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Il lago del Bernigolo sta diventando una palude: il Fai cerca di salvarlo

La gente della Val Brembana si muove per salvare uno dei suoi simboli, ritrovo domenicale di famiglie e appassionati di pesca. Il bacino artificiale è entrato a far parte "Luoghi del cuore".

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Uno dei simboli della Valle Brembana, il lago artificiale del Bernigolo sta perdendo la sua rara bellezza e si sta trasformando in una palude. Ma la gente del posto si sta mobilitando per recuperare la tranquillità delle sue acque, che lo rendeva luogo ideale per fare pratica in kayak, ma anche gare di pesca che ravvivano le domeniche estive. Un tempo, quando il lago appariva color smeraldo e il suo fondale era pulito, si potevano pescare salmerini e trote, pesci introvabili in altri laghi della Valle.

Tutto questo fino all’estate del 2011, quando la superficie del bacino d’acque era ancora discretamente pulita e le anatre attiravano i passanti. Perché adesso il lago è in fase di degrado, il sentiero sul lato abitato è franato impedendone la passeggiata, e a causa dell’insabbiamento causato delle piene più che uno specchio alpino somiglia ad una palude. L’ultimo tentativo di ripulire il lago risale a qualche anno fa, quando in accordo con l’Enel si effettuava lo scarico delle sabbie utilizzando la conduttrice di fondo del lago. Questo "scarico" sarebbe avvenuto in maniera controllata e diluito nel tempo senza creare quindi danni di asfissia alla fauna ittica come avvenuto invece nel laghetto di Carona.

Ma dopo poco le autorità competenti dei fiumi hanno bloccato questa operazione e da quel giorno lo stato del lago è andato via via peggiorando. Il Fai (Fondo Ambientale Italiano) e la gente che in quei luoghi è cresciuta da mesi si stanno muovendo per riportarlo alla bellezza di un tempo. Finalmente qualcosa si sta muovendo: il lago artificiale del Bernigolo è entrato a far par parte dei “Luoghi del cuore”, l’ organizzazione creata dal Fai per salvare i beni italiani in degrado. La speranza di tutti ora è che dalle parole si passi ai fatti

Nicolò Belloli

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Commenti

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  1. Scritto da hornet

    facciamo prima i depuratori…la sabbia viene dopo…

    1. Scritto da E' gia

      Esatto, da delirio poi leggere oggi sul bugiardino le dichiarazioni del primo cittadino di Moio dè Calvi.

  2. Scritto da magister

    Il Fai non ha altro da fare? E’ l’ENEL che è tenuta ad intervenire! Gli si porti via la concessione per la diga, altrimenti cacci i soldi e faccia l’intervento come le leggi prevedono!!! sfruttano le acque poi ricattano i cittadini e gli Enti sui quali ricadono i loro impianti?

    1. Scritto da magistrà

      E il Comune di Moio cosa fa? Prova a passare dove scende la valle e poi vedi cosa sversa nel lago, d’estate poi è peggio ancora, una vergogna uno spettacolo indecente, altro che turismo

    2. Scritto da Luigi

      Secondo me l’Enel avrebbe molto da “spiegare” ai cittadini a riguardo di dighe e condotte idriche sulle nostre montagne e valli. Anche per l’uso “facile” degli elicotteri su e giù dalle dighe per commissioni futili… Chi paga? Ma gli utenti finali, naturalmente!

  3. Scritto da dubbio

    più che un lago mi sembra si voglia una vasca da bagno, linda e lucente! mi ricorda certi discorsi sui boschi “puliti” ovvero foreste trasformate in giardinetti pubblici… certo in questo caso, artificiale per artificiale, anche se due alghe e qualche pianta sommersa male nn fanno di certo!

  4. Scritto da fabiolino

    Forse il sindaco potrebbe dedicarsi un pò meno alle cabine telefoniche e un pò di più a questi gravi problemi ambientali presenti sul suo territorio…

  5. Scritto da gioachino murat

    a w la montgna
    stai scherzando vero?rispondi

  6. Scritto da w la montagna

    La sabbia è il meno, è la fogna che ci scaricano che è una vergogna