Caso Zambetti, Saffioti: “O si cambia subito, oppure si torni a votare”
Tutti gli esponenti leghisti si riuniranno mercoledì sera per decidere se staccare definitivamente la spina e anche tra molti uomini del Pdl la convinzione è che serva un cambio di passo immediato. Carlo Saffioti, vice presidente del Consiglio regionale, è uno di quelli.
L’arresto di Domenico Zambetti ha sconvolto tutta la politica regionale. L’accusa è gravissima: l’assessore della Giunta Formigoni avrebbe comprato quattromila voti da cosche affiliate alla ‘ndrangheta. Nel palazzo della Regione Lombardia si respira un pesante clima di incertezza. Tutti gli esponenti leghisti si riuniranno mercoledì sera per decidere se staccare definitivamente la spina e anche tra molti uomini del Pdl la convinzione è che serva un cambio di passo immediato. Carlo Saffioti, vice presidente del Consiglio regionale, è uno di quelli: “Bisogna dare una risposta razionale a una situazione che rischia di prendere la strada dell’emotività – spiega – Quindi o si cambiano profondamente le modalità di governo della Regione Lombardia oppure si vada al voto. Bisogna gestire in maniera diversa le scelte legislative importanti che sono state fatte, abbandonare le egemonie. Sicuramente non è più possibile proseguire come prima”.
Sugli arresti del collega Domenico Zambetti, Saffioti si definisce “sconvolto”. “Essere in questo momento nel palazzo della Regione è mortificante. Da una parte sono fuori posto le dichiarazioni scomposte di chi usa slogan populistici, dall’altra non condivido le dichiarazioni di chi fa finta di niente e nega la gravità della situazione. Ritengo che si debba tener presente comunque che il Consiglio della Regione Lombardia non è nella maniera più assoluta quello del Lazio, le politiche di questi dieci anni hanno garantito efficienza e stabilità della nostra Regione. Lo sconcerto dell’opinione pubblica è più di quello che riusciamo ad immaginare. Il rischio di sciopero elettorale o di forconi innalzati è forte”.
Azzerare i vertici, ripensare alle politica: non vale solo per la Regione Lombardia, ma anche per lo stesso Pdl. “Dopo i casi Fiorito e lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria, per il quale mi congratulo con il ministro Cancellieri, se il Pdl vuole continuare ad avere un futuro deve davvero liberarsi dei condannati, dei chiacchierati, degli inetti. Bisogna fare una profonda pulizia in maniera tale che i cittadini sappiano che ci sono tante persone oneste, che vogliono continuare a impegnarsi per la propria comunità e portare avanti quei principi di libertà che sono sempre più fondamentali. Anche nell’ambito del centrodestra c’è la possibilità di dare una prospettiva ai nostri cittadini e al nostro elettorato”.





