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Il Comune di Gorle chiude la Chiesa evangelica “La politica intervenga”

Il pastore Riccardo Tocco, presidente della Conferenza Evangelica Lombardia lancia un appello al Ministro degli Interni dopo l'ennesima chiusura in terra bergamasca della Chiesa evangelica Christ Peace and Love di Gorle.

Il pastore Riccardo Tocco, presidente della Conferenza Evangelica Lombardia lancia un appello al Ministro degli Interni dopo l’ennesima chiusura in terra bergamasca della Chiesa evangelica Christ Peace and Love di Gorle.

 

"La legge regionale 12 ha colpito ancora!

Il Comune di Gorle, dopo un lungo iter di ricorsi al Tar ed al Consiglio di Stato, ha disposto la chiusura del locale di culto cristiano evangelico della Chiesa Christ Peace and Love, situata in un immobile di sua proprietà.

Ormai le motivazioni per fare chiudere un locale di culto evangelico sono tra le più disparate;

· se non è il PGT, in cui stranamente i piani dei Servizi non programmano quasi mai la presenza dei servizi religiosi delle così dette “minoranze religiose”,

· è la quiete pubblica disturbata, magari in una zona industriale, dove non risiedono abitanti;

· oppure la dislocazione dei parcheggi, la loro scarsità;

· l’alto numero dei frequentanti i culti o la loro rumorosità all’uscita delle riunioni. Insomma l’obiettivo finale è sempre lo stesso: la conseguente espulsione di comunità evangeliche!

La Coel, Conferenza Evangelica della Lombardia, a luglio, durante l’incontro ufficiale con il Ministro degli Interni Cancellieri, a Roma, sulla vicenda delle chiusure dei locali di culto in Lombardia, ha richiamato le tre interrogazioni parlamentari presentate col sospetto d’incostituzionalità della legge regionale che, grazie anche ad un’applicazione sempre più dura, limita gravemente i diritti costituzionali alla propria fede.

Coel ha richiesto un incontro urgente col Sindaco di Gorle, per sabato 27 ottobre 2012, e insieme alla vigorosa protesta per questa ennesima chiusura di una chiesa (ormai si è ampiamente superato il numero di venti locali e di oltre 30 comunità ecclesiali) presenterà una nota di protesta e di richiesta d’intervento al Ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri ed a quello dei Rapporti con le Regioni Piero Gnudi.

Coel fa appello ai gruppi consiliari della Regione Lombardia, del Comune di Gorle, così come recentemente quelli di Milano, ai deputati e senatori della Repubblica, oltre a tutte le chiese cristiane e a coloro che sono impegnati per il diritto alla libertà religiosa nel nostro paese, a una dimostrazione di concreta solidarietà. Rinnoviamo a tutte le istanze pubbliche e private – così come a tutte le autorità – l’appello perché la nostra Costituzione sia osservata, dato che all’articolo 3 si sancisce in modo inequivocabile, che lo Stato, e di conseguenza le istituzioni in cui si articola, si adopera alla rimozione di tutti gli ostacoli che impediscono l’esercizio e l’espressione della fede di ogni cittadino. Ai cristiani tutti, in particolare, ci raccomandiamo alla loro preghiera a Dio".

Pastore Riccardo Tocco

Presidente Coel

Commenti

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  1. Scritto da Biagio

    La costituzione italiana prevede che le istituzioni RIMUOVANO gli ostacoli perché ciascuno possa professare la propria fede, e non che ne CREINO, come invece ha fatto la legge della regione Lombardia, pensata contro le moschee, che però ha limitato la libertà di culto di tutte le religioni non cattoliche. In un paese che si vanta delle proprie radici cristiane, bisognerebbe forse ricordarsi che tolleranza elibertà di pensiero sono principi cristiani. Non solo il crocefisso nelle aule.

  2. Scritto da Daniele

    fin qui nessuno ha appurato quali fossero le richieste fatte e le autorizzazioni ottenute dai signori della Chiesa Evangelica. Ve lo dico io: NESSUNA. Ecco perchè il Comune di Gorle ha vinto in tutti i gradi di giudizio. E se, malauguratamente, per un incendio o altro ci fosse scappato il morto cosa avremmo detto tutti oggi? Ve lo dico io: “ma dov’erano quelli che dovevano vigilare per far rispettare le regole?”. Cerchiamo di non cadere nella solita demagogia all’italiana.

    1. Scritto da maria

      Demagogia? Questa é grave cecità! Come si fa a non rendersi conto che gli incendi possono scoppiare in una qualsiasi delle nostre chiese, senza che qualche sindaco si preoccupi? Siamo almeno onesti, noi cattolici, ammettiamo che abbiamo una normativa fatta di privilegi! O ci sono forse maniglioni antipanico e toilette per disabili nel Duomo di Milano?

