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Oltre la spesa con i GAS Gruppi di Acquisto Solidali

Una ricerca dell’Università di Bergamo nell’ambito del progetto “MenSana in corpore sano” per rendere noto che in Italia esistono tanti movimenti, più o meno strutturati, che da tempo hanno individuato nel “consumo critico” uno strumento auto-educante.

Se ne parla e se ne discute nel seminario promosso domenica 14 ottobre alla Cascina Cuccagna di Milano ore 16 con la presentazione dei dati della ricerca dell’Università di Bergamo sul mondo G.A.S. Un vero capitale capace di coniugare bisogni individuali con esigenze collettive.

Un capitale anche in termini economici; ottanta milioni di euro, è la stima che la rete G.A.S. nazionale fa del giro di acquisti in Italia.

La stima è basata sul numero dei Gas registrati sul sito www.retegas.org, circa 900, e sulla valutazione che ne esistano almeno altrettanti, non ancora registrati.

La spesa media per famiglia all’interno di un G.A.S. è stimata intorno ai 2000 euro all’anno, per un “fatturato” complessivo appunto di oltre 80 milioni di euro. Tra le tante organizzazioni che si muovono all’interno dell’area dell’altra economia, i Gruppi di Acquisto Solidali sono la componente che ha registrato negli ultimi anni la crescita più significativa, mettendo in contatto soggetti singoli, ma che spesso provengono da diverse aree associative, con artigiani e produttori locali.

Da una ricerca condotta dall’Osservatorio CORES, in collaborazione con il Tavolo Nazionale RES (Rete di Economia Solidale), emerge come questi gruppi si caratterizzino per essere degli spazi auto-educanti, all’interno dei quali il ripensamento rispetto il consumo individuale è spesso il primo passo per l’affermazione di un nuovo tipo di cittadinanza. 

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