sordo livore che i sedicenti cattolici-adulti hanno nei confronti di Santa Madre Chiesa. Si rammaricano perché la Chiesa non si conforma e non si appiattisce sulle mode del mondo. Il Concilio Vaticano II, o meglio il suo travisamento politically correct, è da decenni il loro idoletto. Il Santo Padre ha continuamente esortato a considerare il CVII nella continuità della storia bimillenaria della Chiesa. Non è stato un momento di rivoluzione, ma di precisazione. Il modo migliore per “celebrare” i 50 anni sarà pertanto di leggere direttamente i documenti conciliari e non i travisamenti che ne hanno fatto i postsessantottini della scuola di Bologna.

    1. Scritto da cathdeac

      Molto ben scritto, sig. Rampinelli.

    2. Scritto da ipazia

      commento degno del sito Pontifex, cioe’ i fondamentalisti cattolici, della serie ” noi abbiamo capito tutto, voi no ”
      W Ipazia, W Giordano Bruno ! ( w pure i postsessantottini della scuola di Bologna, ah dimenticavo Dio non esiste, Rampinelli batta un colpo appena lo vede !

  8. Scritto da Ateone

    … e un bel chi se ne frega?

    1. Scritto da greatguy

      complimenti….

  9. Scritto da GIANNI L.

    Ho l’impressione che non solo i giovani ne sappiano molto poco ( e forse sono i più giustificati a causa dell’età – 50 anni non sono pochi ) ma mi delude di più il clero locale, soprattutto di mezza età, che pare sia cresciuto in un contesto che del concilio non ha approfondito molto, magari con atteggiamento critico, ma almeno attento.

  10. Scritto da girandola

    al massimo le bancarelle con lo strinù

  11. Scritto da miriam

    Mi associo alla delusione del lettore. Purtroppo viviamo in una città abituata ancora a ragionare all’interno di circoli ristretti (laici e non) troppo timorosi di rompere equilibri (soprattutto di potere), troppo poco abituata a dare respiro alla circolazione del pensiero e delle idee, soprattutto quelle diverse dalle proprie, che si accontenta del proprio becero provincialismo mascherato da occasioni convegnistiche dai titoloni roboanti ma che, all’atto pratico, si attengono rigidamente al gattopardesco “bisogna cambiare tutto per non cambiare nulla”.

  12. Scritto da mario

    buongiorno,
    anche io sono deluso da queste critiche sterili, sterili perchè non portano mai un nome ed un cognome.
    vorrei capire se il lettore in questione fa qualcosa per la comunità … sono volontario in parrocchia mi faccio un mazzo tanto e leggere queste cose alza solo l’incazzatura ….perchè spesso queste critiche arrivano da chi non fa nulla ma parcheggia i figli al cre o all’oratorio…. come dire la chiesa paghi l’imu e abbassi le rette delle scuole materne ….
    mario oprandi

    1. Scritto da Redazione Bergamonews

      Buongiorno, le assicuro che quando pubblichiamo lettere firmate con pseudonimi noi della redazione sappiamo chi le ha mandate. Non sono anonime. E le assicuro anche che l’estensore dell’intervento è persona impegnata, e molto, nella propria parrocchia. Un caro saluto. RdC

  13. Scritto da Vittorio

    Anche questo è il segno dei tempi.

  14. Scritto da mario59

    Le aperture di Giovanni XXIII° furono più o meno mantenute dal suo successore Paolo VI° mentre papa Luciani, non ebbe neppure il tempo di capire che il suo posto non era il vaticano.. poi arrivò il polacco che diede il colpo di grazia alle aperture di papa Giovanni..per ultimo il pastore tedesco che in fatto di aperture sta riportando la chiesa al medioevo..al punto che la scomparsa del cardinal Martini..che a sua volta aveva ideali di apertura, ha tolto d’imbarazzo molti alti prelati a iniziare dal gran capo.
    C’è poco da fare..la chiesa è una monarchia, quando arriva il re buono tutti gli vogliono bene, quando arriva quello meno buono, tutti gli applaudono..ma rimpiangono il precedente.

    1. Scritto da Enrico

      E’ la prima volta in vita mia che leggo un punto di vista del genere. Papa Giovanni Paolo II portò a compimento le intenzioni del Concilio e di Giovanni XXIII sull’ecumenismo ed andò oltre, portando la sua presenza ed il suo messaggio, fisicamente, in ogni angolo del pianeta in cui vi fosse un cristiano. Benedetto XVI, con tutte le critiche di immobilismo che vi si possono muovere contro, non si può paragonare nemmeno al predecessore di Giovanni XXIII. Il quale, ricordiamolo, era al di là di tutto un uomo all’antica, che nonostante abbia utilizzato per primo il mezzo televisivo non vedeva di buon occhio le trasmissioni televisive in generale.

  15. Scritto da libero

    non va di moda x i media è meglio parlare dell antipolitica corrotta fa più audience
    ma tra poco si pregherà di più perchè si ritornerà sempre più poveri e non ci rimarrà altro che l aiuto dello spirito santo visto che i magna magna anno dilapidato un enormità e i lavoratori che diventeranno ex ….tutti disoccupati !!!!!!!!!!
    mi risulta che i tedeschi se la spassano benone …
    non vorrei dire ma siamo gia in guerra
    economica con il pseudo alleato…..
    meditate gente meditate

    1. Scritto da 081

      “anno dilapidato un enormità”? per ora medito sullo stupro della grammatica da parte sua. Sì…sì la fretta…la fretta di scrivere :-)