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Ilva, Rocca “bombarda” la magistratura: “Non può fare politica industriale” fotogallery

Gianfelice Rocca, patron di Tenaris Dalmine, interviene sul palco di Confindustria Bergamo e lancia un attacco alla magistratura sul caso Ilva: "Non può decidere la politica industriale di questo Paese"

"Quando vediamo che la Germania produce migliaia di tonnellate di acciaio e noi abbiamo il caso Ilva, beh, non posso esimermi dal dire che non deve essere la magistratura a fare la politica industriale di questo Paese". Il tono pacato di GianFelice Rocca nasconde una bomba ad orologeria che esplode sull’Assemblea di Confindustria Bergamo.

Sono le 11.38 di lunedì 1° ottobre, quando Carlo Mazzoleni, presidente di Confindustria Bergamo invita sul palco il padrone di casa, GianFelice Rocca, che ha ospitato l’assemblea confindustriale alla Tenaris Dalmine. Rocca rammenta i momenti duri, in particolare il bombardamento del 1944, quando la Dalmine seppe riprendersi e ricostruire. E subito passa all’attacco: “Sul caso Ilva, la magistratura non può dettare la politica industriale di questo Paese”.

Il signore distinto, dai modi inglesi, dal tono pacato e gentile non usa mezzi termini. Da capitano di industria con siti produttivi in tutto il mondo evidenzia i lati deboli del sistema produttivo dell’Italia.

“Dobbiamo creare delle imprese che sopravvivano al loro imprenditore – afferma Rocca –. L’intervento del nostro amministratore delegato, Luca Zanotti, vi dà la misura dei manager che salgono a bordo di Tenaris Dalmine: persone che non hanno solamente una competenza, ma anche un’etica professionale”.

Poi ricorda che l’Italia ha una densità scientifica al 75% rispetto alla Germania, “ma abbiamo solamente 17% di brevetti rispetto ai tedeschi”.

La Germania “è il nostro concorrente principale. L’Italia punti sulle persone, il nostro Paese ha le risorse umane migliori del mondo. Penso al Politecnico di Milano, alle nostre università che formano dei giovani fantastici: sono la nostra forza. Rivolgo un invito agli imprenditori: sappiate valorizzare questa risorse”. Rocca afferma che la Audi arruolerà cento giovani italiani perché “sono gli unici a saper creare, innovare, cambiare”. E chiude: “Occorre avere passione delle idee e vedrete che questa passione ci porterà fortuna”

Commenti

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  1. Scritto da marcello

    ne deduco che il nostro futuro, o meglio dei nostri figli, torna ad essere l’emigrazione.

  2. Scritto da Kurt Erdam

    Le affermazioni di questo signore valgono per il contesto attuale dell’industria italiana di questi decenni,L’unica cosa che conta è il profitto ,tutto il resto viene dopo,lo aveva detto anche tremonti che non potevamo più permetterci di lavorare in sicurezza a causa dei costi troppo alti,per cui bisogna essere competitivi,Se per essere competitivi con il terzo mondo dovrete mettere i bambini a lavorare a frustate per 10 ore al giorno lo farete,se l’età media diminuirà per l’aumento di decessi per tumori si investiranno più soldi nell’allargamento dei cimiteri e faranno festa gli impresari,anche l’Inps risparmierà e qualcuno potrà dire che saranno i risultati di un percorso virtuoso.

  3. Scritto da mao

    Si deve solo candidare,e allora se sarà meglio degli altri lo voteremo,

  4. Scritto da nino cortesi

    La magistratura infatti non fa politica industriale ma giustamente non accetta che ci sia una nuova categoria di lavoratori, dopo i precari, gli esodati………….i “morti che lavorano” oppure per rendere più chiaro il discorso “i lavoratori se vogliono lavorare devono morire”…ma morire veramente. Certo che i lavoratori certi padroni dovrebbero mangiarseli.

    1. Scritto da Giorgio

      Allora chiudiamo l’ilva ? Il buonsenso dice che non si può, lo stesso buonsenso dice che bisogna fare le azioni necessarie per risanare al livello delle altre acciaierie europee. Lo stesso buonsenso chiamerebbe a rispondere chi ha autorizzato un quartiere nei pressi dell’acciaieria.

  5. Scritto da leo cat

    Il Sig. Rocca sbaglia indirizzo. I magistrati non fanno le leggi, come da loro compito istituzionale, controllano solo che vengano applicate, non “dettano la politica industriale”. Se il Sig. Rocca vuole cambiare le leggi, come sa bene, si deve rivolgere al Governo Monti ed al Parlamento che lo sostiene. Vedrà che sarà subito accontetato. Alla faccia dell’etica e dell’equità.

