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L’ottimismo di Monti non smuove lo scetticismo che deprime i consumi

Le parole di Monti sulla possibile ripresa economica, attesa sin dai prossimi mesi, impatta con il pessimismo che serpeggia tra la gente e deprime i consumi. Il sistema produttivo italiano è appesantito da un costo del lavoro per unità di prodotto fuori controllo

di J.T.

Le parole di Monti sulla possibile ripresa economica, attesa sin dai prossimi mesi, impatta con il pessimismo che serpeggia tra la gente e deprime i consumi. Il sistema produttivo italiano è appesantito da un costo del lavoro per unità di prodotto fuori controllo e dal costo finanziario per unità di prodotto quasi triplo rispetto ai concorrenti tedeschi.

Cioè la competitività e’ una chimera ed il ritorno a condizioni di concorrenza sui mercati dell’economia reale, sempre più efficienti, appare una meta distante nel tempo e per molti di noi una chimera. La combinazione di alto debito pubblico e di aliquote fiscali del tutto eccessive ha allontanato il lavoro dal nostro paese a tutto vantaggio di rendite speculazione e finanza.

Negli ultimi 40 anni le aspettative di vita alla nascita degli Italiani sono aumentate di circa 10 anni e l’assistenza sanitaria è esplosa per far fronte al maggior peso delle patologie legate alla terza età.

Il sistema pensionistico si è adeguato con ritardo e solo parzialmente all’incremento della vita media; col servizio sanitario esso ha contribuito alla crescita del prelievo fiscale di oltre il 15% del Pil.

Negli ultimi anni il prodotto industriale è crollato del 30% mentre il debito pubblico, per la prima volta finanziato largamente dai creditori internazionali, ha sfondato la quota del 120% da sempre ritenuta in letteratura una quota di non ritorno e di default. In questa emergenza che non si può etichettare come crisi, giacché è qualcosa di molto più profondo, gli scandali politici ed il degrado della moralità aprono domande essenziali sugli scenari economici futuri.

Tutti gli interventi sulla spesa pubblica deprimeranno ulteriormente i consumi per il fatto noto che la piovra statale è contigua all’economia privata molto di più di quanto si possa credere: si tratta di capire se il fine corsa del Pil sarà compatibile con il mantenimento di un welfare a costi di lusso (e con servizi di qualità modesta). Non è dato prevedere se il governo futuro avrà risorse strumenti e consenso per avviare una vera rivoluzione politico economica. E’ certo che senza soldi non si andrà da nessuna parte; dove troveremo questi soldi ancora non è dato sapere.

Commenti

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  1. Scritto da riccardo

    il “Rigormontis” con i suoi sciagurati ministri ci sta prendendo per i fondelli da un pezzo. Lo fa con la faccia seria e “autorevole” ma nella sostanza rpropaganda falsità come e peggio di quelli che lo hanno preceduto.
    Un’ economia fortemente indebitata che non cresce e non crescerà sostenuta solo dalla domanda estera e con una domanda interna sempre più scarsa per potere d’acquisto sempre più povero, non ha alcun futuro. Non occrre essere economisti, né professori per capire che ci avviteremo inesorabilmente in una recessione senza fine. Bisogna mandare a casa alla svelata questi falsi competenti che ne stanno combinando di ogni, con una crudeltà sociale senza precedenti.

  2. Scritto da il polemico

    monti ha preso il comando del governo con pil allo + 0,2%,nel suo primo anno ,secondo le previsioni e quello che noi tutti vediamo in giro,scenderà al -2,5%,e poi è chiaro che se sale al -2%,per monti e company sarà giudicato come una crescita economica.rispetto ad un anno fa,le immatricolazioni delle moto sono a -40%,le auto gireranno attorno al -25%.come si fa ad essere ottimisti?e sono dati riferiti rispetto a quelli dell’ex governo berlusconi,che per tutta la sinsitra era al fallimento,mentre con i dati attuali,in che condizione saremmo? le dichiarazioni vanno e vengono,ma i dati rimangono indelebili.

  3. Scritto da Stefano b.

    Ci portano via i soldi e poi vogliono che si spenda.Roosvelt che non era comunista, per risollevare l’economia americana ridistribui i capitali alle classi meno abbienti.e si era al tempo della grande depressione.i nostri scaffali sono pieni.le nostre tasche cee le hanno svuotate.

    1. Scritto da Rupert

      C’è una piccola differenza , roosvelt aumento la spesa pubblica (infrastrutture ecc.) ed aumentò le tasse ai ricchi . Non mi pare esistano i presupposti per poterlo fare , a meno di decidere di chiudere baracca e burattini.

  4. Scritto da Ginger

    Non capisco perchè ci si meraviglia , uscire dalla criticissima situazione in cui eravamo è costato e costerà una bella randellata sui redditi . La cosa non durerà neanche poco , ci siamo abbassati di un bel robusto gradino rispetto al ns tenore di vita passato che era sorretto dal debito. Qualcuno si aspettava che venisse fatto con la bacchetta magica ? Non è una momentanea crisi di mercato , ce ne vorrà ancora per un bel pò , temo. Sempre che a qualcuno non vengano in mente follie , in tal caso si potrebbe solo precipitare.

    1. Scritto da poeraITALIA

      finisca il suo pensiero che non siamo veggenti cosa intende per follie?
      SICURAMENTE aumentando ancora L’IVA NON AIUTA A SPENDERE MA CI FREGANO I SOLDI VEDA LE UTENZE

      MA QUELLI CHE LEI SOSTIENE A COSA HANNO RINUNCIATO
      QUALE SACRIFICIO HANNO FATTO A COSA RINUNCIANO???
      MAH MISTERO.
      BUONA NOTTE

  5. Scritto da greatguy

    guardi che l’ottimismo centra poco, SONO I $$$ CHE MANCANO, (a causa della mancanza di lavoro e della pressione fiscale) e senza quelli anche con tutto l’ottimismo del mondo non ci si compra nulla. poi ci sono categorie che nonstante la crisi di abbassare i prezzi non ne vogliono sapere e continuano a cercarti la luna per un bilocale che puntualmente non riescono a vendere

  6. Scritto da Alberto

    Guardate che l’unica cosa che deprime i consumi sono i redditi a livelli dell’Africa!
    Non lamentatevi se poi i giovani emigrano!
    Io dovrei rimanere qui a far la fame e mantenere tutti?