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La crisi colpisce anche il settore beverage Si salva solo la birra

L’indagine periodica realizza da Cda, il consorzio distributori alimentari, fa emergere un quadro tutt’altro che rassicurante per il settore del beverage: Lombardia leggermente in positivo ma lontana dai numeri degli anni passati.

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L’indagine periodica realizza da Cda, il consorzio distributori alimentari, fa emergere un quadro tutt’altro che rassicurante per il settore del beverage. In una stagione estiva caldissima, come quella che ci siamo appena lasciati alle spalle, i consumi di bevande fuori casa sono calati dello 0,76% in Italia: la Lombardia va in controtendenza sul dato nazionale ma il +1,45% a valore e il +0,50% a volume non sono numeri che possono essere considerati in maniera totalmente positiva se si pensa alle condizioni climatiche del quadrimestre maggio-agosto.

Cda è il più importante gruppo indipendente italiano di distributori di bevande, che da solo rappresenta oltre l’12,5% del mercato italiano della distribuzione di liquidi alimentari ed è in grado di tracciare periodicamente un quadro preciso e dettagliato dei consumi fuori casa, rilevati su un campione di oltre 20.000 pubblici esercizi.

L’unico dato davvero positivo evidenziato da Cda è quello relativo dal consumo di Birre, in aumento del 3,53%. In rialzo, ma ben lontano dalle percentuali fatte registrare nello stesso periodo degli anni scorsi, il consumo di acque minerali e bibite gassate (+1,38% e +1,70% a volumi). In negativo il consumo delle bibite piatte (the freddi e bibite a base di frutta) che con -0,29% va in controtendenza rispetto all’andamento nazionale.

“Per il settore beverage – commenta Lucio Roncoroni, direttore di CDA – archiviato ormai il periodo estivo, diviene più difficile pensare che l’ultimo periodo dell’anno possa modificare un andamento decisamente negativo. Il 2012 verrà ricordato più per una situazione di crisi palese che per l’estate torrida che abbiamo vissuto. Il settore deve ripensarsi e riflettere su quali azioni intraprendere per affrontare una situazione che ad oggi non ci consente di contare su elementi che possano oggettivamente farci pensare che il prossimo anno sia decisamente diverso. In questo percorso riteniamo che lo stesso non possa prescindere da un rapporto di collaborazione diverso all’interno della filiera.”

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Commenti

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  1. Scritto da Luppolo

    E’ una crisi a catena. Meno drinks meno cocktails, meno cocktails meno alcool, meno alcool meno movide, meno movide meno bottellon, meno bottellon meno sballi, meno sballi meno incidenti, meno incidenti meno morti e feriti. Ci perdiamo tutti così: le pompe funebri, i fioristi, i celebranti, le assicurazioni, i venditori di carrozzelle e stampelle, gli ortopedici, i Pronto Soccorso, le ambulanze, i bar, le multinazionali delle bevande, le fabbriche di vetro, i viticultori e orzocultori ecc. ecc. Bevete ragazzi, altrimenti molti di voi perderanno il posto….se l’hanno!

  2. Scritto da Andrea Lombardi

    Non mi stupisce, non so se siano contemplati ma i cocktail come si fanno a pagare 7-8€? Con le birre forse ancora ancora ce la si può fare, ma ora anche quelle arrivano a 5€ in molti posti, e certamente potranno solo aumentare.
    Qualcuno sicuramente ci marcerà anche su questi prezzi, ma con la politica economica di questo governo il settore delle bibite sarà solo uno dei tanti a giungere a questo epilogo.
    Quando costeranno troppo io smetterò semplicemente di comprarle risolvendo il mio problema, ma se come me faranno in tanti.. un po’ di gente rimarrà a spasso.

  3. Scritto da Alberto

    Sarebbe ora di valorizzare (e acquistare) maggiormente le produzioni locali e nazionali di birra, ormai ad un livello qualitativo davvero eccellente, magari riducendone un pò i prezzi.