BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Indagati i vertici della Cdo “Lavori gratis all’Imiberg per un sì alla discarica” fotogallery

Gli uffici di Bergamo della Mediberg e della Custodia e la scuola e fondazione Imiberg compaiono nelle indagini che vedono coinvolti e indagati per corruzione Rossano Breno e Luigi Brambilla. Si tratta dell'indagine che ha portato in carcere Pierluca Locatelli. La replica del Pirellone.

Più informazioni su

Gli uffici della Mediberg e della Custodia e la scuola e fondazione Imiberg compaiono nelle indagini che vedono coinvolti e indagati i vertici della Compagnia delle opere di Bergamo, Rossano Breno, presidente e Luigi Brambilla, che era il suo vice.

Negli uffici secondo l’accusa che vede indagati Breno e Brambilla per corruzione, si svolgevano "accordi criminosi" con l’imprenditore di Grumello Pierluca Locatelli che voleva un’autorizzazione dalla Regione Lombardia per la discarica d’amianto di Cappella Cantone (Cremona).

E l’Imiberg invece sarebbe una "parte" di tangente pagata dall’imprenditore nel senso che avrebbe fatto lì, gratis dei lavori.

Nel decreto di perquisizione della Guardia di finanza che martedì si è appunto recata negli uffici e nella scuola-fondazione, decreto firmato dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dai pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio, si parla di un "diretto coinvolgimento" di Rossano Breno, e di Luigi Brambilla affinchè "gli amministratori della Regione Lombardia" con cui erano "in contatto" favorissero gli "interessi" di Locatelli e "l’ottenimento dell’Autorizzazione regionale per l’apertura" di una discarica di amianto nel Cremonese.

I due responsabili della Cdo di Bergamo sono indagati per corruzione per aver preteso e ottenuto una mazzetta da Locatelli. Fatti commessi, secondo gli inquirenti, "in Milano e Bergamo in data prossima al settembre 2011" e al centro dell’ inchiesta c’è anche la delibera della Giunta Regionale numero 1594 del 20 aprile 2011 con cui sarebbe stata concessa l’autorizzazione per la discarica.

Secondo l’accusa, Breno e Brambilla avrebbero dunque "utilizzato" gli uffici delle loro società "Mediberg srl e Custodia srl" olltre che per stringere "accordi criminosi" con Locatelli e per "emettere documentazione contabile e contrattuale" che sarebbe poi servita a giustificare il presunto versamento delle mazzette da parte dell’imprenditore anche attraverso "denaro contante".

Nell’ambito di questi presunti accordi corruttivi Breno e Brambilla avrebbero agito "quali mediatori presso i pubblici ufficiali della Regione Lombardia". Nell’inchiesta è indagato, tra gli altri, anche l’ex assessore lombardo Franco Nicoli Cristiani, finito in carcere nei mesi scorsi per aver preso una mazzetta da 100 mila euro da Locatelli per la vicenda della discarica.

Locatelli poi, secondo l’accusa, sempre per ottenere l’autorizzazione regionale, avrebbe pagato centinaia di migliaia di euro ai vertici della Cdo di Bergamo, ai presunti "mediatori", e avrebbe effettuato lavori gratuiti per la scuola e fondazione Imiberg di Bergamo.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, per realizzare la discarica di amianto sarebbe stato necessario un atto della Regione Lombardia. Atto che il 20 aprile del 2011 sarebbe poi arrivato: si tratta di una delibera di giunta proposta dal governatore Roberto Formigoni che ha sbloccato l’apertura del sito dove conferire l’amianto nonostante l’opposizione della Provincia di Cremona e i diversi orientamenti della normativa regionale in materia ambientale.

Quella delibera inoltre, in base ai primi accertamenti, non risulta pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione.

Tutti gli episodi corruttivi finora contestati dai pm milanesi sarebbero serviti, nel corso del tempo, per arrivare a trasformare la discarica in una discarica per l’amianto, così come avrebbe voluto Locatelli.

La Regione dal canto suo con una nota in serata ha fatto sapere che "da sempre la norma prevede che sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia) si pubblichi il testo delle delibere (direttive, circolari, ecc.) che hanno diretta rilevanza per cittadini o comunque per soggetti esterni alla Regione e che invece si pubblichi solo il titolo quando si tratta di un atto di indirizzo interno all’Amministrazione. La delibera su Cappella Cantone è appunto una delibera di indirizzo interno, per cui è regolare la pubblicazione del solo titolo. D’altra parte – conclude la nota regionale – pubblicando il titolo non si lede nessuna norma di trasparenza, in quanto l’argomento viene reso noto ed è possibile fare richiesta di accesso all’intero atto".

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.