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A Bergamo l’Aidobox per chi vuol sapere come donare gli organi

E' al Carrefour Market di via Baioni. Intanto nel fine settimana per La “Giornata Nazionale dell’AIDO – Un fiore per l’informazione” volontari in piazza. Sarà possibile acquistare piante di Anthurium, fiore diventato simbolo dei donatori.

Un’idea sorprendente nella sua semplicità, ma che sta già raccogliendo i primi frutti: stiamo parlando della AIDOBox, da alcune settimane presente all’interno della Galleria Commerciale – Carrefour Market di via Baioni.

La AIDOBox altro non è che una sorta di “cassetta postale” posizionata in un luogo ad alta affluenza di pubblico. I passanti possono trovare vicino alla cassetta del materiale informativo sulla donazione di organi e tessuti, e soprattutto i moduli per aderire all’associazione. I moduli compilati possono così essere imbucati nella AIDOBox, per ricevere poi in pochi giorni, direttamente a casa, la tessera associativa dell’AIDO. L’iscrizione all’AIDO, completamente gratuita e annullabile in qualunque momento, permette di esprimere il proprio consenso alla donazione degli organi. In questo modo, i nominativi degli iscritti possono essere inseriti nelle liste del Centro Nazionale Trapianti, organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale che si occupa di gestire l’attività di prelievo e trapianto su tutto il territorio italiano.

“L’idea della AIDOBox è nata tra i volontari del gruppo AIDO “Matteo Savoldelli” di Monterosso” ha affermato Sebastiano Serughetti, Presidente della sezione.

Serughetti, 24 anni, è il più giovane presidente AIDO in carica, e coordina il Gruppo Rionale Monterosso, Concafiorita, Valtesse e Valverde, ossia quello che negli anni Settanta costituiva l’unica sezione AIDO di tutta Italia. “Il nome allora era infatti Donatori Organi Bergamaschi (DOB) –ha ricordato Serughetti–, diventato poi nel giro di pochi anni l’Associazione Italiana per la Donazione di Organi (AIDO) che oggi tutti conosciamo”. Le attività dell’Associazione sono numerose e sono giunte a meritare persino il supporto della Presidenza della Repubblica. Ma se l’AIDO è tanto famosa e diffusa, perché si è sentita la necessità di arrivare alla AIDOBox? “Semplice –ha risposto il giovane Presidente–, per avvicinare ancora di più il pubblico al delicato tema della donazione degli organi”.

Serughetti appare preparato e determinato: “L’idea è nata per contrastare l’immobilismo che da tempo regna su questo tema. Dopo il boom iniziale di quarant’anni fa, c’è infatti la necessità di forze giovani, che aiutino a rinnovare lo spirito solidale e la missione dell’Associazione”, missione che continua anche se “a volte alcuni dirigenti si accontentano e si dicono soddisfatti di risultati che sono già stati ottenuti e persino superati” ha sottolineato Serughetti.

Il messaggio è chiaro: vinte le prime battaglie degli anni Settanta contro una legislazione inesistente sul tema dei trapianti, per l’AIDO è ora necessario sensibilizzare i più su un tema spesso dibattuto e su cui restano aperte questioni etiche. E la sensibilizzazione passa anche attraverso progetti locali e specifici, di cui la AIDOBox è appunto un esempio felice. La sola cassetta di Monterosso ha raccolto una decina di iscrizioni in poco tempo. Sembra evidente che, con una diffusione maggiore, l’idea della AIDOBox potrebbe raggiungere risultati ancora migliori.

Proprio in quest’ottica viene proposta la “Giornata Nazionale dell’AIDO – Un fiore per l’informazione”, iniziativa che nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 ottobre porterà i volontari in 1.500 piazze per incontrare i cittadini.

Sarà possibile acquistare piante di Anthurium, fiore diventato simbolo dei donatori.

La sezione di Monterosso sarà presente al Carrefour Market di via Baioni, e davanti alle chiese di Monterosso e di San Colombano. “Decidere di donare gli organi è un piccolo gesto con una grande valore – ha concluso Serguhetti–, è l’opportunità di salvare la vita a chi non ha altre possibilità di sopravvivenza: insomma, come ricordato da Papa Benedetto XVI, una testimonianza di carità che tutti abbiamo la possibilità di compiere”.

Roberto Mazzola

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