  6. Scritto da mao

    Ricordiamo ai cittadini che i lavoratori del gruppo humanitas attendono il rinnovo del contratto da 58 MESI !!!!

  7. Scritto da mezzefrasi

    Mi spiace dover constatare un signore che comanda una multinazionale abbia cosi poco rispetto per lavoratori, cittadini ed istituzioni… oltre che palesemente disinformato. Lo inviterei a visitare l’Ilva e dintorni perche’ si rendesse conto una volta per tutte dei danni irreparabili che “l’imprenditoria” che applaude i manager Thyssen ha causato e sta causando. E vada a vedere come operano le acciaierie in Germania o in Corea. La verità e’ che parte degli imprenditori italiani (parlo di quelli grossi, solitament i figli o nipoti dei fondatori…) non sono in grado di “stare sul mercato” con le loro mani e lo fanno o sulla pelle dei dipendenti (Ilva) o grazie ad aiuti statali (fiat & Co)

    1. Scritto da domenico

      La penso come te su tutto tranne quando caschi sul luogo comune degli esempi esteri senza conoscere lí cosa succede. da ciò che mi risulta in corea si continua a lavorare anche con un collega morto x terra x non fermare la produzione

      1. Scritto da hyundaiinsegna

        si riferiva a quanto fatto dalla Hyundai Steel Corporation per evitare l’inquinamento provocato dalla sua acciaieria. Risposta dei responsabili Ilva: a Taranto non fattibile nel breve periodo. Ok perfetto, torniamo all’antica roma ed in nome del profitto ricominciamo la tratta degli schiavi! (ma forse non lo hanno gia’ fatto con i precari?!?) http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/22/ilva-coprire-parchi-minerali-si-puo-hanno-fatto-in-corea-del-sud-perche-a-taranto/331220/

  8. Scritto da Luigi

    La Magistratura interviene di solito quando verifica la non applicazione di una Legge e deve sanzionare di conseguenza.
    Ma in questa Repubblica fondata sul lavoro, gli industriali hanno scelto politiche di non programmazione, hanno preferito vivere alla giornata e fare i cinesi dell’Europa, poi in Cina sono andati a delocalizzare.
    Poi per carità, ognuno è padrone di tirare l’acqua al proprio mulino, e dare la colpa al Vigile Urbano se si è beccato 150,oo euro di multa mentre guidava parlando al telefonino.

  9. Scritto da Piero T.

    La Magistratura applica le leggi, tanto scomode ai pescecani come il gentile Sig.Rocca.
    Può essere scomodo, a volte, e soffro con lui ed i suoi compari, ma grazie al cielo non tutti devono sttostare al ricatto : ” scegli, vivi o lavori ! “.
    Ed io penso anche a cosa lasceremo ai nostri figli : Dividendi o Vita ?

  10. Scritto da Mauro

    La magistratura deve solamente giudicare in base alle leggi vigenti ed è quello che fa.
    Se la cosa non piace basta cambiare le leggi, magari scegliendo meglio alle prossime elezioni.

  11. Scritto da Luciano Avogadri

    Sono perfettamente d’accordo.
    E i Magistrati non devono nemmeno dettare le cure mediche, come è successo in quel della Puglia già altre volte (abbiamo dimenticato il Pretore di Maglie e le cure “obbligatorie” col metodo Di Bella?).

    1. Scritto da giobatta

      preferisci che la politica industriale la dettino i padroni delle ferriere?

      1. Scritto da Luciano Avogadri

        Capisco che la sua cultura industriale si sia fermata alla metà dell’ottocento, ma vorrei che ne decidessero quelli che ne capiscono, e soprattutto quelli che sono votati dai cittadini.
        Non mi piacciono i Torquemada che vogliono proteggermi e salvarmi, che a me piaccia o no.

        1. Scritto da giobatta

          strana figura di democratico la sua: ha fiducia nelle decisioni dei votati dai cittadini ( quindi anche in fiorito, penati, minetti, lusi, ecc, ecc), pero’ paragona i magistrati a torquemada!

    2. Scritto da orso orobico

      Trattasi di una battaglia per il riconoscimento del principio della “Libertà Di Cura” e della libera scelta della terapia come prosecuzione delle iniziative a suo tempo assunte come Pretore di Maglie a favore della famosa terapia DI BELLA. e non obbligo, è come quello che è avvenuto con sallusti che il suo giornale scriveva che il giudice ha obbligato la ragazzina ad abortire tutte panzane lasciava liberta alla ragazza di abortire poiche i dottori obbiettori di coscenza non volevano.. i migistrati non fanno politica fanno il loro dovere qualcuno ha denunciato ilva e loro sono andati a verificare che ilva inquinasse e l’inquinamento causasse percentuali alte di morti dalle emissione dei forni

      1. Scritto da Luciano Avogadri

        La sua “libertà di cura” non può venire fatta a spese della comunità.
        Perchè la Comunità è disponibile, ma chiede che venga fatta con cure serie, valutate cn criteri seri, da quelli che ne capiscono.
        E i Pretori, quello di Maglie incluso, c’entrano come i cavoli a merenda.
        E lei provi a farsi operare da un Pretore, poi ne parliamo.

