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Zerovoglia, su Facebook ecco la grande idea: pagina fan diventa azienda

Trovata di grande successo di quattro giovani bergamaschi: nata per caso sul social network, il gruppo Zerovoglia si è trasformato in azienda di e-commerce a diffusione nazionale.

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La crisi si vince con il coraggio delle idee. Una frase detta spesso da politici e imprenditori negli ultimi mesi. C’è chi questa massima si è stufato di sentirla e l’ha messa in pratica: è Daniele Previtali, 25 anni da Calusco d’Adda, studente in Giurisprudenza e fondatore nel 2009 della pagina Facebook Zerovoglia (394mila fan attualmente) che ha deciso di trasformare un passatempo comune a molti giovani in un marchio di e-commerce nel settore dell’abbigliamento. Con un grande successo.

Daniele ci racconta la nascita di un’ idea, coraggiosa e sfrontata come solo la mente fresca di un giovane può realizzare: “Il nome Zerovoglia è nato davvero per caso. E’ una frase tipica dello slang giovanile –le parole del ragazzo di Calusco-, mi piaceva molto e ho pensato di dedicarle una pagina sul social network. E’ piaciuta a tanti, abbiamo ricevuto un sacco di “Mi piace” da subito e con una crescita esponenziale. Grazie ad altri tre amici di università poi, in una calda serata d’estate tra una grigliata e una buona birra ci siamo chiesti: e se questo successo diventasse un lavoro? Ci abbiamo creduto, abbiamo registrato il marchio e fondato l’azienda. Con ottimi risultati”.

Anche se i primi tempi sono stati difficili, per vari motivi: “Più che altro perché eravamo titubanti per le spese da affrontare e per i tanti uffici da passare per colpa di una burocrazia che invece di aiutare i giovani mette continui ostacoli. All’inizio, per promuoverci, siamo andati in vacanza con magliette molto semplici e notavamo che molte persone si interessavano e chiedevano informazioni. Le diffidenze sono state superate dalla soddisfazione di osservare che molte persone che non conoscevamo compravano e indossavano le magliette Zerovoglia. E’ stato un impatto fortissimo a livello emotivo, ci ha permesso di superare tutte le difficoltà”.

Quattro soci, tutti giovanissimi, che hanno investito insieme circa diecimila, rischiando per il coraggio di sostenere un’idea: “E’ il messaggio che vorremmo far passare ai nostri sostenitori. Abbiamo messo insieme i nostri risparmi, ci siamo divisi oneri e onori, ci siamo dati da fare, ognuno con le sue forze, per coltivare questo progetto. In fin dei conti, abbiamo ribaltato il senso di Zerovoglia: dimostrando che, con passione e voglia, appunto, non esiste niente di impossibile”.

Fondamentale l’apporto di Facebook. “Lo ritengo uno strumento dalle enormi potenzialità –conclude Daniele-, specie per il rapporto di socializzazione che si crea, come nel nostro caso, tra chi propone un’ idea e la comunità che aderisce. Senza questa occasione difficilmente Zerovoglia sarebbe nata”.

Gianluca Mercuri

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Commenti

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  1. Scritto da luciano 60

    bravi,,, bravi,,,, bravi,,,,,al bando le critiche,,, continuate se credete di essere sulla strada giusta

  2. Scritto da 117?

    Notizie su fatturato? Vendite? Ricavi? Ma fatturate?

  3. Scritto da Alain

    un’iniziativa nata da un gruppo di giovani della nostra provincia, che partono da zero e riescono a creare qualcosa di significativo, dovrebbe essere apprezzato. Non capisco alcuni dei commenti ironici. Forse gelosia?

    1. Scritto da Anonimo

      qualcosa di significato??
      “ZEROVOGLIA” non mi sembra un grande messaggio…vabbeh…

  4. Scritto da andrea

    eila ragazzi sono di cuneo grande idea se cercate appoggi qui in zona e oltre fatemi sapere ciao a presto

    1. Scritto da Zero Voglia Staff

      Ciao Andrea, puoi contattarci all’indirizzo mail info@zerovoglia.it ! Grazie, a presto

  5. Scritto da Claudio

    Compliementi, questo è il giusto spirito imprenditoriale che dovrebbe essere di spunto a molti giovani.

    Erano soli e sono riusciti a creare un brand, ecco cari politici prendete spunto da questi 4 ragazzi, loro si che hanno capito cosa vuol dire made in italy!!!!!

    continuate cosi….

    1. Scritto da Dino

      Ho i miei dubbi che siano MADE IN ITALY o magliette fatte da aziende tessili o persone in regola con il fisco operanti in Italia . Trovatemi sul territorio Italiano un’ AZIENDA tessile ancora operativa che fa magliette .

    2. Scritto da Ma ndoè po'?

      Ma scherzi vero?

  6. Scritto da Pulce

    Le vostre creazioni sono magnifiche, originali al punto giusto. (Ovviamente scherzo)

    1. Scritto da Lucky

      …e brava/o pulce… un commento così si addice proprio al tuo nome.

  7. Scritto da PDL?

    Chi sono gli altri 3?

  8. Scritto da Sleghiamoci

    Bravi ragazzi, siete un esempio…Ma a me la cosa che amareggia è quella parte dell’articolo che il ragazzo dice “Più che altro perché eravamo titubanti per le spese da affrontare e per i tanti uffici da passare per colpa di una burocrazia che invece di aiutare i giovani mette continui ostacoli”. Perciò fa riflettere che i bamboccioni non sono i nostri giovani che la voglia ce l’hanno di lavorare e crearsi un futuro, ma i nostri governanti politici che prendono un sacco di soldi senza lavorare dalle nostre tasse per non fare nulla di costruttivo per il nostro paese, infatti sanno fare solo tasse.

  9. Scritto da Giovanni

    Bravi così si fa senza perdersi di coraggio e cercando di sfruttare al meglio idee e tecnologia
    Peccato che per voi lo stato fa poco , anzi solo burocrazia che ostacola e favorisce le cariatidi e le sanguisughe che ruotano attorno al mondo dell imprenditoria
    Comunque bravi e continuate così