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Contro la diffusione delle dipendenze una cena a “filiera corta”

Organizzata da A.I.D.D. Onlus, Associazione italiana contro la diffusione delle dipendenze, per la cena di solidarietà a “filiera corta” musica, beneficenza e cibi locali a km zero per la serata del 5 ottobre ad Alzano Lombardo, al Ristobio di Viale Piave.

La serata, organizzata da A.I.D.D. ONLUS, Associazione italiana contro la diffusione delle dipendenze, con il Patrocinio del Comune di Bergamo e con il sostegno di Coltivatori Diretti, e Ristobio, prevede una cena benefica a partire dalle 20, per il reperimento di finanziamenti che saranno utilizzati per la realizzazione nelle scuole medie inferiori di corsi, gestiti da psicologhe e psicopedagogiste, per prevenire il disagio giovanile , operando in stretta collaborazione con insegnanti, alunni e genitori.

Nell’occasione sarà affiancata dall’Associazione Genitori Atena, che ha come mission: sostenere la responsabilità educativa dei genitori nei confronti dell’abuso da alcool, promuovere un sano stile di vita nei giovani, sviluppare i rapporti con le Istituzioni. Il menù prevede interamente prodotti locali: come polenta di grano saraceno con funghi e taleggio di Vigolo, risotto al Valcalepio e lasagnetta con formaggella Valle Scalve, brasato di manzo con purè di patate di Martinengo, crostata con farina di farro e marmellata di more. I vini: vino rosato-Rosè, Valcalepio rosso, Bianco Plato, e spumante Carillon. Il contributo è di 35 euro.

L’associazione A.I.D.D. Onlus, nata nel 1977 per iniziativa dei Lions e Rotary, si occupa di prevenzione primaria del disagio giovanile e specificatamente di lotta all’alcolismo giovanile e al consumo di droga.

“Prevenire le devianze giovanili è un dovere poiché il fenomeno della diffusione dell’alcolismo e della droga tra i giovanissimi rischia di andare fuori controllo – spiega il Responsabile a Bergamo Fabio Bergamaschi -. I dati recentemente diffusi parlano chiaro: secondo l’Istat il 13,6 per cento degli 11-15enni (392 mila persone) consuma alcol e si abbassa l’età del primo bicchiere: accade nel 3,5 per cento dei ragazzi tra gli 11 e 15 anni, nel 15,8 tra i 16 e i 17 anni e nel 29, 4 per cento tra i 18 e i 24 anni. Non è più solo un’abitudine del weekend come dimostrano i dati dei ricoveri in ospedali per gli effetti tossici da alcol poiché nel 2010 il numero degli under 14 ricoverati per intossicazione alcolica è aumentato del 28 per cento”. La nostra provincia non fa eccezione e per questo il dialogo con i giovani deve avvenire all’interno delle scuole.

Le prenotazioni allo 3356163609 Fabio Bergamaschi – 3400500574 Gigi Vegini.

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