    3. Scritto da cidifenditu?

      Allora domani l’azienda in parte alla tua casa per motivi produttivi scarica fumi e gas con i quali puoi arrostirci i polli allo spiedo senza accendere il gas. Pero’ sai, l’azienda e’ ricca e importante, da lavoro a meta’ paese e tu non puoi proprio farci niente. Contento?!? Poi pero’ ti si ammala il cane e… pazienza era solo un cane. Poi il gatto, il canarino e cavoli… pure tuo figlio si becca un tumore. Che fai? Vai carinamente dal proprietario e gli dici di passarti almeno le garze per le piaghe? Se non ci fossero leggi e istituzioni che le fanno rispettare condannando chi le viola, visto che nella ns. societa’ i profitti vengon prima dei cittadini, saremmo tutti gia’ morti!

  12. Scritto da Pierluigi Toccagni

    Sottoscrivo l’affermazione: “non è la magistratura che deve fare politica industriale”, ma aggiungo
    1 a maggior ragione – neppure i tribunali fallimentari,
    2 l’esempio tedesco in materia di siderurgia è stato un lapsus freudiano (Thissen Krupp ha esportato in Italia degrado, malessere e morti e, chissà come, l’amministratore delegato condannato in II grado per omicidio volontario è stato applaudito dagli industriali bergamaschi);
    3 salute e sicurezza di chi è interessato da attività industriali devono essere parte di cultura, politiche e strategie degli imprenditori;
    4 se non lo fanno sono sanzionabili e interviene la Magistratura
    5 ILVA non è da chiudere, ma è fuorilegge e in ritardo.

  13. Scritto da Vittorio

    E la salute delle gente dove la mettiamo?
    Se i magistrati hanno preso dei drastici provvedimenti un motivo grave esiste Sig. Rocca.
    Vada a vedere i dati sui tumori nelle zona di Taranto .

    1. Scritto da gitantedomenicale

      a) l’ilva di Taranto è stata ceduta a privati nel 1995. Fino a quella data la mortalità per tumori era derubricata a “strage di stato” e quindi non perseguita per timore di insabbiamento? Taranto non è stata chiusa, a differenza di altri insediamenti Ilva prossimi a centri abitati, per l’impatto occupazionale sulla comunità locale.
      b) dopo aver guardato i dati sui tumori nella zona di Taranto, butti l’occhio alle zone di Bergamo e Brescia e cominci a preoccuparsi seriamente…

      1. Scritto da Luciano Avogadri

        Signor gitantedomenicale, come lei ben immagina, il trucco è quello di convincere qualche bonaccione a metterci i suoi soldi dopo di che si scatena la canea delle vergini vestali che azzannano il poveraccio che ha abboccato.

  14. Scritto da elena

    sì, ma la magistratura può e deve difendere i cittadini e la loro salute. non esistono solo i soldi a questo mondo, signori di Confindustria

  15. Scritto da riccardo

    Egregi signori imprenditori, diciamola tutta…in Germania producono acciaio rispettando le norme di sicurezza e dell’ambiente e gli ingegneri se davvero valgono quanto dite, sarebbe ora di pagarli adeguatamente e smetterla di far dirigenti ragionieri, commerciali senza scrupoli e carrieristi di vario genere. Se vanno in Germania o all’estero qialche ragione ci sarà.
    E’ ora che anche voi vi prendiate le vs responsabilità smettendola di giocare allo scarica barile.

  16. Scritto da Massimo Silvestri

    Ottimo. Peccato solo che la realtà sia diversa. Esempio vissuto sulla mia pelle. Ho depositato negli ultimi 3 anni due domande di brevetto per modelllo di utilità, poi sono confluite in una richiesta di brevetto europeo, ed una domanda di brevetto italiana. La Regione per due volte negli ultimi 3 anni ha stanziato fondi per le attività brevettuali. Sempre più ottimo. Ma solo per le imprese. Io sono un libero professionista, non ‘produco’ quindi …. nulla! Non vi sembra un assurdo? “Eppure è così, signori, è così!!” – come diceva Brunetta! Saluti.
    Massimo Silvestri