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All’AlbinoLeffe gli dissero di cambiare mestiere Ora vale più di 10 milioni

Bergamonews vi propone lo splendido articolo di Francesco Saverio Intorcia che vede protagonista Alessandro "Alino" Diamanti, l'ultimo eroe azzurro della spedizione europea che, con il suo sinistro magico, ha regalato all'Italia la semifinale contro la Germania.

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Bergamonews vi propone lo splendido articolo di Francesco Saverio Intorcia che vede protagonista Alessandro "Alino" Diamanti, l’ultimo eroe azzurro della spedizione europea che, con il suo sinistro magico, ha regalato all’Italia la semifinale contro la Germania. Nel pezzo pubblicato su Repubblica si parla anche del passato del fantasista di Prato e di quando, al termine della sua avventura sotto le Mura Venete con la maglia dell’AlbinoLeffe, qualcuno gli consigliò di cambiare mestiere.

 

di Francesco Saverio Intorcia

Nella lampada di Alino c’è un genio rimasto chiuso dentro per tanto tempo. La cartolina da Kiev è l’urlo di Diamanti, pugni chiusi, braccia tese, occhi verso Buffon. Ma per arrivare lì, sul dischetto dello stadio olimpico, ha preso il sentiero più lungo. «Nessuna favola, la mia è una storia vera», rivendica con orgoglio il ragazzo di Santa Lucia, quartiere di Prato.

Tra la sua casa e il campo di calcio c’era un semaforo. Alessandro detto Alino tornava da scuola di corsa, lanciava la cartella oltre il cancello e volava ad allenarsi. Attraversava senza guardare. Fama da anarchico, capigliatura da bohémien, oggi è il manifesto dell’altra Italia, che premia il merito e riscatta la gavetta. In fondo, dalla squadretta di calcio presieduta dal nonno materno, Rodolfo Becheri, e dove allenava babbo Luciano, sono passati Paolo Rossi e Bobo Vieri.

«Conservo vecchi ritagli di giornali che dicono che mio nipote gl’è nato per il calcio – racconta il signor Rodolfo -. Ma quand’era all’AlbinoLeffe gli dissero di cambiar mestiere…». Cominciava le partite in attacco, poi lo spostavano terzino, sennò non c’era sfizio. Il Prato lo prese, la Florentia Viola lo scartò dopo due episodi di pneumotorace, e il Bologna per un battibecco con l’arbitro durante il provino: ora l’ha riscattato alle buste dal Brescia, in tutto è costato 4,8 milioni. Per rilanciarsi in rossoblù, Diamanti un anno fa accettò un ingaggio a rendimento: tra i premi, pure quello per l’Europeo. Sembrava uno scherzo. Agli altri, non a lui, reduce dalla migliore stagione in carriera.

La storia di Diamanti è scritta sulla sua pelle. Impossibile un censimento esatto dei tatuaggi: «Non so neanche io quanti sono». Un intreccio di fiori ricopre interamente il braccio sinistro. Sul destro, un gruppo di stelle, un cuore all’interno del polso, una croce, il simbolo della pace. Una coperta di segni ricopre mezza schiena. Sulla coscia destra spuntano le ali di una farfalla. Poi ci sono gli omaggi alle donne di famiglia: la sua Silvia, le figlie Aileen e Olivia. E sul polpaccio destro uno smile per ricordarsi il motto della moglie: "Be happy".

La data di compleanno di lei, il 23, Alino se l’è cucita addosso. E sullo stinco, "I love Chiayi", omaggio a Silvia Chiayi Hsieh. Lei, originaria di Tapei, conduttrice tv, è una delle nuove Wags azzurre. Si sono conosciuti a Milano per un gelato, si sono innamorati passando ore al telefono: «Io ero sempre in viaggio e lui mi teneva compagnia, mi ha sempre fatto divertire». Prima dell’Europeo si sono risposati a Bologna in villa. Dopo le nozze in Comune a Siena nel 2008 non avevano mai fatto un vero ricevimento. Campione di burraco, parrucchiere di se stesso, sotto le Due Torri gira in 500 rosa, in Polonia lo seguono anche suo padre Luciano e sua suocera Alice. E poi c’è la Banda Diamanti, il gruppo di ultrà rossoblù che confeziona striscioni e magliette portafortuna da vendere pro terremotati col suo autografo. Il Bologna sta organizzando un charter per la semifinale.

Amato dal gruppo, da Buffon a De Rossi. Non stupisce. A Prato una volta era stato escluso per motivi disciplinari prima di un match importante, i compagni andarono dal tecnico Bisoli: «Per favore, perdonalo». Fu perdonato. E segnò. I tabloid scrivono che un tifoso inglese ha provato a distrarlo abbassandosi le mutande davanti al momento del rigore: gira una foto, magari autentica. Ma Alino aveva lo sguardo fisso. Ha messo la palla sul dischetto, fatto tre passi indietro, spavaldo. Poi, ha lanciato la cartella, il semaforo era verde. Chissà se stavolta l’ha guardato.

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Commenti

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  1. Scritto da Il Naggio

    All’albinoleffe era una testa calda. Evidentemente si è dato una calmata.

  2. Scritto da nino cortesi

    Scartato anche dall’Atalanta. C’ha qualcosa di buono, un buon tiro. Ma tende ad attorcigliarsi su se stesso. Fra l’altro in nazionale doveva entrare Giovinco. Non avremmo tirato i rigori e avremmo superato la prova in 90 minuti. Prandelli ha un piccolo difetto, debole nei cambi ma è il più grande allenatore del mondo e della migliore squadra del mondo; meglio anche del tiki taka.

  3. Scritto da TEMPO AL TEMPO

    Il tempo è galantuomo: Diamanti all’ Europeo, Albinoleffe in legapro a -15

    1. Scritto da Mark

      Non posso che concordare…

      1. Scritto da Pedro

        Del senno di poi è piena la terra…

      2. Scritto da alberto

        Aggiungerei persino che avevano ragione dato che loro non facevano i calciatori…