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Italcementi: “Mercato giù Contenuto il ricorso alla cassa integrazione”

Il gruppo Italcementi, a fronte di un calo di mercato senza precedenti, evidenzia "come sia stato contenuto il più possibile il ricordo alla cassa integrazione".

Misure rese necessarie da una crisi di mercato senza precedenti, ma attuate con una gestione attenta dei provvedimenti per limitare al massimo il disagio per i lavoratori. Italcementi sottolinea, a fronte dello sciopero indetto dai sindacati, di aver agito correttamente nel ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria resosi necessario dal febbraio 2012 in seguito alla forte crisi del settore dei materiali da costruzione.

Occorre tenere ben presente, infatti, che "nei primi mesi del 2012 si è registrata in Italia una nuova forte diminuzione nelle vendite complessive di cemento – si legge nella nota di Italcementi -. Dopo una contrazione di circa un terzo dei volumi negli ultimi anni, infatti, si è registrata una ulteriore caduta di ben oltre il 20% tra gennaio e giugno 2012 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’andamento del mercato dei materiali da costruzione, del resto, rispecchia la fase molto critica che l’economia italiana sta attraversando, in particolare nel settore dell’edilizia".

Quello delle costruzioni è infatti uno dei comparti più duramente colpiti, con conseguenze che investono tutta la filiera produttiva. In questo complesso scenario, Italcementi ha avviato misure per fronteggiare una crisi rispetto alla quale, nel medio periodo, è difficile intravedere un’inversione di rotta.

"La cassa integrazione presso la sede di Bergamo, dove lavorano oltre 800 persone, ha inizialmente interessato 34 lavoratori – continua la nota – a fronte di un accordo che prevedeva fino a un massimo di 140 posizioni. In questo momento, i lavoratori in cassa integrazione sono 28. Numeri che evidenziano come l’Azienda si sia adoperata per contenere al massimo il ricorso agli ammortizzatori sociali, anche con il richiamo in servizio di lavoratori per altre mansioni. Quanto alla rotazione, si precisa che la stessa è stata attuata tenendo conto delle esigenze organizzative e della fungibilità delle mansioni, che i percorsi di riqualificazione sono già stati effettuati per i lavoratori richiamati in attività lavorativa e che c’è la disponibilità a implementarli ulteriormente, ove se ne presentasse l’opportunità".

Commenti

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  1. Scritto da Andrea 3

    Il comportamento finale dell’azienda svelerà il vero scopo del ricorso alla cassa.

  2. Scritto da Andrea

    Diversamente si è portati a pensare che i dipendenti messi in cassa rappresentino, sotto mentite spoglie, una forma di licenziamento discriminatorio nei confronti di alcuni soggetti che per “varie” ragioni erano indesiderati al gruppo dirigente di Italcementi. In questo caso l’impiego degli ammortizzatori sociali, che richiederebbe un’attenta valutazione da parte dell’azienda e dello Stato che li concede, per risolvere dei problemi interni sarebbe da considerare assolutamente deprecabile. Tali problemi, qualora non palesati ai sindacati, avrebbero dovuto essere risolti con altre forme di cessazione del rapporto di lavoro diverse dalla CIGS.

  3. Scritto da Andrea

    Italcementi Group dovrebbe rendere pubblico il suo bilancio finanziario dimostrando pubblicamente come la mancata rotazione di 25 dipendenti in CIGS, attualmente in carico all’INPS, possa avere determinato il risanamento dei problemi di bilancio delle società CTG e Italcementi.

  4. Scritto da nino cortesi

    Ma gli scorsi anni l’Italcementi aveva guadagnato miliardi a palate.

  5. Scritto da user

    Forse Dovreste osservare le notizie presenti oggi sul GIORNALE DI BERGAMO e RAI 3. Sono stati pochi gli impieghi di cassa, molti sono andati via perchè il clima interno è diventato incerto e pesante. Ma questi VOLONTARI non fanno numero. Quello che i lavoratori lamentano è la mancanza di un dialogo aperto e il rispetto degli accordi. In merito al discorso fungibilità lasciamo perdere…..