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Guerra del Cai alle moto: “Segnaleremo gli abusivi sui sentieri bergamaschi”

Continua la battaglia del Cai contro le motocross sui sentieri di montagna. Le semplici proteste si trasformano in segnalazioni puntigliose di tutte le violazioni della legge. Gli appassionati di motocross sono avvisati.

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Continua la battaglia del Cai contro le motocross sui sentieri di montagna. Le semplici proteste si trasformano in segnalazioni puntigliose di tutte le violazioni della legge. Gli appassionati di motocross sono avvisati.

La tutela dell’ambiente e la manutenzione dei sentieri di montagna sono aspetti della conservazione ambientale che rientrano nei principi statutari della nostra Associazione. Da tempo si assiste anche in montagna al passaggio di mezzi motorizzati non autorizzati, e più volte sono giunte nelle Sezioni e Sottosezioni bergamasche CAI segnalazioni da parte di escursionisti che documentano l’incontro con motociclisti, evidenziandone anche il disturbo ambientale, la pericolosità ed i rischi per la sicurezza personale. Nel Febbraio 2011 è stata pubblicata una “Lettera aperta” da parte delle Sezioni e Sottosezioni CAI della Provincia di Bergamo, inviata anche agli Enti ed alle Istituzioni di competenza, che ha sollevato il problema. Esiguo è stato il riscontro da parte delle Istituzioni in indirizzo mentre sulla stampa, cartacea e on-line, è stato ed è tutt’ora riservato ampio spazio al dibattito sulla questione. Oggi si vuole rinnovare la discussione e il confronto su questi aspetti in considerazione della loro attualità. Attualmente la legislazione di riferimento per la circolazione dei mezzi motorizzati su sentieri e mulattiere é costituita dal Codice della Strada e soprattutto, trattandosi di viabilità minore, da diverse Leggi regionali che, in linea generale, fatte salve le eccezioni indicate, ne vietano il transito. In modo particolare, i terreni non ricompresi in alcuna area protetta, sono assoggettati alla L.R. 31/2008, che ai sensi dell’art. 59, c. 3, 4, stabilisce che “sulle strade agro-silvo-pastorali, sulle mulattiere e sui sentieri è vietato il transito dei mezzi motorizzati, ad eccezione di quelli di servizio e di quelli autorizzati in base al regolamento comunale di cui al comma 1”. Aggiunge inoltre che è “altresì vietato il transito dei mezzi motorizzati, ad eccezione di quelli autorizzati dalla Regione, sui terreni appartenenti al patrimonio forestale della stessa, nonché in tutti i boschi e nei pascoli, ad eccezione dei mezzi di servizio”. Nelle aree dei Parchi Regionali vige la L.R. 86/1983 e succ. mod. mentre nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS) la materia è disciplinata dalla D.G.R. 30.08.2008, n. 8/7884, (Misure di conservazione per la tutela delle ZPS lombarde) che nell’Allegato A, lett. o) prevede il divieto dello “svolgimento di attività di circolazione motorizzata al di fuori di strade, fatta eccezione per i mezzi agricoli e forestali, per i mezzi di soccorso, controllo e sorveglianza, nonché ai fini dell’accesso al fondo e all’azienda da parte degli aventi diritto, in qualità di proprietari, lavoratori e gestori”. In sintesi su tutti i tracciati (sentieri, mulattiere, boschi e pascoli compresi in aree protette e no) vale il divieto di circolazione per tutti i mezzi motorizzati, ad esclusione di quelli muniti di apposita autorizzazione. Alla luce di tali considerazioni e della legislazione vigente, le Sezioni e Sottosezioni dell’Unione Bergamasca e della Conferenza Stabile Vallecamonica e Sebino del Club Alpino Italiano ribadiscono l’invito alle Autorità competenti a coordinare le azioni sul territorio, sollecitare iniziative di tutela ambientale e provvedere al rispetto dell’attuale normativa in materia di sentieri. Pertanto si invitano e sollecitano tutti gli Enti competenti

• a stilare ed approvare i Regolamenti comunali (sulla base dei criteri stabiliti dalla Giunta Regionale) che regolano il traffico e, di seguito, a realizzare un’adeguata segnaletica su percorsi di montagna vietati al traffico dei mezzi motorizzati;

• a svolgere efficaci controlli del transito dei mezzi motorizzati non autorizzati su sentieri;

a ricercare le soluzioni più idonee per impedire i rischi alle persone e limitare il negativo impatto ambientale del fenomeno;

• a realizzare fattivi interventi per ridurre i pesanti danni sui sentieri e tracciati di montagna, che vanificano il faticoso lavoro svolto da centinaia di volontari per il mantenimento dell’intera rete sentieristica bergamasca al servizio di tutti;

• a contribuire significativamente alla gestione, manutenzione e promozione dell’intero capitale sentieristico bergamasco, affiancando, sostenendo e integrando l’indispensabile lavoro dei volontari;

• a sviluppare interventi di sensibilizzazione che possano concretizzarsi anche in una campagna permanente di educazione, rispetto e promozione dell’ambiente, del territorio e dell’intera rete sentieristica della Provincia di Bergamo. Infine, si stimolano tutti i Soci e fruitori della montagna e le Associazioni a presentare osservazioni e/o segnalazioni alle Autorità ed Istituzioni competenti, per situazioni e manifestazioni che non rispettino la legislazione vigente. Il CAI si impegna a documentare la presenza di mezzi motorizzati che infrangono la legge accogliendo le segnalazioni che riceverà e inoltrandole alle Istituzioni competenti attraverso una specifica modulistica predisposta.

