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Imprese familiari, ecco le “ricette” per una buona governance

Incontro a Confindustria Bergamo sui nuovi strumenti per evitare conflitti e dare lunga vita all’azienda: flash sulla “Corporate governante delle imprese familiari” sono stati forniti agli imprenditori nell’ambito degli incontri del ciclo formativo “Fisco e Finanza: 6 pomeriggi per capirci di più”.

“Oggi gli strumenti per avere una buona governance nelle imprese ci sono e sono perfino troppo numerosi. Bisogna però avere la volontà di trovare la soluzione su misura”. Ne è convinto Alessandro Cainelli, partner dello studio Caffi, Maroncelli e Associati, che, parlando agli imprenditori di Confindustria Bergamo, ha insistito sull’importanza di prevenire il più possibile problematiche e conflitti legati al passaggio generazionale o alle controversie intergenerazionali.

Temi complessi, come la messa in sicurezza del patrimonio, che a volte le piccole imprese affrontano in ritardo, mettendo a rischio il proseguimento dell’azienda nel tempo.

Flash sulla “Corporate governante delle imprese familiari” sono stati forniti agli imprenditori nell’ambito degli incontri del ciclo formativo “Fisco e Finanza: 6 pomeriggi per capirci di più”.

“Può essere molto utile avere il quadro delle varie possibilità – ha sottolineato Alessandro Cainelli – soprattutto per chi non ha le idee chiare. Oggi le opzioni sono numerose ed è possibile, per esempio, intervenire con regole di salvaguardia direttamente nello Statuto. Anche una piccola impresa, inoltre, può considerare l’ipotesi di dar vita ad una holding familiare, allo scopo di allontanare eventuali conflitti dalla società operativa”.

Tuttavia non tutti i nodi sono stati completamente sciolti, come ha evidenziato il notaio Armando Santuz. Per esempio il Patto di famiglia, che consente di designare il successore senza che venga più rimesso in discussione, per essere valido deve avere la presenza e l’accordo di tutti i componenti della famiglia e l’assegnatario deve farsi carico di liquidare gli altri componenti.

"Funziona molto bene – ha precisato il notaio – se resta nei limiti di come è stato pensato, altrimenti diventa difficile da gestire". La necessità di una seria autovalutazione che consenta di dare un valore certo all’azienda è stata ribadita da Gianluigi Viscardi, presidente della Piccola Industria di Confindustria Bergamo, che ha introdotto i lavori, insistendo anche sull’opportunità di una approfondita analisi degli equilibri familiari.

“E’ importante – ha aggiunto – utilizzare, conoscere e sfruttare le possibilità offerte dal legislatore, ma mantenere la vista lunga, in un’ottica di lungo periodo”.

Proprio l’arco temporale più ampio è, secondo Ferruccio Carminati, della Carminati&Associati, un vantaggio competitivo enorme per le imprese familiari, che scontano, per contro, un’eccessiva chiusura. “Le colpe sono più dei “senior” – ha sottolineato – che non vanno, tuttavia, rottamati, ma devono fare squadra”.

“Anche una piccola impresa familiare potrebbe giovarsi dei codici di comportamento delle più grandi” ha proposto Franco Morganti, del Consiglio Direttivo di Nedcommunity, che ha sottolineato come la figura del consigliere indipendente potrebbe essere molto utile nelle fasi di passaggio generazionale.

Gianluca Rinaldi, di Unicredit, ha sottolineato la volontà dell’istituto di essere maggiormente vicino al territorio e la sua capacità di essere un riferimento per ogni fase di vita dell’azienda, dallo start-up alla maturità. Una testimonianza è venuta da Alberto Donati, presidente e amministratore delegato della O.F.I., 18 milioni di euro di fatturato nel settore integratori alimentari e cosmetici, un centinaio di dipendenti per la metà laureati o diplomati, che ha visto l’ingresso del fondo camerale Futurimpresa con 2 milioni di euro, pari al 32% di quota di partecipazione, e la creazione di una holding a monte.

“Avevamo dato poca attenzione alla finanza e ora ho ottenuto una maggiore stabilità – ha commentato – e speranze di crescita forti: con il prossimo mese apriremo una filiale in India. Ho una visione di continuità dell’impresa, anche se con ogni probabilità non all’interno della famiglia”.

Rossana Pecchi

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