  3. Scritto da Luciano Avogadri

    La legge è uguale per tutti, ma per alcuni è più uguale.

  4. Scritto da pino

    La legge regionale permette l’insediamento (mantenimento) di luoghi di culto, indip. dalla fede, in locali con requisiti minimi di sicurezza validi per tutti i luoghi pubblici (cinema, teatri…), dotazione parcheggi e compatibilità di destinazione urbanistica, cioè la precisa indicazione nei vecchi PRG e nei nuovi PGT, strumenti del governo del territorio, della destinazione “a luoghi di culto” e non ad es. industria, terziario, residenza, verde ecc Va da se che i vecchi PRG per mancanza di lungimiranza e i nuovi PGT, per malafede degli amministratori, non prevedeno queste destinazioni, salvo le Chiese Cattoliche esistenti, per cui qualsiasi ricorso viene bocciato. E saremmo domocratici Bah

  5. Scritto da Emanuele

    @Sére: Il problema è che nei PGT non vengono previste altre chiese al di fuori delle cattoliche. Visto che quando il comune vuole la destinazione d’uso viene cambiata non vedo proprio il problema, se si vuole risolvere la cosa…
    Ora mi aspetto i vari commenti “vadano a casa loro” “anche loro fanno così” etc…

    1. Scritto da SUE SUAP

      Non è vero. Il luogo di culto è una destinazione d’uso o di utilizzo compatibile in tutte le zone urbanistiche (non solo religiosa, ma anche Centro storico, residenziale, commerciale). Però è necessario rispettare le normative di standards (avere parcheggi…) e di sicurezza (vie di fuga, ecc.)

      1. Scritto da Emanuele

        Quindi mi stai dicendo che tutte le chiese cattoliche hanno le uscite *che si aprono verso l’esterno* ed in numero sufficiente per il numero di occupanti? Vuoi un luuuuuungo elenco di chiese che non lo rispettano? Anche per il parcheggio siamo messi male, buona parte delle chiese ne sono sprovviste o quasi (te ne dico due a caso: Santa Lucia in largo Medaglie d’oro e il duomo di città alta). Potrei aggiungere anche normative antincendio e molto altro, ma direi che basta questo!

  6. Scritto da Simone

    Non c’entra niente la Legge regionale 12/2005. L’articolo 70 vale per tutte le confessioni religiose, anche una nuova chiesa di culto cattolico la deve rispettare. La nuova chiesa pdi Grassobbio, consacrata quest’anno la rispetta, come tutte le chiese esistenti e a norma!. Non si devono fare favoritismi a religioni minori!

    1. Scritto da pino

      Quale favoritismo si farebbe nel prevedere nei Pgt le aree destinate al culto diverse da quelle esistenti (o ex nove) per le chiese cattoliche? Certo non è che si possano prevedere per ogni paese aree per tutte le fedi di questo mondo ma, ad es, si potrebbero obbligare i comuni a prevedere nei propri Pgt aree per luoghi di culto l’addove ci sia la richiesta sottoscritta da almeno un certo numero di fedeli praticanti (200, 300, 500,1000 ) e residenti nel comune o, su base provinciale, residenti in comuni confinanti. Questa sarebbe una soluzione di buonsenso: però la realtà è che Lega e gli Ultràcattolici non vogliono che i Mussulmani pratichino la loro fede condizionando così tutti gli altri

    2. Scritto da vacario

      Cos’è una “religione minore”?

      1. Scritto da Simone

        intendevo minoranza religiosa, non facciamo i sottili. La norma è uguale per tutti, però regola per l’avvenire e non per il passato.

  7. Scritto da Carlo Pezzotta

    Non ho capito bene chi è il proprietario dell’immobile. Se è il comune, non capisco cosa ci stava a fare una chiesa, ma se la proprietà è della chiesa in oggetto, non capisco dove sta il problema. Forse perchè la chiesa di Gorle come altre, hanno tutti i requisiti di legge per poter professare?

  8. Scritto da Sére

    < <...dopo un LUNGO ITER di ricorsi al Tar ed al Consiglio di Stato, ha disposto la chiusura del locale di culto...>> quindi vuol dire che la vicenda é stata LUNGAMENTE analizzata e se il Comune di Gorle ha potuto e dovuto prendere tale provvedimento, significa che le buone ragioni che ha addotto, hanno superato il contraddittorio tra le parti e il vaglio di TAR e addirittura del CONSIGLIO DI STATO. Più di così cosa si vuole? Si cercano dei privilegi? Mi auguro che nessuno voglia avvallare un percorso del genere!