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Le due facce del Pd L’incontro pare un match: sul ring Misiani e Gori fotogallery

Il 19 ottobre a Vertova il tesoriere nazionale del Pd, il bersaniano Antonio Misiani e il renziano Giorgio Gori, manager televisivo, spiegheranno "Le due facce dello stesso Pd". Ma l'appuntamento ha tutte le caratteristiche di uno scontro.

Le primarie del Partito Democratico sono fissate per il 25 novembre, ma a Bergamo la competizione Bersani-Renzi sembra essere uno scontro senza esclusione di colpi. Banco di prova sarà l’incontro “Bersani-Renzi, due facce dello stesso Pd” in calendario per venerdì 19 ottobre, alle 20.45 all’auditorium del Centro culturale Testori, in via Convento a Vertova.

A confrontarsi saranno l’onorevole Antonio Misiani, tesoriere nazionale del Pd e sostenitore di Pierluigi Bersani, e Giorgio Gori, il manager televisivo sostenitore di Matteo Renzi. Ad organizzare l’incontro sono il coordinamento Pd della Valle Seriana e i circoli Pd della Media Valle Seriana e della Val Gandino. Se l’appuntamento vuole forse stemperare gli animi e dimostrare che nello stesso partito ci sia dialogo e confronto, dall’altra rimane il fatto che si rimarca la frattura netta tra bersaniani e renziani che in salsa orobica contano pezzi da novanta, appunto Misiani e Gori, tanto per fare due nomi.

La sfida sul futuro del Partito Democratico è aperta, il 19 ottobre i bergamaschi potranno osservare da vicino le due facce di un partito o forse quella di un partito che è un po’ Giano bifronte.

Commenti

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  1. Scritto da Luca

    Spero che i bergamaschi abbiano di meglio da fare!

  2. Scritto da giobatta

    questo o quello per me pari sono

  3. Scritto da LISA64

    anche ilona staller era un voto di protesta
    adesso NOI le paghiamo la pensione a vita
    abbiamo visto l’ultimo sindaco eletto con M5S quanti mesi
    ci ha messo a fare la giunta:Secondo Voi l’italia puo’ permettersi questo?

    1. Scritto da poeraITALIA

      IN TEMPI ANDATI SI E’ PERMESSA DI PEGGIO OGGI NON E’
      MEGLIO E DOMANI FORSE PEGGIO VISTO QUELLO CHE SI VEDE.

  4. Scritto da J.DEM RAPPER DEMOCRATICO.

    Io sono per natura diffidente, non ci posso mica fare niente, io sono per natura diffidente, ed in bocca al lupo ad ogni contendente, non sorrido, non dico ciao, perchè? sono per natura diffidente e non ci posso fare niente, io sono per natura diffidente, quindi posso sparare a zero sul meridione, anche se sono eletto in un partito DEMOCRATICAMENTE, ma non ci posso fare niente, perchè sono per natura diffidente, è sociologia, io isolo, hai un accento diverso? e non me ne frega niente..io sono per natura diffidente oooo yeaaaah by J.DEM..RAPPER DEMOCRATICO!!!

  5. Scritto da nino cortesi

    Sono 40 anni che aspetto che la sinistra vada al potere. E questa è una palese dimostrazione che in Italia non c’è democrazia.
    Bersani e Renzi sono delle volgari maschere di sinistra.
    Ma alle prossime elezioni politiche oltre al mio piccolo voto per Grillo ci sarà anche quel 40% del corpo elettorale che sino ad oggi non andava a votare. Finalmente si scoperchieranno anche le manfrine alla Misiani/Gori.
    Sarà una galoppata irresistibile.
    Finalmente quel 40% vede una luce in fondo al tunnel.

    1. Scritto da Gulp!

      Nino, Grillo di sinistra ? Ma in quale realtà vivi ?

    2. Scritto da mah!

      Lo ha detto lo stesso Grillo che a governare un paese il m5s non è pronto, che il successo che ha, lo ha colto di sorpresa e impreparato. Che il suo intento era di smuovere, far emergere il marcio e le contraddizioni di un sistema malato, ribaltare vecchie logiche consunte e di potere, ed in questo è indubbio che sia stato maestro e “luce”, per noi cittadini e per i partiti che lo hanno saputo ascoltare. Ma da qui a governare, ci passano esperienza ad amministrare, organizzazione, capacità di misurarsi con realtà difficili e contradditorie, compresa quella d’oltralpe. E qui casca l’asino. No, l’Italia in mano a Grillo non ce la metterei mai. E il voto di protesta non mi convince affatto.

    3. Scritto da Rossovivo

      Grillo sarebbe di sinistra, non lo saranno Misiani e Gori ma nemmeno Grilllo, poveri noi che confusione!

  6. Scritto da giobatta

    cara redazione, desidero chiarimenti perché definite gori un “pezzo da novanta del pd”, perché a me sembra un’affermazione azzardata. non mi sembra che il suo curriculum politico possa vantare molte esperienze.

  7. Scritto da Luca

    Quello che sconforta è che questo “scontro” tra Bersani e Renzi non si basa su idee diverse (come nell’esempio citato dei democratici americani) ma ha il saporaccio stantio di uno scontro di potere fine a se stesso che non è quindi sintomo di confronto tra le divesre anime del partito ma di inutile e becera lotta intestina.

    1. Scritto da rodolfo pandolfini

      Anch’io sono d’accordo con Daniela e credo Luca sbagli clamorosamente nell’analisi. Tra Bersani e Renzi è in corso una vera battaglia su due concezioni diverse della politica. Da un lato Renzi è una vera novità per la politica italiana, vuole mettere insieme liberalismo e sinistra (un po’ il modello di Blair) mentre Bersani rappresenta un modello socialdemocratico più tradizionale.

    2. Scritto da daniela

      No,non sono daccordo.Mi pare invece che sia uno scontro tra anime diverse del partito.Sono due leader che provengono da storie diverse e credo proprio (lo approfondiremo nei prossimi giorni ascoltando quello che hanno da dirci sulle questioni concrete) che abbiano punti di vista diversi su alcune questioni cruciali. Mi risulta ad esempio che Renzi condivida la riforma Fornero sulle pensioni (sic) mentre bersani l’ha criticata puntualmente, spiegando anche come avrebbe potuto risparmiarsi, la signora, il casino dei così detti esodati (con la classica gradualità) e quali siano gli effetti negativi della “svista” per le casse dello stato.
      Un esempio, che conferma la mia preferenza per bersani

  8. Scritto da Luciano Avogadri

    Gli americani hanno visto per anni nello stesso Partito Democratico il Reverendo Jesse Louis Jackson con Bill Jefferson Clinton senza menarla tanto per le lunghe. Se ci sono idee diverse allora è un match, se condividono le stesse idee, allora sono conformisti.
    Forse sono i giornalisti a non sforzarsi più di tanto.