Il registro

Milano, unioni civili al via Coppie gay in minoranza Bergamo verso i banchetti

Aperto martedì a Milano il registro delle unioni civili: la maggioranza è rappresentata da coppie eterosessuali. A Bergamo prosegue la raccolta firme che presto verrà supportata anche da SEL con dei banchetti nelle piazze.

Aperto martedì a Milano il registro delle unioni civili: iscritte le prime 18 coppie, di cui quattro omosessuali, su un totale di 128 prenotazioni già arrivate allo sportello. Delle 128 prenotazioni la maggioranza è rappresentata da coppie eterosessuali, in totale 88 a fronte delle 40 richieste avanzate da coppie omosessuali.

Dati forse un po’ sorprendenti ma non per Marco Mori, presidente di Arcigay Milano: “Questo dimostra le bugie di Pdl e Lega perché il registro è uno strumento che vale per tutti. Non è questione di quantità: un diritto in più a uno non ne toglie uno a qualcun altro”.

La prima coppia che ha inaugurato il registro è stata quella formata da Paolo Hutter, storico attivista gay, e dal suo compagno Paolo Oddi. “Questa è una giornata importante – ha commentato Oddi – perché il registro è il massimo che il Comune poteva fare: ora tocca al Parlamento”. Gli fa eco Pierfrancesco Majorino, assessore al Welfare: “Milano sta tornando a essere laboratorio sociale e modello per tutto il Paese ma il Parlamento ora non ci deve lasciare soli”. Entusiasta anche l’assessore ai Servici civici Daniela Benelli che ha accolto l’apertura del registro come il “pass” europeo per la città di Milano.

Da Pdl e Lega, invece, fioccano le polemiche: “Il fantomatico registro ha solo fini statistici, senza dare alcun vantaggio o diritto – tuona il consigliere regionale Romano La Russa. Vorrei invece sapere quanto costa ai contribuenti mantenere un ufficio che nasce per un capriccio ideologico”. Sulla stessa linea anche dai consiglieri comunali Riccardo De Corato (“E’ una carnevalata laicista”) e Luca Lepore (“Il registro è un pezzo di carta inefficace”).

A Bergamo a battersi per una proposta di legge di iniziativa popolare che disciplini le unioni civili, i patti civili di solidarietà e norme in materia di unioni di fatto è stata la ventiduenne Christel Facchinetti che ha portato la campagna “Una volta per Tutti”, partita da Padova, anche a Palazzo Frizzoni: “La raccolta firme procede a rilento ma ora possiamo contare sull’adesione di SEL Bergamo che ci supporterà con dei banchetti nelle piazze: il mio obiettivo era quello di arrivare a 500 firme entro dicembre ma se ne dovessero arrivare di più tanto meglio”.

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