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Impianti di Colere Confesercenti. “Un tavolo per affrontare la crisi”

Impianti di Colere a rischio chiusura con gravi danni al turismo "bianco" e una ferita gravissima al territorio scalvino. Confesercenti Bergamo chiede di aprire un tavolo tecnico con la Provincia per gestire la crisi".

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Il settore “bianco” rappresenta una fetta importante dell’offerta turistica bergamasca. La paventata chiusura degli impianti sciistici di Colere provocherebbe una ferita gravissima al territorio scalvino.

“Servono interventi per tamponare il rischio default – sottolinea Giacomo Salvi, direttore di Confesercenti Bergamo – non solo per scongiurare il pericolo della chiusura degli impianti, ma soprattutto per sostenere la prospettiva di rilancio dei comprensori sciistici come auspicato dalla Regione Lombardia con il previsto collegamento tra la Valle Seriana e la Valle di Scalve. Per questo richiamiamo la società che gestisce gli impianti e le istituzioni, in particolare la Provincia, ad aprire urgentemente un tavolo tecnico straordinario per gestire in modo coordinato la crisi in corso. Siamo infatti di fronte a un bivio: rassegnarsi al fallimento del prodotto turistico Valle di Scalve o impegnarsi per risollevarlo e rilanciarlo. Senza un’intesa tra pubblico e privato, in assenza di adeguate politiche pubbliche di riqualificazione concertate, potremo solo arrenderci all’eventualità peggiore”.

Oltre alle evidenti ripercussioni occupazionali e all’impoverimento del tessuto imprenditoriale, il declino della stazione porterebbe con sé il crollo dei valori immobiliari. Le difficoltà in atto richiamano anche il tema dell’ampliamento dei servizi turistici come ingrediente fondamentale per accrescere l’attrattività di un territorio. In quest’ottica, è necessario che anche gli operatori turistici facciano la loro parte.

“Alle nostre montagne – aggiunge Salvi – servono idee di marketing innovative, centri benessere e spa, alberghi e ristoranti in grado di aggiungere valore alle piste dei nostri comprensori. Solo così sarà possibile intercettare le tendenze e le aspettative del mercato”.

Per elaborare una strategia vincente, occorre tener conto soprattutto di tre fattori: l’arrivo dei turisti stranieri, la crescita dei soggiorni brevi e la ricerca sempre più esasperata di pacchetti, promozioni, sconti. Conoscere le lingue, trasformare il servizio alberghiero e ricettivo e renderlo più flessibile alla richiesta di ospitalità “mordi e fuggi”. Queste, oltre alla necessità di lavorare in sinergia per proporre offerte sempre più competitive, sono le risposte che nell’immediato gli operatori possono e devono dare.

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Commenti

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  1. Scritto da pino

    che sciare sia costoso e che tanti oggi non se lo possano permettere è stravero ma molti non se lo potevano pemettere anche prima ma le piste, durante i periodi natalizi e di inizio anno, erano strapieni.
    Oggi c’è un ritorno alla realta

  2. Scritto da Alice

    ma scusate… chi riesce ad andare a sciare di questi tempi? è costoso, mi sembra ci siano altri problemi nel paese o no? faranno i sacrifici anche quelli di colere come tutti….

  3. Scritto da Arianna

    Purtroppo a Colere non è mai stata fatta nessuna promozione nè campagna publicitaria per favorire il turismo , anzi diciamo che finchè non sono arrivati al limite della chiusura i coleresi e gli operatori degli impianti hanno tenuto atteggiamenti poco cordiali e inospitali verso gli sciatori trascurando tutto ciò che serve per attirare i clienti…adesso è un pò tardi per ricredersi e correre ai ripari….anche se io mi auguro che non si chiudano gli impianti perchè nonostante tutto le piste sono piacevoli e divertenti…

    1. Scritto da max

      Condivido, a Colere gli operatori degli impianti ma anche ristoratori sulle piste sono tutto tranne che cortesi.

  4. Scritto da laura

    Il comprensorio serve in prospettiva per essere competitivi, ora serve marketing per resistere alla crisi e gli enti dovrebbero supportare una campagna pubblicitaria favorevole a portare turisti sulla neve. questo occorre adesso per sopravvivere poi il comprensorio

  5. Scritto da elisa

    esatto, non servono mega centri benessere ma solo piccole spa come in trentino magari gestite da due alberghi confinanti anche da realizzare ex novo

  6. Scritto da Mauro

    È necessario unire i comprensori e proporre agli sciatori alternative valide ed economiche rispetto ai vicini di casa bresciani o della Valtellina.basta guardare cosa era il Tonale 10 anni fa e cosa è oggi.Ma quando i soldi c’erano i nostri comprensori hanno pensato ognuno per sé, diritti per la loro strada con i paraocchi. Adesso che hanno capito che la sinergia è fondamentale per la sopravvivenza i soldi non ci sono più…. Se non fossi bergamasco direi…Ghe stà bè!Invece è una sconfitta per tutti e noi asciare andremo altrove.

  7. Scritto da viva le valli

    i centri benessere tipo spa o pseudo terme servono e ci sono strutture belle grandi tipo albergo miramonti (gromo ) oramai chiuso che potrebbero rilanciare la valle

  8. Scritto da maurizio

    La parola marketing è sconosciuta nelle valli bergamasche. Non esiste nel loro vocabolario. Oggi non si può prescindere dal marketing. L’immagine è tutto. Si può vendere tutto, proprio di tutto, con la pubblicità giusta. Ma guardate solo lo stagionale in prevendita a Lizzola a 149 euro con la possibilità di sci in notturna inclusa. Ne sapete qualcosa voi? E’ un’offerta fantastica ma non la sanno divulgare se non in alta valle. Così facendo la disfatta ed il fallimento sono inevitabili

  9. Scritto da elisa

    Finalmente un ritorno alla realtà. Servono azioni poco costose e più incisive. Abbiamo milioni di persone che risiedono a meno di 100 km dalle nostre orobie. Perchè non puntare ad operazioni di promozioni a vasto raggio per attirare queste persone, coinvolgiamo le istituzioni portiamo scuole almeno per quest’anno sulle nostre piste. Non abbiamo i denari per programmare grossi invesitimenti. Il baratro è alle porte. Favoleggiare su fantomatici comprensori come si farà stasera a valbondione non serve a nulla

  10. Scritto da lucia

    Serve senso della realtà: non abbiamo risorse sufficienti per pensare in grande.
    Dobbiamo prendere atto che il servizio che possiaamo offrire è di bassa qualità. Nel breve non possiamo far altro che contenere i danni atttraverso una sapiente operazione a vasto raggio di marketing e pian piano reinvestire il poco che frutterà sul miglioramento qualitativo dagli alberghi attualmente fatiscenti ai rifugi

  11. Scritto da giulio

    Concordo: non serve fabulare sul comprensorio sciistico ormai utipico.
    Servono idee di marketing innovative, centri benessere e spa, alberghi e ristoranti in grado di aggiungere valore alle piste dei nostri comprensori. Solo così sarà possibile intercettare le tendenze e le aspettative del mercato.

  12. Scritto da w la montagna

    Io da imprenditore non investirei nemmeno un cent nelle società di risalita, lo sci ormai è uno sport per pochi costa troppo, la neve scarseggia e poi bisogna tenere in considerazione la crisi economica che sta attraversando l’Italia e l’Europa. Quest’inverno la vedo grigia.