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Colonie & mazzette Arrestati due bergamaschi: Zambelli e Mercadante

Nuovi sviluppi nell'ambito dell'inchiesta milanese che vede coinvolta la Borgunitour, controllata dall'Ente turismo sociale italiano (ETSI) a sua volta di proprietà della Cisl di Bergamo.

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Nuovi sviluppi nell’ambito dell’inchiesta milanese che vede coinvolta la Borgunitour, controllata dall’Ente turismo sociale italiano (ETSI) a sua volta di proprietà della Cisl di Bergamo. 

Nella mattinata di lunedì sono stati tratti in arresto con l’accusa di corruzione e truffa in relazione alle colonie estive del Comune di Milano un funzionario dell’assessorato alla Famiglia del Comune di Milano ma residente a Bergamo e già segretario provincaile Uil Scuola, Patrizio Mercadante, il segretario generale dell’Istituto dei ciechi Antonio Picheca e l’allora legale rappresentante della società di viaggi, Dario Zambelli, pure di Bergamo. Arresti domiciliari, invece, per Giulia Pezzoli di Seriate, indicata come una persona di fiducia di Mercadante.

Gli arresti sono stati eseguiti su mandato del gip Anna Vicedomini, con l’accusa di turbativa d’asta e corruzione. Secondo i pm Pradella e Siciliano, sarebbero stati distribuiti 38 milioni di euro di appalti per la gestione delle case vacanza alla Borgunitour di Dario Zambelli, che non aveva alcun requisito per ottenerli. In cambio al funzionario comunale Patrizio Mercadante, che è stato anche responsabile del comitato elettorale dell’ex assessore del Pdl Mariolina Moioli, sarebbe stata versata una «mazzetta» da centomila euro relativa a consulenze fittizie. I militari della Guardia di Finanza di Milano, oltre agli arresti e alla misura interdittiva, hanno effettuato una serie di perquisizioni anche nell’hinterland.

L’indagine era partita l’anno scorso a seguito di un esposto presentato da un concorrente della Borgunitour, società emanazione della Cisl di Bergamo, in merito all’aggiudicazione di una gara d’appalto per la ristrutturazione e la gestione di due case vacanze per ragazzi a Pietra Ligure e a Cesenatico. Mercadante, in particolare, poteva concedere da solo finanziamenti pubblici molto consistenti: nella sua qualità di direttore del servizio minori, sostengono gli inquirenti, aveva da solo potere di firma.

Antonio Picheca, segretario generale dell’Istituto dei Ciechi di Milano e commissario straordinario della fondazione Pini, è accusato di corruzione e truffa ai danni dello Stato. In particolare, stando a quanto si apprende, Picheca assieme ad altri indagati si sarebbe procurato un ingiusto profitto da 50 mila euro in relazione a presunte spese sostenute per il progetto «Uno sguardo sulla città» della Fondazione Pini, concorso artistico di disegno riservato agli alunni delle scuole, nel 2001. In pratica avrebbero truffato il Comune, ottenendo un finanziamento da 50mila euro per un progetto che aveva un costo pari a zero.

L’Ufficio stampa di Palazzo Marino ha confermato che l’oggetto dell’indagine, come appreso dagli organi di stampa in questi mesi, ha origine negli anni del precedente mandato amministrativo, dove il dirigente ricopriva incarichi nel Settore Famiglia e Politiche sociali con la giunta Moratti.

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