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Sequestrato l’impianto Italcementi di Colleferro: “Emissioni nocive”

La magistratura ha adottato il provvedimento per violazione delle norme sulle emissioni nocive anche se l'azienda dice che la produzione di cemento non si è interrotta e che entro dieci giorni terminerà i lavori di adeguamento alle normative ambientali.

Sequestro preventivo per l’Italcementi di Colleferro. La magistratura giovedì ha adottato questo provvedimento per violazione delle norme sulle emissioni nocive, anche se l’azienda dice che la produzione di cemento non si è interrotta e che entro dieci giorni terminerà i lavori di adeguamento alle normative ambientali.

La decisione della magistratura, che riguarda una delle più grandi aziende del settore cementiero in Italia, cade proprio nei giorni più caldi della vertenza sull’Ilva, l’impianto siderurgico di Taranto sequestrato dalla procura in un’inchiesta per disastro ambientale che quest’estate ha visto scattare gli arresti domiciliari per i vertici del Gruppo Riva.

Secondo fonti giudiziarie, in base al provvedimento – disposto dal gip di Velletri Giuseppe Cairo su richiesta del pm Giuseppe Travaglini – se Italcementi non si metterà in regola entro dieci giorni, sarà disposto il distacco dell’elettricità.

Il direttore dello stabilimento, Alfredo Vitale, risulta indagato, dicono le fonti. Il gruppo spiega in una prima nota che il provvedimento riguarda "l’adeguamento geometrico di alcuni punti di emissione alle normative europee che non riguardano il principale processo di combustione, ma alcune fasi secondarie dell’attività produttiva".

Italcementi aggiunge che "l’adeguamento è già in corso di realizzazione da alcune settimane e, per gran parte dei punti in questione, già completato".  La società conferma di avere "10 giorni di tempo per concludere l’adeguamento già in corso, nel frattempo l’attività produttiva non sarà interrotta".

Le emissioni principali dello stabilimento, secondo Italcementi, "sono quelle del forno di produzione del cemento, che sono controllate in continuo 24 ore su 24, e risultano abbondantemente al di sotto dei limiti di legge".

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