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Lartigianabottoni, 50 anni di made in Italy raccontati in un museo show room

Un museo show room per festeggiare il traguardo dei 50 anni: Lartigianabottoni, storico marchio della “Button Valley” tra Bergamo e Brescia, racconta la propria storia tra silos, forni di essicazione e tavoli da lavoro.

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Un museo show room per festeggiare il traguardo dei 50 anni: Lartigianabottoni, storico marchio della “Button Valley” tra Bergamo e Brescia, racconta la propria storia tra silos, forni di essicazione e tavoli da lavoro.

2 milioni e 500 mila bottoni, 25mila fibbie, 51mila collane, 105mila bracciali, 130mila accessori per calzature e 9 milioni di componenti per bigiotteria: sono questi i numeri de Lartigianabottoni, storico marchio della cosiddetta “Button Valley” tra Bergamo e Brescia che produce bottoni e bijoux per le più importanti griffe della moda.

Tagliato il traguardo dei 50 anni di attività sotto la guida dei tre figli del fondatore Giuseppe Gualini, racconta la sua storia con il primo show room museo delle tecniche di lavorazione del bottone, Spazio L.A.B., inaugurato in quello che fino a non molto tempo fa era il laboratorio chimico per la produzione delle resine.

«Dietro le firme della moda c’è un grande lavoro portato avanti dalle manifatture italiane che si mettono al servizio di un comparto strategico per il nostro Paese»spiega Antonia Gualini, socia de Lartigianabottoni e ideatrice dello show room. «Raccontando la storia della nostra azienda e della nostra famiglia con Spazio L.A.B. abbiamo voluto affermare il valore di un prodotto che ha segnato stile e costumi di generazioni di donne».

Tra silos, forni di essicazione e tavoli da lavoro Spazio L.A.B. raccoglie per la prima volta tutto ciò che serve a ricostruire la storia delle tecniche di lavorazione del bottone da donna e del bijoux e allo stesso tempo traccia uno spaccato della società italiana dagli anni del boom ad oggi attraverso l’evoluzione del costume. Si parte con il bottone piatto e tondeggiante lavorato a caldo con un pirografo (anni ’60) per poi passare alle forme tridimensionali e alla resina colata (anni ’70). La piccola grande rivoluzione avviene con l’invenzione della “pallina” (anni ’80): la forma sferica s’impone su quella piatta e si apre la via al bijoux. Gli anni ’90 sono quelli dell’apertura ai grandi marchi della moda, per i quali vengono prodotte collezioni su misura che finiscono sulle passerelle internazionali, mentre all’inizio del terzo millennio la ricerca prende la via degli accessori per pelletteria e calzature, nei quali vengono applicate le tecniche di lavorazione delle resine pregiate, dal poliestere al metacrilato fino all’acetato di cellulosa.

Tradotta in numeri, Lartigianabottoni significa oggi 100 collaboratori, di cui 10 all’ufficio stile, tutti assunti sul territorio. In controtendenza rispetto alla spinta a delocalizzare, infatti, la filiera della produzione è rimasta tutta made in Italy al 100%, dalla scelta del materiale alle varie fasi della lavorazione condotta interamente nello stabilimento bergamasco: «Questa scelta è dettata dal desiderio di mantenere il controllo sull’esclusività e il livello di qualità richiesto dalla fascia alta di mercato alla quale ci rivolgiamo. Questo ci ha permesso di affermarci rispetto alla concorrenza del nostro distretto per la maggior parte rivolta a un prodotto di prezzo più basso», fanno sapere i fratelli Stefano e Denis Gualini.

«Non vogliamo inoltre tradire quei principi di etica a cui la nostra famiglia si è sempre ispirata contribuendo a creare lavoro e ricchezza nel territorio. All’estero andiamo per esportare, portando la creatività e la qualità della moda italiana: Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone e Australia».

Lartigianabottoni S.p.a., nata dall’intuizione di Giuseppe Gualini che nel 1961 avviò l’attività puntando sul bottone da donna, è oggi leader nel settore dell’accessorio in resine pregiate sotto la guida dei figli Antonia, Stefano e Denis. Con i suoi bottoni, bijoux e accessori per pelletteria e calzature realizzati in esclusiva per le più importanti griffe dell’haute couture e del prêt-à-porter, l’Azienda di Bolgare si fa ambasciatrice della moda italiana nel mondo con un export pari al 50% del fatturato.

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Commenti

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  1. Scritto da Angelo Luigi

    Complimenti!