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“Due mondi” all’Hangar 73, momenti di pura magia

IN CONCERT ! cronaca a volte seria, a volte meno, di concerti nei locali della nostra provincia di artisti noti e non.

IN CONCERT ! cronaca a volte seria, a volte meno, di concerti nei locali della nostra provincia di artisti noti e non

Giudizio:

*alla terza canzone volevo andarmene

**era meglio andare al cinema;

*** niente male!

**** bene , bravi ,bis!

***** epocale!

Giorno: Domenica, 30 settembre

Luogo : Hangar 73, Orio al Serio

ARTISTA : Due Mondi

Giudizio: ****

Inutile negarlo! Massimo Numa è un mio amico ed è per bene, uno sincero, che ama la musica e la fa senza secondi fine se non quello di far star bene quelli che lo ascoltano. Quindi impossibile per me resistere al richiamo di un concerto dei Due Mondi, uno dei gruppi in cui suona, all’Hangar 73 in una serata dedicata al repertorio di Lucio Battisti. Vorrà dire che mi perderò il posticipo di serie A, la Domenica Sportiva con grande gaudio di Chiara. Così eccomi arrivare puntuale alle 20,30 all’ “Hangar” dove ho la mia prima sorpresa: il parcheggio è pieno! “Strano” penso, probabilmente viene utilizzato anche da qualche azienda. Ma non è così. Appena entro il colpo d’occhio è bello. Il locale è pieno di gente. Sono contento, i Due Mondi se lo meritano. La prima persona che incontro è proprio Massimo, con la sua sagoma imponente e il suo viso che sprizza simpatia. Mi accomodo ad un tavolo dove incontro i miei amici, già tutti piazzati e pronti ad intonare i cori, battere le mani , ballare. Un colpo d’occhio al pubblico. Beh! l’età non è proprio verde, diciamo dai 40 in su, con qualche (più) giovane sparso qua e là, abbigliamento nella maggior parte dei casi informale, qualche eccesso, ma pace. L’atmosfera è serena, allegra. C’è un po’ di curiosità Il gruppo ha preparato nuovi brani. L’attesa non è lunga, dopo una cena niente male, alle 9 e 30 i Due Mondi salgono sul palco. Al centro Massimo Numa, guardando il palco alla sua sinistra il tastierista (bravissimo e simpatico) Andrea Vass, dietro un vero e proprio rullo compressore, Piero Carrara (batteria), alla destra il “motore” Jacopo Giuliano (basso) sostituto di Beppe Castelli, e sulla stessa linea di Massimo, alla sua destra, Federico Piazzoli alla chitarra . Bello l’inizio con Ancora Tu resa in una versione grintosa e ritmata che aiuta a sciogliere il ghiaccio ma è con la successiva La Collina dei Ciliegi che il concerto raggiunge uno dei suoi momenti più emozionanti. Il brano di per sé bellissimo è interpretato con convinzione e trasporto da tutta la band e il risultato ne è la ovvia conseguenza. Seguono due composizioni minori ma sempre di alto livello come Un Uomo che ti Ama e soprattutto Dove arriva quel cespuglio, ma si riparte con hit più conosciuti ed è la volta di Innocenti Evasioni, Una Donna per Amico (una delle mie preferite) ed il pubblico inizia a ballare, ed Anna. Massimo chiede alle cantanti di altri gruppi musicali presenti in sala di fare da coro: non aspettavano altro. Poi un’altra canzone “minore” (ma l’aggettivo forse non è quello giusto) Questo Infermo Rosa. Non la conosco ma il mio amico Max e poi Raffaella si rivolgono a me dicendomi della bellezza di questo brano: ed è così, è veramente poesia. Ma dove ero in quei tempi? È la volta de La Luce dell’Est cantata in coro dal pubblico, che introduce il momento più emozionante del concerto. Massimo presenta Massimo Luca stretto collaboratore di Lucio Battisti sin dagli esordi e protagonista di alcune parti musicali tra le più note del suo repertorio. Massimo (Luca) è uno di noi, impacciato fa una battuta sul passare degli anni e sui segni che lascia sul corpo (il suo, nel caso), ma è emozionato e lo dice. Imbraccia l’acustica e parte con I giardini di Marzo: la voce è un po’ rigida, deve carburare e sciogliersi, il pubblico lo aiuta tributandoli un sincero applauso durante l’intermezzo strumentale. La versione è minimalista, fatta più di silenzi che di musica, ed è ipnotica e lui ha un gran carisma. Rinfrancato parte con L’Aquila e poi con Il mio Canto Libero, e sono 5/6 minuti di pura magia. I Due Mondi qualche passo indietro assistono in una rispettosa emozione. Si riparte con il gruppo e con il ritmo di Si viaggiare, coinvolgente come sempre, cui fa seguito Una giornata uggiosa. Massimo (Numa) si dimentica all’inizio le parole ma, per parafrasare Lucio Battisti, “la prende un po’ così”, tutti sorridono e così si va avanti proprio con Prendila Così, Nessun Dolore e, aspettata da tutti, Il nastro Rosa accolta da un sincero applauso. È il tempo del medley con alcune delle prime e più note canzoni di Lucio Battisti (29 settembre, Un’avventura , Acqua azzurra e Acqua Chiara, Il Tempo di Morire, Fiori Rosa e Fiori di Pesco, 7,40, Eppur mi son scordato di te, Dieci ragazze). Massimo è scatenato: sale sull’impianto luci, sul bancone del bar e cerca di coinvolgere tutto il pubblico, riuscendoci perfettamente. Siamo arrivati alla fine con La canzone del Sole cantata in coro dal pubblico e Mi ritorni in Mente. Il pubblico è tutto in piedi e tributa il giusto riconoscimento ai musicisti, tutti straordinari e comunicativi. È oramai mezzanotte mi avvio all’uscita. Chiara mi chiede se mi sono divertito e se l’indomani sarà un giorno pesante. Le rispondo “Non lo so”, lo spread, l’IMU, i Concordati possono aspettare almeno per questa sera.
Brother Giober

Commenti

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  1. Scritto da duca

    Grande recensione … perché tutto vero; non un filo di enfasi di troppo … Bravi ai “Due Mondi” …. coinvolgere gli altri nelle proprie passioni è un grande pregio … Attendo con ansia anche i …..”TreMendi”.