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Poste, vincono i sindacati sospeso lo sciopero e la chiusura nelle valli

Sottoscritto accordo per fermare le iniziative aziendali in corso. E' stato sospeso lo sciopero del 12 ottobre e scongiurata la chiusura degli uffici nelle valli bergamasche.

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Svolta positiva nel confronto tra Poste spa e sindacati. Dopo ventiquattro ore di serratissimo negoziato e una ”durissima lotta” i sindacati di categoria sono riusciti a sottoscrivere un accordo per ”fermare tutte le iniziative aziendali in corso”.

Ovvero il piano di ristrutturazione che prevedeva per la più grande azienda di servizi italiana 10 mila esuberi e drastiche chiusure di uffici postali in tutto il territorio. Un risultato tutt’altro che scontato sostenuto attraverso manifestazioni, blocco degli straordinari e l’annuncio della proclamazione di una giornata di sciopero nazionale per il 12 ottobre, oltre ad incontri con enti locali, assemblee tra i lavoratori ed una vasta opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

”Siamo riusciti a riaprire un confronto finora negato – commenta con soddisfazione Mario Petitto, segretario generale Cisl Poste – e a fermare così le pesanti riorganizzazioni avviate unilateralmente da Poste Italiane sul recapito, nei Cmp e nella sportelleria, centrando così, di fatto gli obiettivi delle nostre rivendicazioni. Un risultato importante, dunque, che supera le ragioni delle mobilitazioni in atto e che, pertanto, ci ha portato a sospendere ogni iniziativa di lotta territoriale e nazionale”.

In questi ultimi mesi l’azienda si era impegnata nell’implementazione di due progetti riorganizzativi di una certa rilevanza, che avrebbero coinvolto tutto il mondo postale, da una parte il settore della corrispondenza dall’altra gli uffici postali esistenti sul territorio, con conseguenze molto negative non solo per i lavoratori postali ma anche per l’intera collettività. Infatti tali progetti riorganizzativi, miranti solo al taglio dei costi, prevedevano esuberi in ogni settore, senza tenere nella dovuta considerazione la qualità dei servizi offerti alla clientela.

Nel settore della distribuzione della corrispondenza, che ad oggi subisce già fisiologicamente un repentino e consistente calo dei volumi, il progetto riorganizzativo, prevede un forte taglio degli operatori addetti alla distribuzione, producendo come dato più evidente per tutti un forte calo della qualità del servizio, dato che già oggi sta producendo un forte disagio della collettività, che sempre più spesso si vede recapitare la corrispondenza a giorni alterni o a periodi alterni, per la forte carenza di personale.

“Una carenza ancora più evidente fra gli addetti agli sportelli degli uffici postali – -sostiene Gabriella Tancredi,segretario generale di Slp Cisl Bergamo -. Un dato che l’azienda cerca di contenere dichiarando improduttivi alcuni uffici (soprattutto quelli che servono la clientela dei piccoli comuni come quelli delle valli bergamasche) e chiudendoli anziché intervenendo con soluzioni che mirino ad uno sviluppo aziendale che tenga conto della qualità del servizio e delle esigenze della collettività. A Bergamo aspettavamo con grande preoccupazione quest’intervento che avrebbe portato alla chiusura, definitiva o a giorni alterni, di alcuni uffici come quelli dei comuni di Premolo, Colere e Gorno nelle valli e di Crespi d’Adda nella pianura. Con altrettanta soddisfazione oggi accogliamo il risultato della trattativa nazionale che prevede la sospensione di ogni iniziativa aziendale fino almeno alla chiusura ( e vedremo in che modo) del confronto con le Organizzazioni Sindacali.

Una trattativa che dovrà entrare anche nel merito di alcuni problemi che da tempo denunciamo senza trovare risposta, come la forte carenza di personale (aggravata sempre più dal mancato turn-over e dalle forti uscite incentivate, leggi Esodati), l’insufficienza della rete informatica degli uffici postali che spesso costringe a lunghe code a causa di blocchi improvvisi, la mancanza della strumentazione più elementare. Da questa trattativa, che apre una nuova stagione in Poste Italiane, ci si aspetta una soluzione ai molti problemi, come riconoscimento delle fatiche di cui i lavoratori postali da oltre 10 anni si sono fatti carico, per compensare l’inefficienza gestionale ed organizzativa di un management che analizza e guarda i problemi con una visione a corto raggio, senza occuparsi veramente del futuro di quest’azienda”.

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