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A Treviso il Tar impone il rispetto del limite voli Precedente per Bergamo? - BergamoNews
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A Treviso il Tar impone il rispetto del limite voli Precedente per Bergamo?

Una sentenza storica quella del tribunale amministrativo del Veneto in merito al traffico aereo dell’aeroporto di Treviso. I giudici hanno rigettato un ricorso presentato da un comitato di cittadini, ma allo stesso tempo hanno imposto un rigoroso stop allo sviluppo immediato dello scalo.

Una sentenza storica quella del tribunale amministrativo del Veneto in merito al traffico aereo dell’aeroporto di Treviso. I giudici hanno rigettato un ricorso presentato da un comitato di cittadini, ma allo stesso tempo hanno imposto un rigoroso stop allo sviluppo immediato dello scalo. In particolare è stato preso in esame il limite dei voli fissato dalla valutazione di impatto ambientale, un tema su cui anche a Bergamo si discute da anni. Il piano di sviluppo aeroportuale lo fissa a 68 mila e 570, traguardo ampiamente superato in virtù del successo di Ryanair e dell’interpretazione che Sacbo e Regione Lombardia danno a quel documento: “stima previsionale”. Nel caso di Treviso però la sentenza parla chiaro: “In tale ordinanza è stato osservato che il gravato provvedimento contiene la prescrizione secondo cui il numero totale annuo di movimenti dei veicoli dallo scalo non dovrà subire aumenti rispetto al numero attualmente autorizzato e che non sussistono essenziali variazioni spaziali ed implicazioni territoriali dell’infrastruttura in esame”.

Oltre che a confermare il giudizio del Consiglio di Stato la sentenza del TAR dice in maniera esplicita: “Il collegio sottolinea che il progetto e la decisione impugnata di non sottoporlo a VIA rispettano il limite numerico dei voli annuo autorizzato, pari a 16.300, come risulta dal Decreto del Ministro dell’Ambiente in data 14 Maggio 2007. È evidente che tale limite massimo di voli annuo deve essere rispettato dalla società di gestione dell’aeroporto, anche considerando che la sussistenza di tale limite annuo di voli è riconosciuto dalla stessa società di gestione dell’aeroporto”. Varrà anche per Bergamo? Se lo stanno chiedendo i cittadini e i comitati che hanno già contattato i "colleghi" veneti per capire come muoversi. Le pieghe di leggi e autorizzazioni ministeriali sono infinite, Sacbo sta lavorando al nuovo piano di sviluppo per rinnovare quello in scadenza nel 2015, ma la sentenza rimane nero su bianco. E chissà che non faccia giurisprudenza anche per altre realtà in cui il rapporto tra città e aeroporto è sempre più critico.

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