Pista d’atletica coperta: Infiltrazioni d’acqua nella nuovissima struttura
Si materializza tra le crepe delle opere di Bergamo dannosa come la kryptonite per Superman. Dopo le note vicende del nuovo ospedale Papa Giovanni XXIII, l’acqua minaccia l’inaugurazione della pista di atletica indoor al campo Coni.
Si materializza tra le crepe delle opere di Bergamo dannosa come la kryptonite per Superman. Dopo le note vicende del nuovo ospedale Papa Giovanni XXIII, l’acqua minaccia l’inaugurazione della pista di atletica indoor al campo Coni. I tecnici comunali, in attesa dei certificati per completare il collaudo della struttura terminata a settembre 2011, hanno rilevato problemi al tetto. Sono state trovate infiltrazioni d’acqua che con il passare del tempo avrebbero comportato ingenti costi di manutenzione oltre che l’interruzione dell’attività agonistica. Per questo motivo l’amministrazione ha sollecitato l’azienda costruttrice a risolvere alla radice il danno rifacendo parte della copertura prima dell’effettiva consegna. Solo dopo che verranno sistemate tutte le criticità potranno essere rilasciate le ultime certificazioni in vista dell’apertura nella stagione invernale.
L’opera è costata a Palafrizzoni circa un milione e 700 mila euro più la progettazione a carico dell’Atletica Bergamo 59 e dell’Olimpia, che nell’ultimo inverno hanno aspettato invano l’agibilità per fare allenare le promesse dell’atletica bergamasca. Niente da fare, la pista al coperto è rimasta chiusa e i giovani atleti si sono preparati al freddo della pista tradizionale. “L’azienda sta portando al termine i lavori extra di sistemazione – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Alessio Saltarelli – se gli ultimi controlli daranno esito positivo l’opera potrà essere consegnata. Preferiamo aspettare un mese in più piuttosto che dover mettere le toppe più avanti. Siamo abbastanza prudenti, anche perché è una struttura che verrà utilizzata in inverno, non c’è la necessità si aprirla immediatamente”.





