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Nature morte e cenacoli: a Bergamo piacciono

Ultimi giorni per visitare le esposizioni del Credito bergamasco. "L'oeil gourmand" ha registrato novemila visitatori in poco tempo. Martedì l'incontro per Bergamoscienza dedicato al restauro dell'Ultima cena di Allori.

Se è vero che, come recenti studi hanno provato a dimostrare, le parole attinenti al cibo appaiono più nitide alle persone affamate, la mostra “L’oeil gourmand” allestita al Credito Bergamasco di Bergamo fino al 19 ottobre con grande sfoggio iconografico di alimenti e pietanze è di sicuro appeal oltre che per gli appassionati d’arte, per chi insegue i piaceri della tavola.

Si tratta in realtà di un’accattivante rassegna tripartita, che in dieci giorni ha fatto registrare circa 9000 visitatori: un percorso nella natura morta dal Cinquecento al Novecento, grazie al prestito di quaranta dipinti da una collezione privata, l’esposizione (fino al 14 ottobre) del restauro, in corso d’opera, dell’ultima cena di Alessandro Allori (1582) che imbandisce piatti di raffinato e vario assortimento, una serie di tele (in mostra fino al 14 ottobre) di Giorgio De Chirico di privati prestatari in cronologica progressione a partire non a caso da due nature morte degli anni Venti con cacciagione e frutta.

Ed è con occhio ghiotto che ci si addentra nel genere naturamortistico, nelle sue varianti lombarde, romane, iberiche, partenopee, fiamminghe, tra ogni sorta di pane e companatico, frutti, ortaggi, verdure, pollame e cacciagione, affettati e formaggi, uccelli vivi e morti, fiori, brocche, fiaschi di vino, posaterie e stoviglie di multiforme foggia. Il tema della tavola imbandita, reso soggetto autonomo dalla pittura di fine Cinquecento e così ampiamente declinato nei dipinti in mostra, ha un collegamento suggestivo, seppur indiretto, con il tema sacro dell’Ultima Cena di Allori, che esibisce una ricca cernita di cialde e pagnotte, di fiori e frutti e cibi simbolici come castagne, datteri, limoni, pere, e bicchieri di vino bianco e di vino rosso.

La carrellata di alimenti sul sacro desco, lungo più di sette metri, è particolarmente godibile all’osservatore perché può avvicinarsi e leggere in sequenza, passo passo, i dettagli della tavola quali sono riaffiorati dal restauro in corso nella Sala del Consiglio della Banca, trasformata da qualche anno in vero e proprio laboratorio artistico in loco. La grande tela dell’Allori, pittore ufficiale della corte medicea di Firenze, era ospitata prima dell’intervento di recupero nel Palazzo della Ragione dove era stata trasportata dal monastero di Astino, per il quale era stata commissionata a fine Cinquecento dall’abate del convento.

Proprio al delicato intervento di restauro, alle indagini chimiche e stratigrafiche e alle modalità di ripristino del dipinto sarà dedicato l’incontro di martedì 16 ottobre nell’ambito di Bergamo Scienza: presso la sede del Credito Bergamasco, in Sala Traini, alle 17.30 interverranno alcuni esperti e componenti del comitato scientifico – Anna Maria Spreafico storico dell’arte, Minerva Maggi restauratrice, Stefano Volpin chimico e restauratore, Ignazio Tombini restauratore, Angelo Piazzoli segretario generale Fondazione Credito Bergamasco – per presentare al pubblico “la riscoperta di un capolavoro dimenticato”.

Per sabato 13 ottobre, inoltre sono previste visite guidate alle tre mostre ogni ora a partire dalle 14.30 fino alle 20.30 e domenica 14 ogni ora a partire dalle 10.30 fino alle 19.30.

Stefania Burnelli

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