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Grande distribuzione, tra le città convenienti Bergamo è ventottesima - BergamoNews
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Grande distribuzione, tra le città convenienti Bergamo è ventottesima

Secondo un’inchiesta di Altroconsumo sulle dinamiche concorrenziali nella grande distribuzione all’interno di 61 città italiane, Bergamo si piazza al 28° posto in una speciale classifica della convenienza.

Secondo un’inchiesta di Altroconsumo sulle dinamiche concorrenziali nella grande distribuzione all’interno di 61 città italiane, Bergamo si piazza al 28° posto in una speciale classifica della convenienza. Al primo posto c’è Pisa, seguita da Firenze e Verona. Bergamo risulta più cara, tra le altre, di Verona, Venezia, Bologna, Napoli e Milano. Le regioni più virtuose sono Toscana, Umbria, Veneto e Emilia Romagna: Lombardia nella media, pecore nere le isole e molte regioni centro-meridionali.

La spesa media di una famiglia italiana tra alimentare, prodotti per l’igiene personale e per la casa si prende il 20% del bilancio totale annuale familiare: per l’Istat sono in media 6.372 euro all’anno. Approfittare dei margini di risparmio offerti da sconti, primi prezzi o scegliendo gli hard discount per trovare i prodotti non di marca può incidere sino a far risparmiare ben 3.500 euro in un anno.

È quanto ha calcolato Altroconsumo nel ventitreesimo appuntamento annuale con l’inchiesta che fotografa le dinamiche concorrenziali nella grande distribuzione all’interno di 61 città italiane, da Bolzano a Palermo, stilando la classifica della convenienza nella spesa degli italiani. (Dettagli dell’indagine qui).

Lo strumento di valutazione è l’indice di convenienza, stilato registrando 898mila prezzi che hanno coinvolto 950 punti vendita – 162 ipermercati; 603 supermercati, 185 hard discount. Sulla base dell’indice è stata stilata la classifica nelle diverse città. Nel valutare i diversi scenari possibili di acquisto e di possibilità di risparmio sono stati creati dei carrelli-tipo, sia considerando 531 prodotti di marca, freschi, di ben 104 tipologie diverse (come biscotti, frutta, detersivi, bibite), sia scegliendone la versione a scaffale più economica in assoluto. L’indice più basso, base 100, è stato assegnato al punto vendita in assoluto meno caro, trovato ad Arezzo.

Le tensioni concorrenziali tra diversi punti vendita in città giocano a favore delle possibilità di risparmio per il consumatore; è quello che succede a Pisa, dove la spesa media è la più bassa di tutte le 61 città analizzate: 5.969 euro, seguita da Firenze e Verona. Più alta è la sfida tra prezzi a scaffale, più bassi diventano i prezzi; così la possibilità di risparmio – la forbice della spesa tra il punto vendita più caro e meno caro – aumenta per il consumatore. È quanto succede in Toscana, Umbria e Veneto, Emilia Romagna. Pecore nere: Trentino, Val d’Aosta, il centro-sud e le isole maggiori, dove invece langue la battaglia tra insegne.

Nelle possibilità di risparmiare quando si fa la spesa non gioca solo la tipologia di punto vendita e l’insegna; scegliere se approfittare delle offerte oppure abbandonare il prodotto di marca può portare a risparmi inauditi: 24% di spesa in meno se si scelgono i prodotti di marca in offerta; 38% in meno se si opta per i prodotti col marchio dell’insegna del supermercato; 55% di esborso in meno se i prodotti sono sempre quelli primo prezzo; ben 61% in meno se si abbandonano i prodotti di marca, scegliendo l’HD. Sino a ridurre la spesa in un anno di 3.500 euro.

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