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Una ricercatrice americana incontra il Colleoni

Da diversi giorni al Castello di Malpaga la guida ufficiale del castello Giovanna Franceschin Ravasio riceve la visita della ricercatrice americana Hannah Edgerton che sta compiendo uno studio approfondito su diversi condottieri del Rinascimento italiano tra cui Bartolomeo Colleoni.

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Da diversi giorni al Castello di Malpaga la guida ufficiale del castello Giovanna Franceschin Ravasio riceve la visita della ricercatrice americana Hannah Edgerton che sta compiendo uno studio approfondito su diversi condottieri del Rinascimento italiano tra cui Bartolomeo Colleoni, Federico da Montefeltro, Sigismondo Malatesta, Ercole d’Este.

La ricerca, che mira a sottolineare il forte nesso tra capitani di ventura e mecenatismo culturale, le è stata commissionata e finanziata dall’Università di Indiana negli Stati Uniti dove ha studiato con il docente Giles Knox, esperto del Colleoni che ha trattato l’argomento in diverse pubblicazioni.

“Sono entusiasta dello studio che sto compiendo in particolare al castello di Malpaga dove la presenza del Colleoni è più tangibile, direi quasi che la si può respirare attraverso i muri”.

Già da queste parole si deduce il profondo interesse con cui la scrittrice porta avanti il suo lavoro di ricerca.

Qual è la rilevanza storico politica del condottiero in un periodo in cui l’Italia era frammentata in staterelli l’un contro l’altro armati? Grande e significativa, perché il Colleoni ha meritato in virtù del suo valore il comando assoluto dell’esercito della Serenissima. Tutti sanno quanto lustro la Repubblica Veneta ha apportato ai territori da lei dominati, consacrati poi dalla storia per i valori civili, artistici e innovatori oggi considerati orgoglio dell’italianità.

Più specificatamente, quale contributo hanno dato al Rinascimento i condottieri oggetto delle sue ricerche? Hanno portato un contributo fondamentale alla promozione e alla conservazione di opere d’arte entrate a far parte del grande patrimonio artistico del Rinascimento. In particolare il mio studio riguarda come, perché e in qual misura Colleoni, Federico da Montefeltro e altri condottieri sono portatori di cultura sia come principi guerrieri sia come mecenati d’arte. Fatto unico che a tutt’oggi non è stato ancora sufficientemente riconosciuto e studiato.

E’ soddisfatta dell’accoglienza che Bergamo riserva a turisti e ricercatori? Meglio di così non potevo immaginare In particolare ho trovato competenza e disponibilità da parte della signora Giovanna che si dedica con entusiasmo a turisti e visitatori trasmettendo loro interesse e passione.

Quando terminerà la sua opera sul Colleoni avremo il piacere di leggerla in italiano? Può darsi. Vedremo cosa pensano gli editori.

Stefania Burnelli

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Commenti

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  1. Scritto da W l' Italia

    Non esageriamo, un popolo non finisce mai, malgrado i tanti precipizi che si allargano a dtte del bancario Monti.
    W l’Italia! Non cambierei per nulla al mondo di essere italiano, alla faccia dei barbari crucchi

    1. Scritto da miky

      non la penso come te, e non sono della lega.

      1. Scritto da Mario

        Esterofilo, sono italiano, non padano, e me ne vanto.

  2. Scritto da DD

    fa riflettere il fatto che a decine di migliaia di km da noi c’è questo grande amore e rispetto per la storia del nostro territorio, e invece, qui nella bassa bergamasca, non si và oltre alla partita di pallone delle giovanili del paese o oltre il locale del momento che serve i migliori aperitivi…
    Non parliamo poi della sistematica distruzione del nostro territorio a causa del consumo scellerato delle campagne..
    per questo siamo destinati alla fine..e ce la siamo meritata.