BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Rilanciare il buon vino spiegandone le origini: l’idea è bergamasca

“I am wine” è un progetto ideato da un gruppo di ragazzi bergamaschi poco più che ventenni con l’obiettivo di rilanciare un prodotto antichissimo in un mercato sempre più innovativo.

Rilanciare un prodotto antico come il vino, attraverso un’innovativa riscoperta delle sue origini. Michele Finotto, nato a Milano e residente a Bergamo da oltre sedici anni, e i nipoti Nicola e Giovanni di Treviglio, sono i creatori di “I am wine” (letteralmente Io sono vino).

Il loro messaggio è chiaro: selezionare e promuovere, anche attraverso la vendita, i prodotti di quegli artigiani e quei saperi dell’enogastronomia che riscattano la verità di un prodotto come il vino. La strategia commerciale, invece, è delle più tradizionali: il prodotto viene acquistato, dopo attente valutazioni, dal produttore, e rivenduto ai ristoranti e alle enoteche che scelgono di sposare questo nuovo modo di bere vino, fatto anche di spiegazioni dettagliate ai clienti sulla sua origine. I ragazzi studiano, incontrano contadini di ogni zona (anche fuori dai confini della provincia di Bergamo), bevono il loro vino. Una lunga ricerca incentrata sulla comprensione dell’antico rapporto tra l’uomo e la terra, e del movimento di perdita e ritorno che è proprio di questo legame.

"La mortificazione del gusto, degli alimenti, dei prodotti della terra – spiegano i Finotti- porta con sé l’aroma di una perdita del legame che l’uomo intratteneva con la natura". Un progetto forte, che sta crescendo portando i primi risultati, tanto che in città sta già nascendo un altro gruppo di “I am wine”, guidato da un altro giovane: Andrea Mercorio.

Pietro Floriani

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da nino cortesi

    Ritornare alla terra, al lavoro sano, al cibo sano. Ritorniamo alla vita, ecco dove ci vuole la fede ben applicata, costi quel che costi.
    In provincia di Bergamo, ad Arcene per esempio, ci sono fior di intenditori di vino. E mezzo bicchiere di vino buono, vale come una portata da ristorante 5 stelle.

  2. Scritto da mah

    quanto costa al flute o coppa presumo poco considerando la crisi

    1. Scritto da Michael Bluestein

      Valutare un vino sul peso della moneta: che aberrazione! Capisco perché ci si limita al coca avana: palati grezzi e ragionamenti da filistei!

      1. Scritto da mah

        anche perchè se i FINOTTO dell’articolo sono i patron FARCHEMIA INDUSTRIA CHIMICA sarebbero MILIARDARI ecco perchè
        non hanno problema della moneta.
        a lei filisteo

      2. Scritto da mah

        lo dica ai miei clienti quando devono pagare un chiantiaccompagnato da un corposo tagliere che accompagni un buon bicchier di vino.

        sono passati i tempi oggi siete tutti enologi e non capite una mazza di vino state a far girare stè calic per vedere gli’archetti per capire cosa e annusate come se tiraste chissa cosa mah.
        QUESTO E’ ABERRANTE la vostra valutazione.

  3. Scritto da Giacomo Degli Aloisi

    Che bell’articolo. Complimenti al giornalista che ha scovato il pezzo! Non si potrebbe approfondire un po’?