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Valbrembo, caso Agosti Sindaco al contrattacco “Chi ha sbagliato pagherà”

Dopo le accuse piovute su «Caso Agosti» la maggioranza svela la propria versione, e minaccia vendetta per le calunnie subite. Nella seduta svoltasi lunedì sera ha tenuto banco il «Caso Agosti», che ha visto per settimane la giunta di maggioranza accusata per quella che è stata definita «una gestione per nulla limpida dei servizi sociali».

Serata di fuoco a Valbrembo, e Consiglio comunale sul piede di guerra. Nella seduta svoltasi lunedì sera ha tenuto banco il «Caso Agosti», che ha visto per settimane la giunta di maggioranza accusata per quella che è stata definita «una gestione per nulla limpida dei servizi sociali». Ultimo punto all’ordine del giorno, quindi, l’interpellanza congiunta delle tre minoranze (Forza Valbrembo, Polo Civico e Gruppo Misto) composta da nove quesiti rivolti al sindaco leghista Claudio Ferrini.

IL RIBALTONE  Contro ogni pronostico, Ferrini ha ribaltato la situazione, rispondendo a tutte le domande e lasciando la sede del consiglio comunale aperta a tutti i cittadini presenti, sebbene le normative consentissero di segretare l’ultima frazione della seduta. Della lettura dell’interpellanza è stata incaricata la consigliera di minoranza Ambrosini (Polo Civico), in accordo con il resto dell’opposizione, che ha ribadito il contenuto del volantino diffuso per il paese, con le accuse che da tempo pendono sull’operato della maggioranza, forte dell’Esposto alla Procura della Repubblica con cui sarebbero state denunciate presunte irregolarità.

FERRINI AL CONTRATTACCO «Le pratiche relative alla concessione dei contributi sono istituite dall’ufficio dei Servizi Sociali che ne definisce gli importi di concerto con l’assessore sulla base della valutazione delle diverse necessità e, dopo aver accertato la copertura finanziaria, il responsabile fa redigere la determina che viene da lui firmata. È iter normale di un’amministrazione pubblica». Sempre secondo la risposta data dal sindaco, sarebbe stato fornito alla Procura della Repubblica «un malloppo alto quattro dita di rapporti, lettere ufficiali, delibere, determine, mandati di pagamento, ricevute ed attestati di movimenti bancari che dimostrano l’infondatezza e la falsità di tutto quanto sostenuto nella lettera firmata (e indirizzata alla Procura ndr)» che le minoranze hanno poi diffuso nel volantino a tutta la popolazione.

LE OPERAZIONI BANCARIE: LIMPIDE COME IL GIORNO «Il giorno 03/02/2012 (la signora in questione ndr) si recò in comune dove consegnò la somma all’addetta ai Servizi Sociali che telefonò all’assessore Luciano Nervosi, garante assieme all’assessore Edoardo Mazzoleni, per l’apertura di un contocorrente a lei intestato presso un Istituto Bancario di Valbrembo, operazione altrimenti impossibile per l’opposizione della direzione della banca stessa, confermandole l’avvenuta consegna di 650 euro e precisando che alla cifra esatta mancavano ancora 3,67 euro, dati di tasca propria dallo stesso assessore Luciano Nervosi. Come da accordi la dipendente fece pervenire la somma alla Caritas di Villa d’Almé che rilasciò conferma di pagamento il giorno stesso»

PROMESSE E MARETTA La fine del consiglio ha lasciato l’amaro in bocca, ma anche un messaggio finale di Ferrini rivolto a tutti coloro che lo hanno accusato: «chi ha sbagliato pagherà». Le discussioni si sono poi prolungate ad oltranza nella sala consiliare, evidenziando davanti ai presenti l’insanabile frattura tra maggioranza e opposizione.

Commenti

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  1. Scritto da pinco

    Scuste…..ma che cosa ha ribaltato il sindaco????
    hanno confermato tutto, dalla propietà della cucina al far girare soldi in contanti negli uffici comunali, dice che ha rilasciato un mandato di pagamento? BENE allora come fa un assessore nonchè vice sindaco a firmare una delibera di giunta per un contributo finalizzato a pagare la cucina usata di sua proprietà????

    1. Scritto da Palla

      Sono dei dilettanti allo sbaraglio. Hanno giá in casa la finanza per aver erogato 25 mila euro su lavori non fatturati, e si perdono in queste scemenze facendo circolare denaro contante in comune a pagamento della cucina del vicesindaco senza seguire le normali regole di un ente pubblico.
      Si paga con mandati ed impegni di spesa. Capito, signori amministratori leghisti, non con denaro contante ricevuto da una indigente.Certo liquidare con un mandato al vicesindaco non é il massimo.

  2. Scritto da A casa!

    Situazione ormai inaccettabile!

  3. Scritto da Luigi

    C’è anche il mandato di pagamento all’assessore per la cucina venduta alla indigente?