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Tra arte e scienza Carte del mondo alla Gamec

La mostra inaugurata sabato alla Gamec, e aperta fino all’11 novembre, ripercorre tappe storiche della disciplina geografica e cartografica con documenti d’epoca autentici fino alla rappresentazione nell’epoca contemporanea e digitale, e lo fa con la competenza della curatela di Emanuela Casti.

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Il concetto di spazio e di spazialità nel ‘900 è stato esplorato dagli artisti con la più grande libertà e, dal taglio di Fontana in poi, si sono aperte alla creatività prospettive e sfide prima inimmaginabili.

Parallelamente, il mondo dell’economia e della comunicazione ha azzerato distanze e confini, la geografia ha dovuto fare i conti con globalità e localismi e la cartografia, in quanto scienza della rappresentazione, si è trovata a dover coniugare nuovi orizzonti fisici e mentali, a prendere le misure di uno spazio dilatato ed esploso, dove la topografia non basta più a garantire l’orientamento e la percezione delle distanze reali.

La mostra inaugurata sabato alla Gamec, e aperta fino all’11 novembre, racconta la sfida sia scientifica sia artistica della rappresentazione nell’epoca contemporanea e digitale, e lo fa con la competenza della curatela di Emanuela Casti, docente ordinario in Geografia dell’Università di Bergamo, a fianco del direttore della civica Galleria Giacinto Di Pietrantonio, in un allestimento efficace e multimediale, godibile sia per gli appassionati d’arte che per i cultori delle scienze del territorio.

Quattro sezioni tematiche – “La cartografia come spazializzazione del mondo”, “La descrizione del mondo: territorio e paesaggio”, “La topografia e il dominio del mondo”, “La mondializzazione e la nuova spazialità” – indagano la problematicità della rappresentazione, lo smarrimento e la ricerca del senso di luogo e di paesaggio, gli strumenti di misurazione in relazione alle strategie del potere, la sperimentazioni di tecniche quali l’anamorfosi, ossia la deformazione di un’immagine per recuperare la tridimensione e particolari rese visive, e le molte frontiere dell’interattività, senza le quali la cartografia oggi non è più concepibile.

La mostra, che ripercorre anche tappe storiche della disciplina geografica e cartografica con documenti d’epoca autentici (come la carta della Lombardia di Giovanni Pisato, del 1440, con una bella resa pittorica dei territori di Venezia e di Milano) o riprodotti (come la Tavola Peutingeriana), non pretende di esaurire le mille facce della ricerca spaziale e geografica del tempo passato e del nostro, ma propone un ricco ventaglio di approcci al tema, con rare mappe provenienti da Istituti di conservazione veneti e lombardi e opere di artisti contemporanei come Alighiero Boetti, Anish Kapoor, Emilio Isgrò, Giulio Paolini e Patrice Cujo il quale, presente in mostra, ha illustrato una propria visione pittorica, poetica e simbolica dell’Oceano Indiano in quanto progenitore della stessa vita umana sulla terra.

Nella carrellata attraverso le quattro sale del secondo piano della Gamec popolate di sculture, installazioni, dipinti, libri, carte, audio e videoproiezioni, non passa inosservato il paesaggio vegetale dell’artista bergamasco Simone Longaretti dal titolo “L’essenziale è invisibile agli occhi”: l’autore, che ha disegnato a pavimento con terra fresca e ortaggi vari (zucchine, pomodori, fragole…) il profilo dei continenti, ha spiegato al pubblico la genesi del suo lavoro a partire dall’orto casalingo, dagli equilibri fitologici e dalle simbiosi osservate tra le specie, tali da fargli riconoscere nella natura “geopolitiche parallele a quelle umane”.

Nell’ambito della decima edizione di Bergamo Scienza la mostra, tra serietà e ironia, ci interroga sul senso di spazio, di luogo, di tempo e sul nostro modo ormai ipermediale di abitare il mondo e di guardarlo da prospettive sempre più complesse ma sempre meno rassicuranti e controllabili. In occasione della mostra, Gamec ospita due conferenze intono ai temi di arte, cartografia e intercultura: Carte sul Mondo, mercoledì 17 ottore ore 17 e Arte e cartografia, giovedì 8 novembre ore 18. La mostra è aperta dal martedì alla domenica 10-19 (ma giovedì 10-22).

Stefania Burnelli

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