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Verso le primarie, Gandi: “Basta con i litigi Chi vincerà? Spero il Pd”

Sergio Gandi, consigliere comunale del Partito democratico, portavoce del comitato “Bergamo per Bersani”, crede che le primarie siano un'occasione per riavvicinare la politica alla gente. "Basta litigare, deve vincere il Pd"

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Bersani e Renzi, Renzi e Bersani, ma anche Vendola, Civati, Puppato, Tabacci. Le primarie del centrosinistra stanno monopolizzando l’attenzione dei cittadini tra beghe mediatiche, sui social network, negli incontri sul territorio. Il tutto in un contesto di profonda crisi economica e politica di un paese che sta provando lentamente a risorgere dalle ceneri della crisi. Sergio Gandi, consigliere comunale del Partito democratico, portavoce del comitato “Bergamo per Bersani”, crede che le primarie siano un’occasione per riavvicinare la politica alla gente. “Per il Partito democratico è fondamentale parlare al cittadino, a tutti indistintamente. Con queste primarie dobbiamo colmare l’enorme vuoto che si è venuto a creare tra politica e cittadini”.

Secondo lei, con tutti questi battibecchi e litigi, i candidati stanno cogliendo questa occasione? “Qualcuno la sta cogliendo meglio di altri. Il nostro candidato, Pierluigi Bersani, ha molti rispetto di tutte le posizioni in campo. Sta svolgendo il suo ruolo istituzionale di segretario. Quando inizierà campagna elettorale saprà parlare con la dovuta capacità ai cittadini e alle categorie economiche”.

Lei crede che il Pd a Bergamo sia sul territorio oppure serve uno sforzo maggiore? “Dobbiamo rendere protagonisti i bergamaschi, parlare ai lavoratori, alle imprese. Per questo motivo abbiamo lanciato la campagna “Cento piazze”, è un modo per stare anche fisicamente sul territorio. E’ fondamentale stare in mezzo a chi lavora, a chi soffre la crisi. Ci prenderemo qualche porta in faccia, non sarà facile, ma vogliamo dare delle risposte”.

E’ andato a sentire Matteo Renzi alla fiera? “Sì, perché è un leader del mio partito, non ci sono pregiudizi. Mi ha fatto piacere che tanta gente è venuta ad ascoltare un leader del Pd. Spero che succederà la stessa cosa anche con i nostri candidati”.

Un punto di forza e un punto debole del sindaco di Firenze? “Ha portato grande innovazione nel comunicare il programma, che è comunque in divenire. Allo tempo stesso la sua comunicazione è una bellissima confezione, ma non ho capito cosa ci sta dentro. L’impressione è che ci sia un uomo solo al comando”.

E’ una campagna molto accesa. Sui profili Facebook di esponenti bergamaschi si assiste ogni giorno a un confronto, a un litigio. Non si sta esagerando? “Le beghe sono controproducenti, gli eccessi vanno eliminati. Ci riconosciamo tutti in un ambito che è lo stesso. L’importante è che le polemiche non riguardino le biografie, ma i temi, il merito. Dovremmo parlare di questioni che interessano alle persone che abitano i nostri territori”.

Nel 2014 si vota per il sindaco di Bergamo. Le primarie 2013 possono essere un banco di prova per gli esponenti del centrosinistra che si impegneranno nella sfida? “La Giunta Tentorio lascia un vuoto evidente, spetta a noi fornire una proposta ai cittadini, con tutto il Pd, tutto il centrosinistra, chiamato a fare una proposta. Tutte le campagne insegnano molto, riacquisti una maggiore sintonia tra quello che sei tu e quello che c’è fuori”.

Bersani, Renzi, Vendola, Tabacci, Puppato, Civati. Non c’è un po’ di confusione? “Ci saranno regole in base alle quali si stabilità i presupposti per candidarsi. Uno dovrà dimostrare di essere rappresentativo. Mi fa specie che ci sia un’altissima considerazione di se stessi. Che il Pd esprima un numero così alto di candidati è poco comprensibile. Bisogna aver umiltà di fare un passo indietro”.

I temi sui cui fonderà la sua personale campagna elettorale per le primarie? “Primo: Europa e Stati Uniti d’Europa, con un occhio ai paesi più deboli. Secondo: il tema del lavoro, come fronteggiare la crisi. E’ finito il tempo delle riforme, ora si tratta di creare il lavoro. Terzo, tema dei diritti: legge contro l’omofobia e legge sulle unioni civili, la più avanzata possibile. Quarto: legge elettorale che deve dare la possibilità di scegliere i candidati. Ddl anticorruzione approvato subito con incompatibilità per parlamentari condannati. Rispettare lo statuto del Pd per i limiti di mandato, come fanno i sindaci. Sul lavoro: ho sentito sostenitori di Renzi che dicono che deve rappresentare il lavoro indistintamente. Non è una novità, la diciamo da quando abbiamo fondato il Pd. Partiamo da chi ha subito più di altri la crisi: cassintegrati, precari”.

Quindi chi vincerà le primarie? “Il Pd”.

