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Alla Sanpellegrino si “stappa” lo sciopero delle bollicine

I 400 addetti dello stabilimento di San Pellegrino pronti ad incrociare le braccia anche lunedì 22 ottobre. Il presidente della Sanpelligrino, Stefano Agostini: "Si sciopera contro una proposta di investimento e sviluppo industriale.

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Dopo aver incrociato le braccia per otto ore sia giovedì 18 che venerdì 19 ottobre i 400 addetti dello stabilimento Sanpellegrino in Val Brembana sono pronti a scioperare per quattro ore lunedì 22 prossimo.

A dar fuoco alle ceneri è stata a metà settembre la presentazione del piano di sviluppo industriale che prevede di installare un nuova linea per bibite in lattina, anche per l’export, nello stabilimento di San Giorgio in Bosco (300 dipendenti), che lavora per ora solo per il mercato Italiano, con marchi come Beltè e altre bibite Sanpellegrino in plastica, e risente del calo dei consumi a livello nazionale.

Malgrado l’azienda, mercoledì scorso, abbia sottolineato che il trasferimento non intaccherà l’occupazione in Val Brembana, i rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito le loro preoccupazioni e il loro no al progetto proclamando le tre giornate di sciopero in vista di un incontro di coordinamento, il 24 ottobre, anche con le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil.

Queste ultime, da parte loro, "valutano positivamente – hanno scritto in un comunicato – la proposta dell’azienda di investire sugli stabilimenti del territorio italiano".

"Siamo profondamente amareggiati perchè la proposta avanzata dall’azienda prevede investimenti su due siti produttivi italiani per cogliere delle opportunità di crescita nel mercato delle bibite. Una scelta importante, coraggiosa e in controtendenza rispetto all’attuale panorama economico ed industriale del nostro Paese – afferma Stefano Agostini, presidente e amministratore delegato della Sanpellegrino – Nonostante gli sforzi di mantenere in Italia la produzione delle bibite e l’impegno di questi giorni nell’instaurare un dialogo costruttivo con i rappresentanti sindacali di San Pellegrino Terme, il tavolo di lavoro non ha dato esito positivo. Una situazione che potrebbe avere effetti negativi sia per l’intero gruppo sia per l’indotto, locale e nazionale".

"L’azienda – ricorda una nota – ha tenuto a ribadire che lo stabilimento di San Pellegrino Terme riveste un ruolo strategico e di primaria importanza all’interno delle politiche aziendali. Una posizione confermata sia dai recenti investimenti effettuati – pari a 20 milioni di euro per la realizzazione di due nuove linee per l’acqua minerale in formato Pet – sia dall’ulteriore impegno, confermato dal management aziendale, di stanziare 3 milioni di euro aggiuntivi ai 4 milioni già investiti per completare l’upgrading tecnologico della linea bibite in lattina di San Pellegrino Terme, l’unica destinata a produrre l’esclusivo formato per il mercato degli Stati Uniti. Ad ulteriore dimostrazione della centralità del sito bergamasco, le 58 assunzioni a tempo indeterminato effettuate dall’azienda negli ultimi 2 anni".

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