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Lavoratori invisibili sciopero e presidio davanti all’Italcementi

I sindacati: “Alta adesione: il 75% dell’organico non varca la soglia di ingresso”. Lo sciopero di 4 ore nella giornata di venerdì 5 ottobre. Dati contrastanti tra sindacati e azienda sul numero degli scioperanti, per Italcementi sono 84 su 837 dipendenti, pari al 10,3%.

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Con una maschera bianca sulla faccia, davanti alla sede di Italcementi in via Madonna della Neve a Bergamo si è formata una fila di lavoratori: sono i 25 dipendenti “trasparenti, gli invisibili” per l’azienda, quelli a cui non si applica la rotazione che sarebbe invece prevista durante la Cassa straordinaria in corso.

Nel giorno dello sciopero di quattro ore in Italcementi, CTG e Calcestruzzi spa, i lavoratori “mascherati” hanno fatto da sfondo alla conferenza stampa che si è tenuta alle 14 di oggi pomeriggio.

All’incontro con i giornalisti, che si è svolto sulla strada davanti alla portineria dell’azienda, hanno partecipato oltre alle Rsa e ai rappresentanti dei sindacati di categoria anche i tre segretari generale provinciali Luigi Bresciani per la Cgil , Ferdinando Piccinini per la Cisl e Marco Cicerone per la Uil.

In tutte e tre le società la mobilitazione è stata proclamata per la mancata rotazione nell’utilizzo della Cassa integrazione straordinaria, per il tentativo di licenziare tre dipendenti e per il mancato avvio di corsi di riqualificazione professionale, malgrado gli impegni presi dall’azienda. “Lo sciopero ha avuto un’alta adesione: stimiamo che il 75% dei lavoratori non abbia varcato la soglia di ingresso, al ritorno dopo la pausa pranzo” hanno detto poco fa Ivan Comotti della FILLEA-CGIL, Umberto Giudici della Filca- Cisl e Duilio Magno di FENEAL-UIL di Bergamo. Durante il presidio e la conferenza stampa è stato distribuito ai passanti un volantino con le motivazioni dello sciopero.

Eccone il testo: “Cara cittadina e caro cittadino, oggi i dipendenti di Italcementi, CTG e Calcestruzzi, scioperano perché: l’azienda non vuole applicare la rotazione prevista dagli accordi sottoscritti presso il Ministero del Lavoro e la Regione Lombardia e continua a lasciare stabilmente in cassa integrazione a zero ore un gruppo di lavoratori; l’azienda ha minacciato addirittura di licenziare 3 lavoratori con licenziamento individuale economico (nuovo art. 18) senza usare la Cassa integrazione straordinaria che prevede esuberi temporanei; l’azienda non rispetta gli accordi sottoscritti in quanto non vuole ancora avviare i previsti percorsi di riqualificazione per far acquisire nuove professionalità ai lavoratori sospesi in cassa integrazione”.

I sindacati hanno anche lanciato una serie di proposte all’azienda: “Proponiamo un percorso di riduzione delle collaborazioni professionali sostituendole con la professionalità dei lavoratori dipendenti; il ripensamento dell’azienda sugli aumenti annui decisi in favore degli amministratori del gruppo incoerenti con lo stato di crisi denunciato; l’immediata rotazione per i lavoratori con mansioni fungibili sospesi in cassa integrazione a zero ore dal febbraio 2012; immediati percorsi di riqualificazione per il rientro dei lavoratori con mansioni non fungibili che dal febbraio 2012 sono in Cassa integrazione a zero ore; l’applicazione nei fatti e non solo a parole dei principi della responsabilità sociale d’impresa”.

In Italcementi dal 26 settembre è in corso anche il blocco delle ore straordinarie (per Calcestruzzi, invece, dal 3 ottobre). Intanto, mercoledì scorso, le segreterie nazionali di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil hanno inviato ad Italcementi una lettera in cui chiedono la verifica sulla gestione della Cassa integrazione.

Italcementi fa sapere che gli scioperanti sono 84 su 837 dipendenti, il 10,3%. 

 

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