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Commenti

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  1. Scritto da manuel

    le Valli Bergamasche cono la storia dell’enduro italiano e mondiale,
    fucina di campioni in tutte le epoche,le VALLI BERGAMASCHE sono l’università dell’enduro e dovono essere interdette ai turisti a piedi,grave intralcio per chi, con fatica e sacrificio si allena su questi sentieri.Nessun compromesso con i fighetta con suv e repubblica in tasca che non conoscono nemmeno la differenza tra cross ed enduro,i primi sono criceti i secondi cinghiali.
    Giù le mani dalle valli.

  2. Scritto da Mondiz

    Passano gli anni, e le stesse polemiche vengono ciclicamente riproposte. Provare a pensare che è la legge ad essere errata, no?
    Le oasi naturali, dove finiscono i contributi pubblici ci sono e si chiamano Parchi. E ce ne sono sempre di più. E costa sempre di più mantenerli. Perchè ove non è parco… tutto dev’essere indistamente vietato?? Soluzione? Aree libere e aree vietate.
    CAI, WWF, Ambientalisti ed Ecologisti di vario genere… smettetela di esser così ottusi…. si raggiungeranno risultati decisamente migliori quando capirete che nn solo voi esistete al mondo.

  3. Scritto da luc

    Chissà se i rifugi CAI sono a norma con le leggi vigenti? HACCP, 81/08? E la connessione fognaria? Oppure gli utilizzatori dei suddetti rifugi si riportano a casina tutto, ma proprio tutto. Consiglierei alla federazione Motociclistica di stimolare adeguatamente le ASL di competenza e i nuclei NAS dei Carabinieri per una serie di controlli mirati.Oppure potremmo fotografare noi tutte le macchine posteggiate “ad minchiam” lungo le strade che portano ai rifugi e mandare le foto alla vigilanza urbana. Non potrebbero esimersi dal multarle, sarebbe omissione di atti d’ufficio. Le leggi contro il divieto di sosta esistono, vanno fatte rispettare. O no?

  4. Scritto da no-cai

    il cai è ora che la pianti di credersi il padrone della montagna. la montagna è di tutti. ci vuole una legge che garantisca i diritti di tutti e poi parliamo di farla rispettare, la legge attuale garantisce solo i diritti del CAI.

    1. Scritto da giacomo rota

      La legge attuale garantisce i diritti della natura, che non può essere deturpata perchè c’è qualcuno che vuole fare tutto ciò che gli passa per la testa

      Nel parco delle orobie (ma non solo) è tassativamente vietato usare moto e affini, quindi è ora di smetterla…anche se in italia non c’è l’usanza di rispettare le leggi perchè siamo un popolo di *******, sarebbe il caso di incominciare a diventare una nazione e dei cittadini civili

      1. Scritto da Edo

        le nazioni civili predispongono anche sulle montagne zone adibite al transito di mezzi motorizzati ponendo particolare attenzione anche alle varie tipologie di mezzi.Qui facciamo gli ecologisti sulle montagne mentre tutto il resto può andare a rotoli.La natura esiste anche in pianura e i cittadini dovrebbero cominciare ad essere “civili” a partire da li!

  5. Scritto da Luca

    La buona regola è sempre il buonsenso…peccato che questo venga meno quando ci siano di mezzo i grossi capitali!!
    Nessun problema se vengono distrutte le montagne per fare nuovi impianti sciistici, piste e albergghi in quota. Nessun problema se asfaltano e cementano le vecchie mulattiere e le strado pastorali. E poi vogliamo parlare della caccia? Il vero problema è che siamo “piccoli” ed è facile attaccarci su tutti i fronti! Non abbiamo mai ucciso nessuno, non siamo criminali ambientali, al massimo che possiamo fare è spostare una pietra smossa per poco più di un metro (e personalmente sarei anche ben lieto di rimetterla a posto a fine stagione).
    Se si parla di buonsenso, usiamolo tutti!

