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Referendum sul lavoro C’è il forte sostegno del Coordinamento provinciale

Presentato nella sede della Cgil di Bergamo il Coordinamento Provinciale a sostegno del referendum su lavoro: la raccolta firme è già partita e da lunedì 22 ottobre i moduli saranno presenti anche in tutti i comuni della provincia.

Fresco di costituzione, il Coordinamento Provinciale a sostegno del referendum per l’abrogazione dell’articolo 8 della legge 138/2011 e delle modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori introdotte dalla “Legge Fornero” si è presentato martedì 16 ottobre nella sede della Cgil di Bergamo alla presenza di Eugenio Borella, segretario generale Fiom-Cgil di Bergamo, Francesco Macario, Rifondazione Comunista, Alberto Scanzi, Federazione della Sinistra, Gino Gelmi, Sel, Massimiliano Ratti, Lavoro Società – Cgil e Renato Comelli, la Cgil che vogliamo.

L’obiettivo, oltre a quelli espliciti dell’abrogazione dell’art. 8 e del ripristino della versione originale dell’art. 18, è quello di riportare il lavoro concretamente al centro dell’agenda politica nazionale, come ha ricordato Massimiliano Ratti: “C’è un problema che va al di là dei due referendum proposti: nell’ultimo ventennio il lavoro è uscito dall’agenda politica e sociale di questo Paese. Nel momento in cui ce ne se occupa lo si fa in questo modo, tagliando i diritti dei lavoratori”.

Il coordinamento, costituito da Fiom-Cgil, Idv, Federazione della Sinistra, Prc, Pdci, Sel, Lavoro Società (area programmatica della Cgil), La Cgil Che Vogliamo (mozione congressuale della Cgil), ha l’obiettivo di coordinare e promuovere la raccolta di firme in tutta la provincia di Bergamo, oltre che organizzare iniziative pubbliche a sostegno dei referendum.

Raccolta firme che è già iniziata tramite i banchetti fuori dalle aziende (la Fiom ha iniziato sabato alla Tenaris di Dalmine) e nelle piazze e che, a giudicare dalle risposte della gente, sta avendo un grande successo. A partire da lunedì, inoltre, i moduli saranno a disposizione in tutti i comuni della provincia: l’obiettivo delle 500mila firme, da depositare in cassazione il 13 gennaio 2013 per l’eventuale referendum nella primavera del 2014, è solo il traguardo minimo perchè si vuole andare ben oltre con i numeri.

Firme che verranno raccolte anche venerdì 19 ottobre dalle 20.30 alla Casa del Giovane di Bergamo in occasione dell’incontro pubblico organizzato dal Coordinamento lombardo che vedrà la partecipazione degli esponenti dei partiti politici che hanno promosso il referendum: Antonio di Pietro (Idv), Paolo Ferrero (Prc – FdS), Fabio Mussi (Sel), Gian Paolo Patta (Lavoro Società – Cgil) e Francesca Re David (Fiom – Cgil).

“La battaglia che condividiamo come Fiom – ha concluso Eugenio Borella – parte da un assunto. Nel nostro Paese ci sono due conquiste fondamentali che hanno caratterizzato in maniera positiva le lotte sindacali di questi anni e pensiamo che l’articolo 8 e la modifica all’articolo 18 cancellino l’importante contrattazione fatta negli ultimi 50 anni. La politica deve tornare veramente a parlare delle problematiche che riguardano i lavoratori dipendenti, al centro ci deve essere la dignità del lavoro in tutte le sue forme. Purtroppo però le questioni che riguardano il mondo del lavoro sembrano interessare solo agli addetti ai lavori mentre il resto della politica parla di altro”.

Commenti

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  1. Scritto da Carlo

    Io sono un lavoraore del settore industria iscritto al PD di Dalmine che ha firmato il referedum art 18 e art. 8. Chiedo al mio partito di aderire perchè mi sembrano iniziative importanti per chi lavora e perchè continuare a cancellare i diritti non ci porta da nessuna parte.

  2. Scritto da mino

    Il PD ha cancellato l art 18 quindi non sostiene i referendum sul lavoro. Lavoratori svegliatevi andate a firmare.

  3. Scritto da Gianni

    e quei furbi della cisl e del pd dove sono?

    1. Scritto da Indignato orobico

      Gli uni a arrufianarsi i padroni, gli altri a puntellare il governo Monti.
      Farema mai uno scipero generale contro questo governo di affamatori del popolo?

  4. Scritto da silvia

    Era ora che si partisse, basta coi tecnici che spolpano la gente e ingrassano gli speculatori s torni alla politica.