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Commenti

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  1. Scritto da J.DEM RAPPER DEMOCRATICO

    Io sono per natura diffidente, te capi!?, e dei litigi non mi importa niente,spero di arrivare ad una soluzione del contendere, ma se hanno un accento diverso, cambio idea radicalmente, e magari qualche messaggio lo lascio ammuffire dolcemente solo perchè sono diffidente. POTA. (che dio ce la mandi buona con ste primarie). POTA

  2. Scritto da Antonio, grasso che cola

    Ma è lo stesso Gandi che sosteneva che Marchionne aveva ragione, nel suo rinnovamento del mercato del lavoro, che Ichino era il futuro del PD per le politiche del LAVORO, che Fassina era da sostituire come responsabile economico, che la CGIL sbagliava a non accettare gli accordi Fiat come avevano fatto Cisl e Uil? Mi chiedo cosa vi sia di bersaniano in queste posizioni, e quanto invece vi sia di renziano, visto che Ichino è il suo consulente sulle politiche del lavoro. Forse farebbe bene ad essere meno pretenzioso e più autocritico, visto che ha sbagliato clamorosamente.

    1. Scritto da iscritto CGIL

      Veramente Gandi l’ho sentito con le mie orecchie dire che Marchionne era da sostenere perché avrebbe investito alcuni miliardi nella Fiat, il famoso piano “Fabbrica Italia”. Che poi era ciò che sostenevano anche tanti altri per carità, non gli ne facciamo una colpa, ma è proprio questo ciò che differenzia le persone affidabili da quelli che poi ti piantano in asso. D’altronde oggi queste persone si rimangiano ciò che hanno detto con una certa faciloneria due anni fa, evidentemente allora, dei lavoratori non gli importava molto, era meglio stare dalla parte più facile e più conveniente.

    2. Scritto da roberta

      No Antonio, ti confondi, quello che ha detto: “con Marchionne senza sè e senza ma” è Matteo Renzi.

    3. Scritto da Luca

      Dai Sergio iscriviti alla Fiom. dai diventa compagno di chi lavora.

      1. Scritto da Pino

        Sergio, alla Fiom non alla Fim. Quelli sono compagni di Marchionne…

  3. Scritto da La verità fa male

    Secondo me la semplificazione che descrive le primarie PD come una sfida tra “vecchio” e “nuovo”, pur rozza, descrive la realtà. Bersani si propone come il migliore e il più affidabile della “vecchia guardia”, ha il pregio dell’esperienza e del buon senso ma ha il difetto, nei 20 anni in cui è stato al potere, di non essere riuscito a impedire il disfacimento delle alleanze prodiane e a frenare gli scandali che hanno coinvolto anche il PD. Renzi come tutti i nuovi propone di girare pagina e si fa largo con irruenza e decisione, senza guardare in faccia a nessuno. E’ una classica sfida generazionale. Dalla mia postazione (di destra) la seguirò con l’attenzione che merita

    1. Scritto da GiMi

      E si vede bene che la sua postazione è di destra: è assente la profondità di analisi, mentre è fortemente presente la propensione al luogo comune. Due tra i motivi che hanno condotto al disastro economico il Paese durante i governi di destra nel decennio di inizio secolo. Con questa attitudine, si distragga pure: le primarie del PD non ne risentiranno!

      1. Scritto da La verità fa male

        La “profondità di analisi” era una caratteristica della Prima Repubblica e in particolare di un politicante avellinese, quello dei mitici “ragionamendi”, e non mi sembra che abbia prodotto risultati concreti per la nazione (ha prodotto invece ottimi risultati per lui che ha occupato poltrone per 40 anni). Di “propensione al luogo comune” nella sinistra più estrema ne trova quanta vuole. Detto questo, ho notato che è bastata la candidatura di Renzi per vedere Bersani irritato, la Bindi e la Iervolino che ci vanno giù pesanti, D’Alema non ne parliamo, il che dimostra che quando la poltrona è in pericolo tutti ritrovano la grinta che non hanno mai avuto quando erano al governo

  4. Scritto da Franco

    Bravo Sergio, come sempre ragionevole, serio e concreto. @magister: non le pare che sia lei a parlare per slogan? Gandi rispondeva ad una intervista, non era un programma o una conferenza o un saggio.

    1. Scritto da magister

      Li riempia se le riesce di contenuti concreti quegli slogan, con la sua ragionevolezza, serietà e concretezza, al massimo troverà paliativi che prolungheranno l’agonia o storture che fregheranno sempre le stesse persone, semplicemente la nostra socetà si è espansa al massimo mangiandosi tutto e sfruttando tutto il possibile, deve ripiegare e lo farà che lo si voglia o meno, ma un politico non lo può dire, egli deve far aumentare i posti di lavoro, il PIL, la crescita perenne, un benessere sempre maggiore, si vendono annunci irrealizzabili per mantenere il proprio posto o darsi un’aria da politico ragionevole, serio e concreto.

  5. Scritto da magister

    Dichiarazioni le ultime vuote! L’Europa e il lavoro slogan che non sai come riempire, il mondo va da un’altra parte e non te ne accorgi, ripeti parole d’ordine in bocca a tutti i politici servono solo al giochino della politica.P.S. un occhio ai più deboli, sembri un ricco che fa la carità!

  6. Scritto da nino cortesi

    Caos benedetto.