    1. Scritto da Damiano

      No ma, guardi, dipende proprio dal punto di vista di cosa si va a fare in montagna: è una cosa più forte di noi (e la passione per le moto, di voi). Se decido di passare la domenica in un luogo di pace, (per staccare dallo stress, per respirare aria buona, per stare in solitudine o andare a funghi), sono disposto a sobbarcarmi anche ore e ore di fatica vera e cammino, pur di avere questa condizione per polmoni e orecchie. Se al posto di questo, mi fate inalare fumo di moto e chiasso assordante, mi chiedo: ma per sgasare e derapare un po’, avete proprio bisogno di venire in certi posti di pace? Non riuscite a smanettare in qualche pietraia lungo il fiume o cava abbandonata? Tutto qui…

      1. Scritto da Mondiz

        E’ proprio questo il problema… anche pietraie lungo fiume e cave abbandonate sono vietate.
        Così come è quasi impossibile burocraticamente individuare e adibire un area per uso motociclistico fuoristrada….
        Sarei ben contento di girare solo in aree consentite… ma se tutto è indistintamente vietato, mi torna un po’ difficile.

        1. Scritto da Damiano

          Comunque i posti di pace e respiro (abbastanza) incontaminato, non andrebbero percorsi in moto. Senza aver niente contro le moto, preferirei (dopo una settimana di lavoro, magari con materiali nocivi, o inquinamento stradale) passeggiare nella natura senza motori a scoppio intorno. Credo che il vostro sia un bel problema, se davvero è vietato dappertutto.

  6. Scritto da max

    Gia’, il,problema e’ proprio quello di fare rispettare le leggi: sabato questo a pesca con mio padre in Val Sanguigno il transito dei motociclisti era continuo. Prima un gruppo di cinque, poi un altro di tre. Tutti rigorosamente senza targa.

    1. Scritto da fabiolino

      Si può pescare in Val Sanguigno?

  7. Scritto da Giuseppe

    Ma pensare invece di regolamentare e fare una sorta di licenza, tipo caccia, possa servire a salvaguardar il fenomeno.. Parla un enduro stanco di continue discussioni…. Notare che in bergamasca non esistono piste di motocross…. Questo è scandaloso….la gente che ha la passione del motocross deve spostarsi per minimo 50 km…

    1. Scritto da Mondiz

      Magari!
      Ma son proprio CAI & Co. che nn vogliono…
      Perchè? A loro mica dan fastidio le moto sui sentieri… a loro da fastidio l’IDEA delle moto sui sentieri…

    2. Scritto da max

      Questa puo’ essere un’idea, e mi sembra anche ragionevole. Purche’ pero’ non sia a carico della collettivita’ e non si utilizzino i sentieri esistenti, sottraendoli all’uso per cui furono creati. Se gli appassionati e le loro associazini provvedessero ad ottenere un’area adatta da privati ed a finanziare lo sviluppo di un percorso, credo nessuno avrebbe di che obiettare.

      1. Scritto da vecchia idea

        sono anni che questa proposta di buonsenso è fatta anche dalle associazioni ambientaliste… ma i motociclisti non vogliono, loro amano cambiare vetta ogni domenica! in più mantenere in ordine un impianto proporio costa caro…. danneggiare qua e la i sentieri pubblici invece no…

        1. Scritto da Mondiz

          Mi creda… è il contrario…..

  8. Scritto da mario59

    Vado spesso in giro per i sentieri, e purtroppo spesso capita che le motocross arrivino a rovinare una bella passeggiata in mezzo alla natura…bisogna farli smettere, se le leggi già esistono vanno fatte rispettare, se non le rispettano, serve aumentare la sanzione economica e l’eventuale ritiro della patente…insomma devono avere paura, così iniziano a godersi un po’ meno le loro scorribande sui sentieri dove non possono andare…oltre a sentirsi maggiormente disincentivati ad andarci.

  9. Scritto da Gaetano Bresci

    Concordo con il CAI, basta con ulteriori sfregi alla natura. Favorire un turismo consapevole e rispettoso del territorio montano e destinare appositi circuiti agli amanti del cross. Siamo sulle Orobie, dannazione, non sulle Montagne Rocciose, non è possibile fare tutto ciò che si vuole….motociclista, si, ma con due dita di cervello.

    1. Scritto da W la Montagna

      Quindi a casa mia no,altre parti chi se ne frega?Miope e inutile soluzione,io esco in mountain bike, tra poco verranno bandite anche queste?Sfregi alla natura?Hanno asfaltato o cementato vecchie mulattiere per consentire accessi a stallini ristrutturati,le piste da sci e i loro impianti non sono sfregi?Le decine di migliaia di auto degli stessi sciatori non sono sfregi?Soldi solo questione di soldi, se un’attività porta soldi va bene, se non porta soldi va male.Se è questo è il metro di giudizio, povera montagna.Disciplinare con regole per scremare gli idioti presenti in tutte le categorie,licenza a pagamento,luoghi e rispetto condiviso.Talebani ecologisti probizionisti di città,no grazie.

  10. Scritto da bene

    molto bene! certo il problema non sono le leggi – che ci sono!- ma il farle rispettare! pochi controlli e spesso inadeguati….
    servono più guardie e sanzioni certe e severe!