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Mercadante, la “cerchia” e i 13 milioni sotto esame

Il funzionario di Mariolina Moioli intercettato sbotta: "Io tutti i progetti che ho fatto sono tutti a persone sue..... Lei secondo me sbaglia quando dice 'non ne so niente, cazzo, come non ne sai niente? eeeeeh, saiiiiii".

Lo slogan era: "Benefici per tutti". Tutti erano quelli entrati nella "cerchia", che potevano avere vantaggi, scambi di favori, perfino "appartamenti in condomini di lusso a prezzi stracciati, incarichi prestigiosi, cariche pubbliche, finanziamenti, gare d’appalto".

Sono queste le parole intercettate dalla Guardia di Finanza di Milano, le parole di Patrizio Mercadante, bergamasco, già preside ed esponente della Uil Scuola, fino a ieri insospettabile funzionario comunale, arruolato a Palazzo Marino nell’aprile del 2009 dall’allora assessore alla Famiglia della giunta di Letizia Moratti, Mariolina Moioli. Approdato a Palazzo Marino con uno stipendio di 100 mila euro all’anno.

Ma, da quanto stanno ricostruendo i pm milanesi, Mercadante dal suo nuovo ufficio allarga i cordoni della borsa comunale per finanziare i più disparati progetti destinati alle politiche sulla famiglia. In almeno due casi, poi, stando alle accuse, ricopre il doppio ruolo di funzionario erogatore e simultaneamente consulente dell’ente beneficiato dalle generose elargizioni.

Ottantamila euro sono stati spesi dalla giunta Moratti per le "Olimpiadi della sicurezza stradale",  223 mila euro garantiti per il progetto comunale del "Pedibus", brillante idea per risparmiare il denaro dei mezzi pubblici, affidando il trasporto dei giovanissimi alunni a mamme volontarie (ma, si chiedono gli inquirenti, così tanti soldi a chi sarebbero andati, allora?).

Sono stati oltre 13 milioni i finanziamenti passati in un triennio alla firma di Mercadante e su cui ora la procura di Milano vuole fare chiarezza. Lunedì i militari del Nucleo di polizia tributaria sono stati spediti in una quarantina di fondazioni alla caccia delle pezze giustificative di tutto questo fiume di denaro. Di certo c’è che dei 100 mila euro garantiti alla fondazione Adolfo Pini per finanziare ‘Uno sguardo sulla città’ (di cui era commissario l’altro indagato andato in carcere, l’avvocato Antonio Picheca), Mercadante se ne è fatti girare quasi la metà sotto forma di consulenze (per l’accusa fittizie) e lavori inesistenti fatturati da una società di un’amica. Per questo progetto, inoltre, il denaro pubblico è stato utilizzato anche per pagare (13 mila euro), una cena di gala all’interno della stessa fondazione.

I protagonisti di questa inchiesta "sono accumunati dalla stessa militanza politica", si sono convinti gli investigatori. Mercadante, la sua segretaria tutto fare, Giulia Pezzoli (altra bergamasca), sono stati nel comitato elettorale della Moioli, nel 2011. E lo stesso Picheca risulta essere stato "attivo nella campagna elettorale dell’assessore con la quale manteneva stretti legami".

La Moioli al momento non è indagata, ma pesanti ombre si allungano sul suo operato. Il 29 marzo scorso, dopo che i presunti scandali sui finanziamenti delle case vacanze erano finiti sui giornali, Mercadante intercettato sbotta: "Io tutti i progetti che ho fatto sono tutti a persone sue….. Lei secondo me sbaglia quando dice ‘non ne so niente’, cazzo, come non ne sai niente? eeeeeh, saiiiiii". 

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